Abitanti, chi perde e chi cresce: tutti i numeri della provincia, comune per comune

DATI - Meno residenti ad Ascoli e a San Benedetto, tra i comuni in crescita spicca Grottammare. Folignano e Castel di Lama in calo. A fare la differenza è il saldo migratorio
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L’Istat ha reso noti i dati relativi al censimento permanente della popolazione relativo al 2024. Anno nel quale la provincia di Ascoli Piceno passa da 200.897 a 200.497 residenti, con una perdita complessiva di 400 abitanti. Un calo contenuto ma diffuso in gran parte del territorio, come emerge dal bilancio demografico comunale.

 

ASCOLI E SAN BENEDETTO – I due comuni più popolosi mostrano andamenti diversi ma entrambi negativi. Ascoli Piceno scende da 45.448 a 45.277 residenti, con un saldo totale di –171 abitanti, mentre San Benedetto del Tronto passa da 47.045 a 47.021, perdendo 24 residenti. Diminuzioni limitate nei grandi centri, ma comunque sintomatiche di una natalità debole.

 

IN CRESCITA – Tra i Comuni in crescita spicca Grottammare, che registra il miglior risultato della provincia: da 15.851 a 15.924 abitanti, con +73 residenti in un solo anno. Bilanci positivi anche a Colli del Tronto, che sale da 3.628 a 3.663 abitanti (+35), e Monteprandone, da 13.043 a 13.067 (+24). Crescono inoltre Ripatransone (+28), Carassai (+28), Castorano (+27) e Spinetoli (+12).

 

IN CALO – All’estremo opposto si collocano diversi Comuni dell’entroterra. Folignano perde 39 residenti (da 8.746 a 8.707), Cupra Marittima ne perde 34, come Castel di Lama. Monsampolo del Tronto registra un calo di 56 abitanti, mentre Acquasanta Terme e Acquaviva Picena segnano entrambe –30. Nei piccoli comuni montani la flessione è strutturale: Arquata del Tronto scende sotto i mille abitanti passando da 955 a 926 (–29), Palmiano da 158 a 153, Montegallo da 399 a 391, Montedinove da 457 a 448. Ci sono anche comuni sostanzialmente stabili, come Roccafluvione, che chiude il 2024 con lo stesso numero di residenti dell’anno precedente (1.840), segno di un equilibrio fragile ma ancora tenace.

 

GLI STRANIERI – Il quadro che emerge dai dati Istat è netto: il saldo naturale è negativo in quasi tutti i comuni della provincia. Le nascite sono poche e non compensano il numero dei decessi, soprattutto nei centri più piccoli e anziani. È questo il fattore che spinge verso il basso la popolazione residente. A fare la differenza tra comuni in calo e comuni in crescita è il saldo migratorio. Nei centri che aumentano di popolazione, come Grottammare, Colli del Tronto o Monteprandone, l’arrivo di nuovi residenti riesce a bilanciare – e in alcuni casi superare – la perdita naturale. Nei comuni dell’entroterra, invece, i movimenti migratori non sono sufficienti a compensare il calo demografico.

 

Un elemento chiave evidenziato dall’Allegato statistico è infatti il contributo della popolazione straniera, particolarmente rilevante nei comuni costieri e nei centri più dinamici. La popolazione residente di cittadinanza non italiana incide in modo significativo sul saldo migratorio complessivo e rappresenta, di fatto, l’unico fattore strutturale di contenimento del declino demografico. Senza gli ingressi dall’estero, molte realtà del Piceno avrebbero registrato nel 2024 cali ben più marcati. La popolazione straniera è mediamente più giovane e contribuisce anche a riequilibrare, almeno in parte, una struttura per età sempre più anziana.

 

IL QUADRO – I numeri Istat del 2024 raccontano una provincia a due velocità. La costa e i comuni ben collegati tengono, talvolta crescono, mentre l’entroterra continua lentamente a svuotarsi. Il calo complessivo è modesto, ma la trasformazione demografica è profonda: meno nascite, più anziani e una dipendenza crescente dai flussi migratori. Una tendenza che, come mostrano i dati comunali, è ormai strutturale e destinata a incidere sul futuro dei servizi, delle scuole e dell’organizzazione del territorio ascolano.

 

Leggi qui la fonte, il report dell’Istat: 11_Focus_Censimento_Popolazione_ Marche_2024 (1)


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