di Adriano Cespi
Lotta alla disoccupazione e alle nuove povertà, mantenimento dell’ospedale “Mazzoni”, rilancio dei quartieri e delle frazioni. Sono solo alcuni dei punti programmatici di Emidio Nardini, candidato sindaco della lista “Ascolto e Partecipazione”, una civica di centrosinistra che nella democrazia partecipata e nella politica fuori dai partiti trova la sua spinta propulsiva. «Ritengo determinante -esordisce Nardini- ridare valore alla democrazia creando organismi che coinvolgono la popolazione nei progetti di sviluppo e miglioramento della città».

Emidio Nardini (foto Vagnoni)
Nardini, lei ha accettato la candidatura a sindaco di “Ascolto e Partecipazione”, una lista civica di centrosinistra slegata dai partiti. Come è maturata questa decisione?
«In maniera molto veloce, nel corso di riunioni coi membri dell’associazione “Ascolto e partecipazione” in cui si era evidenziata la difficoltà che il centrosinistra aveva nell’identificare un candidato, ancora a due mesi dalle elezioni, mi fu chiesto di impegnarmi in prima persona e “metterci la faccia”. Accettai pensando che il mio nome potesse unire un po’ tutte le forze del centrosinistra«.
Pd, Psi e Art 1, vi accusano di aver spaccato il centrosinistra, favorendo, così, la destra di Fioravanti e il fronte moderato di Celani. Come risponde?
«Rispetto all’accusa di spaccare il centrosinistra mi riferisco alla prima domanda in cui alla proposizione della mia candidatura non è seguita nessuna richiesta di incontro e valutazione se non quando i “giochi erano fatti”, credo fosse responsabilità dei partiti del centrosinistra cercare una sintesi sulla nostra proposta piuttosto che far finta che nulla fosse accaduto».

L’interno dell’area ex Carbon (foto Perozzi)
Tra le critiche che le sono arrivate c’è quella di non aver condotto un’opposizione forte alla giunta Castelli durante la consiliatura 2009-2014 quando fu eletto per la lista civica “La Primavera di Ascoli”.
«La critica che lei cita, ovviamente, non proviene dalla destra ascolana, per cui evito di rispondere a questa domanda. Voglio però ricordare che ho devoluto all’Ail locale (l’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma) gran parte degli introiti dei gettoni di presenza».
Quali sono i tre punti che caratterizzano il suo programma amministrativo?
«Ridare valore alla democrazia creando organismi che coinvolgono la popolazione nei progetti di sviluppo e miglioramento della città (comitati di quartiere e delle frazioni limitrofe). Rivisitazione metodologica, quindi, in un’ottica di rinnovamento nella gestione dei beni comuni. Ovviamente mi sono molto a cuore gli aspetti legati alla sanità pubblica e l’impegno, per quanto concesso all’Amministrazione Comunale, di mantenere l’ospedale nel nostro comune».
Ascoli ha un tasso di disoccupazione del 14,5%, il doppio della media regionale, che si attesta al 7,7%. E, negli ultimi 5 anni, 526 ascolani sono dovuti emigrare all’estero in cerca di lavoro. Come pensa di riuscire a creare nuove opportunità occupazionali?
«Investimenti sulla bio-agricoltura, attività di ricerca e quindi Università di Agraria. Sviluppo di una filiera corta mirando al raggiungimento di una autonomia alimentare con prodotti di qualità. Ritengo importante valutare l’adozione di sistemi innovativi di gestione dei rifiuti che oltre a tutelare l’ambiente possano rappresentare nuove opportunità di lavoro e sviluppare la vocazione turistica della città in un’ottica integrata col territorio come il turismo culturale, enogastronomico e paesaggistico, facendo però della città un “evento”».

Il candidato del Pd Frenquellucci e Nardini
Area Carbon, cosa ne pensa del progetto di riqualificazione presentato dalla Restart?
«Il progetto attuale è in realtà frutto dell’accordo tra Restart, Comune e Regione e condiviso dai sindacati che prevedeva, non dimentichiamolo, anche la rioccupazione dei lavoratori. La famosa ripartizione dell’area in 1/3 edificabile, 1/3 parco urbano e 1/3 Parco Scientifico e tecnologico aveva una sua logica con un piccolo dettaglio molto poco chiaro: chi paga la bonifica dell’area che non riguarda solo il terreno, ma anche la rimozione dei circa 800.000 metri cubi di capannoni industriali esistenti? Io credo che se non ci sarà un importante investimento pubblico quell’area rimarrà a lungo come la vediamo oggi. E anche l’ultima sceneggiata tra esponenti regionali e i 5 stelle locali sui 7 milioni di euro per la bonifica (ci sono, no non ci sono…) testimonia la scarsa volontà delle istituzioni di affrontare questo nodo cruciale per la città».
Da 20 anni Ascoli è amministrata dal centrodestra, come mai il centrosinistra non è riuscito mai a vincere?
«Difficile avere una risposta, credo che il centrosinistra non abbia mai proposto politiche inclusive ed abbia abdicato alla sua missione fondamentale di formazione culturale della città. Dall’altra parte la destra ha cavalcato l’onda populistica ed autoreferenziale dei suoi gruppi dirigenti».

Il cenone di Capodanno organizzato dalla Zarepta
Da 1 a 10: dia un voto ai primi dieci anni di amministrazione Celani ed ai secondi 10 anni di amministrazione Castelli.
«Vedo un’estrema continuità negli ultimi vent’anni di amministrazione del centrodestra, dalla gestione dei parcheggi alla vendita di beni comuni (vedi Piceno Gas, farmacie comunali, eccetera) dal problema insoluto della Carbon alla ancora carente gestione dei rifiuti urbani. Vuole che dia un voto o l’indovina da solo?»
In città il fenomeno delle nuove povertà fa registrare numeri davvero preoccupanti: quotidianamente 60 persone sono costrette a ricorrere alla mensa Zarepta per un pasto caldo, 843 ascolani nel 2018 si sono rivolti all’Emporio della Caritas in cerca di beni di prima necessità, 36 famiglie, in attesa del Reddito di cittadinanza, usufruiscono del Reddito di dignità del Comune e altre 177 del Reddito di inclusione dello Stato. Se sarà eletto sindaco cosa farà per fronteggiare questa emergenza?
«Misure di economia solidale come forme di contrasto alla disoccupazione e alla povertà. Identificazione dei bisogni sociali complessivi in concorso con le associazioni di settore e sviluppo di un piano sociale. Supporto a famiglie ed individui in condizioni di povertà mediante housing sociale, sostegno a pagamento utenze e affitti, microcredito, sgravi e ricorso sistematico all’Isee (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente che serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie, ndr) per tariffe servizi a pagamento».
Fioravanti (Fdi, Lega e liste civiche), Celani (Fronte civico e moderato), Frenquellucci (Centrosinistra), Tamburri (M5S), Ferretti (Casapound), Di Mattia (Fuori dal Tunnel): se lei non fosse il candidato sindaco di “Ascolto e Partecipazione”, da semplice cittadino, a chi darebbe il suo voto? Faccia un solo nome.
«Se non fossi candidato voterei il centrosinistra».
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