Monte Piselli, affondo di “Ascolto e Partecipazione”: «Occasione storica sprecata, si scelga subito il futuro»

ASCOLI - Nel mirino finisce la decisione di non rinnovare la vita tecnica della vecchia seggiovia. Una scelta che – secondo il gruppo di opposizione – si è rivelata sbagliata alla luce dell’andamento della stagione invernale: «Si sarebbe potuto sciare ininterrottamente da metà novembre fino ad aprile»
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Monte Piselli

Una «occasione storica buttata alle ortiche» e una gestione definita miope e poco trasparente. È un attacco frontale quello lanciato dal comitato “Ascolto e Partecipazione” sulla situazione del CoTuGe e, in particolare, sul destino degli impianti sciistici di Monte Piselli.

Nel mirino finisce soprattutto la decisione di non rinnovare la vita tecnica della vecchia seggiovia, una scelta che – secondo il gruppo di opposizione – si è rivelata sbagliata alla luce dell’andamento della stagione invernale. Già nei mesi scorsi, infatti, i climatologi avevano ipotizzato un inverno particolarmente nevoso per effetto del fenomeno della Niña. Previsioni che, stando ai dati attuali, si sono puntualmente verificate.

 

«Si sarebbe potuto sciare praticamente ininterrottamente da metà novembre fino ad aprile», sottolinea il comitato, evidenziando come le recenti nevicate abbiano portato il manto oltre il metro di altezza. Un contesto che, senza lo stop agli impianti, avrebbe potuto rappresentare una stagione record per la stazione sciistica del Piceno.

 

Secondo “Ascolto e Partecipazione”, la scelta del CoTuGe sarebbe stata dettata dalla volontà di non intaccare le risorse accantonate per i nuovi impianti. Una strategia che però viene messa in discussione: da un lato per il rischio che l’inflazione eroda progressivamente il valore dei fondi disponibili, dall’altro per precedenti investimenti giudicati inefficaci, come i circa 200mila euro spesi nel 2024 per un progetto poi abbandonato.

 

Ma il tema centrale resta quello del futuro. A oggi, denuncia il comitato, non ci sono ancora decisioni definitive, nonostante l’impegno a chiudere il progetto entro la fine di marzo. Sul tavolo restano le due ipotesi già note: la cosiddetta “opzione A”, con la realizzazione di un’ovovia tra San Giacomo e Monte Piselli, e la “opzione B”, che prevede invece una nuova seggiovia e un sistema di collegamenti più articolato.

 

Ed è proprio sulla prima soluzione che si concentrano le maggiori perplessità. Il gruppo evidenzia l’assenza di uno studio di sostenibilità economica e mette in guardia sui costi di gestione, ritenuti elevati e difficilmente sostenibili nel lungo periodo. Inoltre, viene sottolineato come l’ovovia prevista sarebbe di seconda mano, con possibili ricadute sui costi di manutenzione.

 

Critiche anche sul metodo: «Decisioni prese in segrete stanze», senza un reale coinvolgimento della comunità e delle competenze del territorio.

 

Da qui l’appello finale: abbandonare ulteriori indugi e puntare con decisione sull’opzione B, ritenuta «più pragmatica e sostenibile», prima che le risorse disponibili perdano ulteriore valore.

 

La partita su Monte Piselli, dunque, resta apertissima. E mentre la neve continua a cadere, il rischio – secondo l’opposizione – è che il tempo perso oggi pesi ancora di più sulle scelte di domani.


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