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Emergenza rifiuti, comitati all’attacco
«Piceno condannato a mega discarica»

DURO INTERVENTO dei gruppi "Tutela Colline Picene", "ci RifiutiAmo" e "Tutela del Bretta" : «Tre anni persi a discutere di discariche e provvedimenti d’urgenza e siamo ancora qui, con una situazione che sembra creata ad arte solo per consentire il ritorno dei rifiuti in Provincia, ancora una volta al di fuori delle norme»
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«Tre anni persi a discutere di discariche e provvedimenti d’urgenza e siamo ancora qui, con una nuova emergenza rifiuti, che sembra creata ad arte solo per consentire il ritorno dei rifiuti in Provincia, ancora una volta al di fuori delle norme». Torna a parlare del delicato argomento relativo allo smaltimento dei rifiuti il Comitato Tutela Colline Picene, con il sostegno degli omologhi “Tutela del Bretta”, “ci RifiutiAmo”, Movimento a difesa del cittadino e Italia Nostra.

Una discarica abusiva nell’Ascolano (foto Vagnoni)

«Avevamo chiesto alla Provincia e a tutti i sindaci di uscire dalla logica della discarica come punto centrale del Piano d’ambito e concentrare gli investimenti e le risorse (umane e finanziarie) nei processi, anche industriali, di riuso, recupero di materie prime seconde, riciclo e riduzione degli scarti. -fanno sapere i comitati- Ma i documenti del Piano d’Ambito non contengono una vera programmazione sui rifiuti, non individuano siti idonei da utilizzare per piccole discariche di servizio funzionali al percorso di riduzione; al contrario, il Piano si ostina a considerare solo i luoghi già utilizzati (Alto Bretta e Relluce), condannandoli a diventare una mega-discarica».
«Anche l’Assemblea dei sindaci -è il prosieguo- non ha prospettato soluzioni concrete e durature: nascondendosi dietro lo spauracchio di aumenti delle tariffe, quando già la stesso sindaco di Appignano Sara Moreschini li ha smentiti poche settimane fa, dichiarando apertamente che il costo della discarica incide in maniera irrisoria sulle tariffe, i sindaci, con il solo voto contrario di Appignano, Castel di Lama e Castignano, hanno votato il rientro dei rifiuti in Provincia giustificandosi ancora con l’emergenza. Prima si modifica l’accordo con Fermo senza avere una soluzione alternativa in mano, poi si lancia l’allarme rifiuti, solo per tornare ai vecchi vizi, la discarica in emergenza, senza regole e senza controlli».
«Il buon senso -concludono i comitati- è il principio “chi inquina paga” vorrebbero piccole discariche di servizio distribuite sul territorio, perché inquinano meno e soprattutto fanno leva sulla responsabilità del cittadino, che è portato a ridurre i rifiuti e migliorarne la qualità, sapendo che saranno trattati vicino a casa sua. Perché nessuno ha investito sull’impianto di compostaggio, quando smaltire l’umido costa oltre 130 euro a tonnellata, mentre si potrebbe vendere il compost di qualità a 100 euro a tonnellata e restituire in bolletta i ricavi ottenuti? Perché i Comuni smaltiscono in discarica ancora il 35-40% dei loro rifiuti e non si impegnano in politiche di riduzione dell’indifferenziato? Cosa aspettano ad introdurre la tariffa puntuale? Anche uno studio di Banca d’Italia afferma che la tariffa abbassa i costi per i cittadini e rende il servizio più efficiente. Quanto costa l’inerzia delle amministrazioni? Sarebbe ora che gli amministratori facciano bene il lavoro per cui sono pagati, e ancora non lo stanno facendo».

I rifiuti tornano nel Piceno, ma l’emergenza è solo rinviata


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