Ci sono partite che meritano di essere osservate soprattutto attraverso il modo in cui le due squadre cercano di giocare. Südtirol-Ascoli, in programma sabato alle 15 al “Druso” di Bolzano, appartiene a questa categoria. Da una parte la squadra di Tomei, che nelle prime cinque giornate ha fatto del possesso palla uno dei propri marchi di fabbrica. Dall’altra quella di Possanzini che ha costruito il proprio ottimo avvio sulla solidità, sulla capacità di adattarsi e sulla concretezza.

Francesco Tomei (foto Ascoli Calcio)
Non è un dettaglio: l’Ascoli viaggia con il 62% medio di possesso, il dato più alto dell’intera Serie B. Il Südtirol è invece al 47%, ma ha raccolto 11 punti, è ancora imbattuto e ha incassato appena tre reti, la miglior difesa del campionato dopo cinque giornate. Addirittura sono gli unici in Italia a non essere ancora mai andati in svantaggio.
È qui che nasce il primo interrogativo del match: chi riuscirà a imporre il proprio ritmo?
L’idea di Tomei è ormai abbastanza riconoscibile. L’Ascoli cerca di costruire dal basso, muovere gli avversari e utilizzare il possesso per trovare successivamente gli spazi dove fare male. Ma proprio qui potrebbe nascere la prima trappola del “Druso”. Il Südtirol ha dimostrato di poter difendere in maniera compatta, abbassarsi e poi attaccare gli spazi quando recupera il pallone.

Davide Possanzini
Non è un caso che nelle prime cinque giornate abbia alternato 5-4-1, 3-4-2-1 e 3-5-2. La vera partita potrebbe giocarsi nella costruzione. E allora il primo duello tattico sarà probabilmente quello che si svilupperà nella metà campo dell’Ascoli. Quanto riuscirà il Südtirol a disturbare la prima costruzione bianconera? E soprattutto quanto spazio lascerà alle spalle della propria prima linea di pressione?
I numeri raccontano una squadra che non ha bisogno di costruire un volume enorme di conclusioni per ottenere risultati: appena 9,4 tiri a partita, il dato più basso della Serie B, ma 9 gol segnati e soltanto 3 subiti.
Ma sarebbe sbagliato pensare a due filosofie completamente opposte. Entrambe le squadre hanno trovato un’identità e, soprattutto, entrambe arrivano alla sesta giornata nelle zone alte della classifica: il Südtirol con 11 punti e ancora senza sconfitte, l’Ascoli con 10.
Per Tomei sarà un test sulla capacità del suo Ascoli di trasformare un grande volume di possesso in dominio reale della partita. Per Possanzini sarà l’occasione di capire se la sua squadra potrà continuare a essere efficace anche contro un avversario che, più di altri, vuole togliere ossigeno agli avversari attraverso il pallone.





























































