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Là dove c’era l’erba ora c’è…una discarica
«Stop ai rifiuti nella valle del Bretta»
(Le foto)

ASCOLI - I comitati tornano all'attacco: «Siamo in una zona a rischio frane e smottamenti, non adatta a siti del genere». I problemi per l'ambiente e la salute dovuti allo sversamento della mai bonificata ex Ipgi, la strada dissestata e i continui passaggi dei camion diretti alla Geta al centro del sit-in odierno in loco

Il percolato che fuoriesce dal sito ex Ipgi

di Luca Capponi 

Bambini a spasso tra i calanchi con le guide, da lontano ammirano paesaggi mozzafiato e…rifiuti. Un fagiano attraversa la strada libero, tranquillo, mettendo le zampe in mezzo ad un liquido dal colore eloquente: è percolato, sostanza che si genera dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi. Eppure qui, nella valle del Bretta, tra formazioni rocciose, boschi, torrenti e natura selvaggia, si dovrebbe parlare di altro. E invece, dopo ben tre decenni, i punti all’ordine del giorni sono sempre gli stessi: discariche e, ancora, rifiuti.

Cristina Farnesi durante la conferenza

Da una parte il sito che ospitava la Ipgi, chiuso da tempo ma ancora non bonificato. «Il percolato, e non solo, fuoriesce soprattutto ogni qualvolta si verificano piogge copiose come quelle dell’ultimo periodo. Si tratta di materiale inquinante che va a confluire anche nel torrente Bretta e da lì verso il mare. Inoltre, negli ultimi giorni sono venuti fuori anche rifiuti presenti in discarica. Una situazione ormai non più tollerabile per la salute delle persone e per la salubrità dell’ambiente circostante» spiega Cristina Farnesi, alla guida del gruppo che nella mattinata di sabato 12 maggio è tornato a far sentire la propria voce a pochi metri dal sito, con una conferenza “aperta” a cui hanno partecipato tutti i comitati che si battono per la causa, “Tutela del Bretta”, “Tutela Colline Picene”, “Ci rifiutiamo”, ma anche Micaela Girardi del “Movimento difesa del cittadino” e Paolo Prezzavento di “Legambiente”, oltre a rappresentanti del Cai e dell’associazione “Parco Calanchi e Monte Ascensione”.
I nodi sul tavolo, tanti. Oltre alla annosa questione dell’ex Ipgi, infatti, c’è anche il sito Geta a preoccupare: «Il Comune di Ascoli ha concesso l’autorizzazione definitiva per il sormonto della discarica, decretando di fatto il rientro dei rifiuti da Fermo ad Ascoli, e la stessa Geta ha presentato domanda per una nuova discarica da 1 milione di metri cubi, a pochi metri da quelle già esistenti. -prosegue la Farnesi- Qui però siamo in presenza di una valle franosa e fortemente a rischio: basta vedere le condizioni della strada che sale da Valle Senzana, spaccata in più spunti e con diversi smottamenti, per non parlare di quella che dal ponte sul Bretta va verso la discarica, divenuta ormai impercorribile, tra pozze, acqua e detriti».

L’ingresso dell’ex Ipgi

Già, perché oltre alle discariche ed alle vasche, desta preoccupazione anche la “processione” di camion che giornalmente percorrono proprio la strada che versa in condizioni estreme: dallo stretto incrocio di Croce di Tolignano, dove i residenti sono allo stremo («Pericolo, danni, odori e rumori simil terremoto»), fino al sito in oggetto. «Sono una quarantina ogni giorno; con la costruzione del sormonto arriverebbero a 10 passaggi ogni ora, una situazione insostenibile per tutti, dai residenti alla stessa strada, per non parlare di chi qui ha coltivazioni ed animali».
Di sicuro c’è che, come sempre, i comitati non molleranno la presa: «Ci opponiamo e faremo sentire la nostra voce in tutte le sedi, chiediamo che la politica si esprima perché la stupenda valle del Bretta non può diventare la discarica di tutto il Piceno».
Nel frattempo, però, combinazione, è stata convocata per il 15 maggio alle 11, presso la libreria Rinascita, una conferenza sul tema “Ruolo e responsabilità della Ipgi Srl e degli enti pubblici alla luce della normativa europea e nazionale sull’inquinamento e rifiuti”.


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