L’ex Ascoli Gianluca Carpani si racconta a tutto campo e fuori al podcast di Obiettivo Sport, dove il centrocampista ha ripercorso alcune delle tappe più significative della propria carriera, soffermandosi sul rapporto con le piazze che hanno segnato il suo percorso, sulle esperienze vissute in bianconero e sulle ambizioni per il presente. Uno sguardo al passato, ma anche alla stagione in corso e alla convinzione che ci siano ancora margini importanti per crescere.

Carpani a Obiettivo Sport
L’avvio di stagione del Teramo ha dato indicazioni positive, ma Carpani invita a mantenere alta la concentrazione. «Stiamo facendo bene, abbiamo lavorato tanto in estate, ma c’è ancora da fare. Ci sono buoni propositi. Il campionato è molto competitivo, soprattutto nelle zone alte con tante squadre che sono partite forte e che poi si possono giocare la vittoria fino alla fine. Il Girone F d’altronde è uno dei più tosti».
Sul piano personale, la motivazione resta un elemento centrale: «Sono in una fase della carriera – spiega – nella quale chiedo molto a me stesso. Senza motivazione non vai avanti. Sto bene e sento che posso dare tanto».

L’esultanza di Carpani dopo il gol contro il Carpi dello scorso gennaio (foto Ascoli Calcio)
Tra i passaggi più significativi del suo percorso c’è quello con la maglia rossoblù, società con cui ha vinto il campionato nel 2013 prima del fallimento. «Devo tanto a San Benedetto e alla Sambenedettese, perché mi ha dato fiducia anche se ero un ragazzino della Juniores. Ho ricordi bellissimi e con i compagni mi ci sento ancora oggi».
Poi il passaggio all’Ascoli, dal significato particolare. Per Carpani, infatti, vestire la maglia bianconera ha rappresentato anche la realizzazione di un legame nato da bambino, quando seguiva le partite allo stadio insieme al padre, dalla curva. «Ne vado orgoglioso. Ancora oggi i tifosi del Teramo mi chiedono di restituire il “favore”: vendicare la vittoria del campionato che gli è stato tolto. Pensate che lo annunciarono il giorno del mio compleanno, ero a casa con amici e scendemmo in piazza a festeggiare».
Totale anche il valore formativo dell’esperienza vissuta in bianconero, durante la quale ha avuto modo di essere allenato, seppur per pochi mesi, da Enzo Maresca, oggi al Manchester City. «Era il vice ma si vedeva chiaramente che aveva idee particolari, diverse dal solito, che infatti adesso lo stanno portando ad avere questi grandissimi risultati».
Tra i ricordi c’è il rapporto con Riccardo Orsolini. «Veniva dalla Primavera e siamo stati sempre insieme, anche in camera in ritiro. Ho vissuto il suo passaggio alla Juventus dove gli è cambiato totalmente il mondo, si vedeva che aveva qualcosa in più degli altri e sono contento di quello che sta facendo. Secondo me merita anche la nazionale».

Con Giorgi e Orsolini, altri due prodotti del vivaio
La storia di Carpani con l’Ascoli è stata segnata però anche da due separazioni. La prima nel 2019, dopo la rottura del legamento crociato rimediata l’anno precedente, in una stagione che sarebbe poi culminata con la storica salvezza ai playout contro l’Entella. La seconda, all’inizio del 2025, è stata vissuta con maggiore sofferenza.
«La piazza mi voleva e non ci ho pensato due volte a tornare. Volevo arrivare ad altissimi livelli con l’Ascoli, poi comunque il club ci arriverà lo stesso e sono contento. Dai primi giorni di ritiro percepivo che fosse l’anno giusto. Anche dai primi allenamenti, dove si vedeva che Tomei è il valore aggiunto di questi successi. Anche lui arriverà al top».
E nel frattempo un gol pesante Carpani lo ha segnato anche all’università, laureandosi al termine di un percorso che dice che «servirà per il futuro», ancora lontano però.




























































