E’ difficile parlare di calcio giocato nel caso di Padova-Ascoli, partita in cui i due episodi dei gol, poi annullato quello dell’Ascoli e decisivo invece quello dei biancorossi, catalizzano su di loro tutta l’attenzione. E non solo sui social. Ma è proprio qui che arriva l’attesa versione dell’ex arbitro Giampaolo Calvarese, oggi opinionista su Prime Video nelle notti di Champions League. La “curiosità” di conoscere la sua versione nasce dalla tempestività con la quale il teramano aveva analizzato la ressa tra Rizzo e Prisco, al termine della quale era stato espulso il numero 4 del Benevento.

Il presunto fallo di Chakir
Tornando a quanto successo all’Euganeo. Minuto 43. Calcio d’angolo, ribattuta, stop di petto di Chakir e tiro che finisce in rete. «Partiamo da un punto regolamentare importante: – premette Calvarese – visto che è lo stesso calciatore a segnare immediatamente dopo il presunto tocco di mano, se il pallone gli toccasse effettivamente il braccio, anche in maniera del tutto casuale e non punibile in altre circostanze, il gol sarebbe comunque da annullare».
Resta da capire se il tocco ci sia o meno. «Dal campo l’arbitro Collu annulla la rete, il problema in Serie B è il numero e la qualità delle telecamere a disposizione (che da quest’anno sono comunque aumentate). Difficile stabilire con certezza se il pallone tocchi il braccio oppure no. Di conseguenza, esattamente come già successo nel caso Lobotka in Inter-Napoli, quando non esiste un’immagine chiara e conclusiva che dimostri l’errore, deve rimanere la decisione presa sul terreno di gioco», conclude.
L’analisi si sposta poi all’altro momento incriminato, quello del gol decisivo di Galazzi, «convalidato dopo un silent check del VAR per un possibile fuorigioco d’impatto di Moro, che tenta chiaramente di giocare il pallone», scrive Calvarese. «Questa è la condizione di punibilità che chiede il regolamento e qui c’è. Ma da sola non basta perché serve che quel gesto impatti sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone. Su Curado no perché l’attaccante è dietro, su Vitale ha una minima incidenza perché crea un attimo di incertezza, però riesce a chiudere e va in opposizione all’autore del gol. Didatticamente la decisione di fuorigioco non sarebbe stata errata ma giustamente il VAR opta per il silent check, perché non c’è stata evidenza certa dell’impatto sul portiere che comunque fa la sua opposizione».

L’azione del gol del Padova
Regolamento alla mano, quindi tutto giusto. Le proteste dei tifosi ascolani però giustamente continuano. Provando ad analizzare la prestazione, l’unica cosa su cui si può restare è la cattiveria sotto porta.
In totale 20 tiri, di cui 13 in area di rigore ma solo 5 in porta. Mettici la bravura del portiere e la sfortuna nel palo colpito da Silipo allo scadere ed ecco che la tragedia si compie. Vietato finire al tappeto, c’è tempo per la reazione di orgoglio. Anche mister Tomei lo sa, ora è il tempo del silenzio.

































