
Chi sbaglia paga e l’Ascoli, i suoi errori, l’ha pagati a caro prezzo ieri, 16 agosto, al “Luigi Ferraris” di Genova dove il Genoa si impone 4-1, chiudendo il precampionato dei bianconeri.
La differenza tra Genoa e Ascoli sta tutta qui: in quella categoria dove gli errori vengono puntualmente puniti con il massimo della pena. Sarà leggermente diverso in campionato dove (forse) qualche eccesso puoi anche permetterlo. Archiviamo la Coppa Italia e le frecce conserviamole per il campionato.
Nonostante la sconfitta, pesante solo nel punteggio, è stato un bel pomeriggio quello di Genova. Prima i baci e gli abbracci tra Tomei e De Rossi poi il calcio spumeggiante dei bianconeri. Il Genoa è più forte nei singoli; l’Ascoli è superiore nel collettivo. La squadra di Tomei gioca come sa, senza paura, con sfrontatezza. Talvolta anche troppa.
Il Genoa produce solo tanti calci d’angolo sui quali vengono a saltare tutti difensori: atleti possenti, robusti e forti fisicamente. Ma chi segna è l’Ascoli con “l’anguilla” Silipo dopo uno slalom tra i pali della difesa rossoblù. Un gol visto e rivisto al quale l’esterno bianconero ci ha abituato. Il vantaggio non cambia nulla.
L’Ascoli continua a giocare come sa. Il Genoa continua a produrre angoli ed è proprio da li che arriva il pari. Inutile ripetere che nell’uno contro uno il vantaggio è genoano. Poi, quando con la testa si era già negli spogliatoi, arriva il secondo gol. Una sbavatura difensiva con entrate troppo leggere dei difensori e…del portiere.
Nella ripresa l’Ascoli ricomincia allo stesso modo. Difficile cambiare il dna di una squadra che vuole arrivare al risultato solo attraverso la prestazione. I bianconeri però scherzano troppo con il pallone eccedendo in disimpegni al cardiopalma. Alla fine gli errori si pagano ed il Genoa ha la meglio con il terzo ed il quarto gol. Ma tutto serve per imparare.
Fuori dalla Coppa si, ma a testa alta. Ora c’è da analizzare gli errori e concentrarsi sul campionato dove sarà tutta un’altra musica. L’orchestra bianconera è pronta deve solo accordare…qualche solista. Domenica di “Marcantonio” a Verona ci sarà solo il Bentegodi.



















































