Senzatetto trattati peggio dei cani e «dignità dimenticata»: l’affondo della Caritas scuote la città

SAN BENEDETTO - Duro intervento dell’Ente diocesano sul tema dell’accoglienza. Parole che riaccendono il dibattito a San Benedetto. Considerazioni quasi “profetiche”, pubblicate alla vigilia dello sgombero di quattro persone al Ponterotto e delle segnalazioni allarmate arrivate da Porto d’Ascoli Centro. Chiamati in causa anche i candidati, in vista delle elezioni comunali
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Non sono considerazioni legate agli ultimi fatti di cronaca (si veda l’articolo in fondo) ma fanno comunque discutere e riflettere. Sono le parole esternate dalla Caritas Diocesana (tramite il proprio sito web ufficiale) relative alla questione dell’accoglienza e del sostegno verso le persone senza fissa dimora. Una vera e propria emergenza-sociale, soprattutto in alcune aree di San Benedetto.

 

«Guardiamoci intorno – scrivono dall’Ente diocesano -. Se qualcuno comunica la presenza di cani randagi, scatta subito la gara di solidarietà. Intervengono associazioni, guardie zoofile e vigili e si trova immediatamente un posto sicuro per loro. E giustamente. Ma quando si segnala che ci sono persone che dormono per strada, gli unici a muoversi sono spesso i “difensori del decoro urbano”. Ci preoccupiamo del colpo d’occhio della città e dimentichiamo la dignità umana, che non svanisce mai, neanche dietro l’errore più grande. Pasqua è possibilità di diventare protagonisti di una vita che risorge per tutti, non sedersi per guardare qualcuno morire in croce».

 

La sede Caritas di San Benedetto

Un vero e proprio affondo che sa di premonizione. Infatti, tali parole sono state pubblicate giovedì 2 aprile. Ossia 24 ore prima del blitz delle forze dell’ordine che ha sgomberato da quattro homeless il sagrato della chiesa Madonna del Suffragio (zona Ponterotto) e dalla segnalazione arrivata dal Comitato di quartiere Porto d’Ascoli Centro su un senzatetto che occupava un’area vicino piazza Cristo Re.

 

«Osservando le nostre comunità cristiane, l’impressione è che fatichino a incarnare la Parola, restando troppo spesso inermi dinanzi alle ingiustizie. Dove è finito il coraggio di Gesù nel “trasgredire” le regole per rimettere al centro l’essere umano? – prosegue lo scritto della Caritas, che entra anche nel dibattito in vista delle elezioni municipali di fine maggio -. Dov’è l’impegno politico serio per una “società altra”? Chi si candida a servire il bene comune è davvero disposto a dare priorità agli ultimi, agli invisibili che popolano le nostre strade?». Domande che, a ridosso di Pasqua, non possono che far pensare profondamente.

 

 

 

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