
Tomei dalla sala stampa del “Ceravolo”
Dopo l’1-6 calato dal suo Ascoli al “Ceravolo”, che porta a 15 i punti in classifica dopo otto giornate, mister Francesco Tomei ha commentato la vittoria con soddisfazione, ma senza lasciarsi andare a voli pindarici.
Il primo pensiero è stato per i colleghi di parte calabrese, in un momento delicato per il Catanzaro. «Siamo contenti della prestazione e del nostro cammino», ha detto Tomei, prima di aggiungere: «Gorgone è un amico, così come Polito e Lorieri con cui ho lavorato per anni. Conosco tante persone qui e non è ipocrisia: mi dispiace molto per la loro situazione, perché faccio questo lavoro, è capitato anche a me e so che non è bello. Ci tenevo a essere solidale con queste persone e auguro loro di rimettersi a posto il prima possibile; non lo dico perché va detto, ma perché lo sento davvero».
Sul match, indirizzato dai gol su calcio piazzato, il tecnico ha riconosciuto anche i rischi di una gara a viso aperto: «La partita alla fine ha preso la piega giusta, siamo stati bravi a fare gol su calcio piazzato e a indirizzarla. Poi queste partite un po’ “uomo su uomo”, con aggressività da parte nostra e loro, possono creare degli spazi dove anche noi oggettivamente potevamo prendere altri gol. Però io adesso guardo giustamente alla mia squadra, e sono solo contento perché continuiamo a crescere, continuiamo nella conoscenza di questa categoria che per noi è nuova, e abbiamo messo semplicemente un altro mattoncino per il nostro obiettivo, che è la permanenza in categoria».
Alla domanda su una partenza così forte per una neopromossa, Tomei ha risposto: «Quello che a noi e a me soprattutto fa molto piacere è che abbiamo costruito la nostra identità partendo da zero l’anno scorso. Crediamo in quello che facciamo: non vuol dire che sia vincente o che vinciamo tutte le partite, ma significa che cerchiamo di avere una nostra identità e di riproporre il lavoro su cui ci alleniamo. Io per primo e i ragazzi crediamo fortemente in questo lavoro, e loro si divertono nel farlo, che per noi è la cosa più importante».
Il tecnico ha poi ricordato da dove arriva il gruppo: «I ragazzi, che l’anno scorso erano giocatori di Serie C e oggi sono rimasti lo stesso blocco anche con dei cambi, crescono quotidianamente e fanno esperienza in questa categoria. La cosa che mi fa più piacere è che diventino consapevoli di poter stare in questa categoria con il massimo dell’umiltà. È una categoria dove il calcio oramai è velocissimo, cambia dalla mattina al pomeriggio, quindi bisogna tenere sempre le antenne dritte e fare un grosso lavoro. Oggi abbiamo messo un altro mattoncino e per noi va bene così».
Quanto alla scelta di Gori al posto di Brunori dal primo minuto: «Io parlo spesso con i ragazzi per queste scelte: oggi abbiamo fatto dei cambi e per la prima volta ha giocato Gattoni dall’inizio. Gori non giocava da due o tre partite, ma la cosa per me più importante è mantenere l’equilibrio del gruppo e dimostrare a tutti che ogni partita ciascuno può giocare, entrare e sentirsi partecipe della situazione».
Il tecnico ha infine guardato alle prossime gare: «Martedì ricambieremo altri quattro o cinque giocatori, perché è giusto dare la possibilità a chi sta giocando meno, essendo per me tutti i giocatori allo stesso livello. Faccio ogni volta fatica nelle scelte e devo far di tutto per tenerli dentro. Sono contento per Gabriele Gori, sono contento per Gattoni che ha fatto una gran partita, e Oliveri sta continuando a crescere. Sono tutte situazioni che monitoriamo, ma in questo momento la gestione è molto in funzione delle tre partite ravvicinate».


























































