“Hub del Travertino”, la scuola dismessa diventa spazio di formazione

ACQUASANTA TERME - Il progetto trasformerà l'edificio situato a Centrale in un luogo di valore storico e culturale. La storica pietra come elemento artistico, oggetto di formazione accademica e traino di flussi turistici ed economici. Polo museale, punto di partenza di tour a tema, contenitore di corsi e conferenze. La collaborazione con l’Unione Montana e il Consorzio Universitario Piceno
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L’Hub del Travertino è un progetto finalizzato a trasformare un’antica scuola dismessa, situata nella frazione di Centrale di Acquasanta Terme, luogo di valore storico e culturale, in uno spazio polifunzionale che guardi al travertino come elemento artistico, come oggetto di formazione accademica e come traino di flussi turistici ed economici. L’Hub come punto di riferimento sia per la comunità locale sia per i visitatori del territorio, con un’attenzione particolare alla riscoperta degli antichi mestieri e alla valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e naturalistico circostante.

La presentazione del progetto

 

La scelta di progettare uno spazio polifunzionale è stata determinata dalla necessità di rendere l’ex scuola di Centrale non solo un riferimento per la formazione accademica ma anche uno spazio di interazione, in grado di rispondere alle diverse esigenze della comunità e dei visitatori: ospitare attività di diversa natura, dai servizi di informazione turistica a eventi di formazione, a mostre temporanee al fine di attrarre l’interesse di un pubblico più vasto e variegato.

 

«Il travertino non è soltanto un materiale simbolo del nostro territorio, ma una risorsa che racconta storia, cultura del lavoro e capacità produttiva delle comunità locali – spiega il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli –. Con questo progetto Acquasanta Terme si candida a diventare un punto di riferimento per la valorizzazione di una filiera che può generare occupazione, attrarre competenze e creare nuove opportunità per i giovani e le imprese. La ricostruzione, infatti, non significa soltanto riparare edifici danneggiati dal sisma, ma costruire condizioni concrete di crescita e futuro. Il lavoro di squadra tra Comune, Struttura commissariale, Università, professionisti e realtà imprenditoriali dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale fare rete per trasformare le potenzialità dei territori in progetti capaci di durare nel tempo. Investire su conoscenza, sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze locali significa contrastare lo spopolamento e restituire centralità alle aree interne».

 

«Finalmente la casa del travertino a disposizione delle aziende del territorio, dei giovani e dei turisti», ribadisce il sindaco Sante Stangoni.

 

«L’Hub – aggiunge l’assessore al Turismo, Cultura, Sviluppo interno del territorio Elisa Ionni – si inserisce in una visione strategica che il Comune porta avanti da tempo e che vuole mettere a sistema i punti di forza del territorio. Non solo uno spazio dedicato al travertino, ma un incubatore di idee e contenuti che guardano al futuro».

 

La riqualificazione dell’edificio interessato, attraverso un intervento edile di demolizione e riconversione, sarà attuata grazie al progetto “Aquae Virtus” nell’ambito della misura B2.2 del Fondo Complementare Pnrr sisma 2016/2009.

 

«Lo spazio creato – chiarisce Roberto Bedini, amministratore unico Nextlab – non solo consentirà di valorizzare gli asset culturali di una economia storicamente importante per il territorio quale quella del travertino, ma è pensato come luogo dinamico e versatile, sede di azioni finalizzate al turismo, all’aggregazione sociale e alla formazione professionale».

 

L’edificio che ospiterà l’Hub è composto da tre corpi di fabbrica disposti a ferro di cavallo e la porzione centrale è quella che sarà oggetto di intervento.

 

«Nell’ambito di una più vasta strategia territoriale mirante alla costruzione di una rete di possibili luoghi ed epicentri, il progetto dell’Hub creativo permetterà, mediante la demolizione della vecchia scuola della frazione Centrale, la realizzazione di uno spazio finalizzato ad attività espositive e formative, con particolare riguardo alle peculiarità e alle risorse del travertino quale materiale principe del territorio, veicolo e motore della sua riaffermazione», spiega l’architetto Alessandro Traini, incaricato del progetto hub.

Il nuovo spazio che sorgerà a Centrale

 

Travertino Hub sarà un luogo di riferimento per il travertino sia come polo museale, punto di partenza di tour che riguardano il travertino, sia come contenitore di corsi di formazione e conferenze sul tema, anche in collaborazione con l’Unione Montana e il Consorzio Universitario Piceno.

 

“Parliamo di un vero e proprio polo museale, culturale e creativo diffuso – afferma il Presidente dell’Unione Montana Giuseppe Amici – capace di mettere in rete saperi, imprese, istituzioni e comunità locali, trasformando una risorsa identitaria in opportunità concreta di crescita economica e sociale. Il progetto si configura inoltre come uno spazio di incontro tra tradizione e futuro: un laboratorio aperto in cui artigiani, imprese e giovani potranno collaborare, sviluppare competenze e costruire nuove prospettive professionali, contribuendo anche a contrastare fenomeni come l’abbandono scolastico”.

 

«Il “T-Hub” è una delle espressioni del più ampio progetto “Travertino Living Lab” – sottolinea la presidente del Cup Roberta Faraotti – che noi come Consorzio Universitario abbiamo voluto fortemente trovando una sinergia perfetta con Unione Montana e Università di Camerino. Grazie alla preziosa collaborazione del Comune di Acquasanta, luogo simbolo della nostra amata pietra, i visitatori del Piceno avranno uno spazio di informazione e orientamento tra contenuti fisici e digitali, grazie a una mappa dei percorsi, un infopoint dedicato e installazioni interattive. Per la prima volta chi vorrà approfondire la storia, la presenza e i mille usi del travertino nella nostra provincia, avrà un luogo in cui ricevere chiarimenti e suggerimenti».

 

Responsabile scientifico del progetto è il professor Carlo Vannicola, vice direttore della Scuola di Ateneo di Architettura e Design Eduardo Vittoria Saad, Università di Camerino Unicam.

 

«Le diverse unità di ricerca della Saad – afferma – affrontano in maniera sistematica e trasversale la complessità del travertino piceno: dall’eredità socioculturale alle sue declinazioni nell’architettura e nella scultura locale, fino all’esplorazione di approcci innovativi capaci di ridefinire la filiera produttiva ed estrattiva. L’obiettivo di questo lavoro è di evidenziare come il territorio piceno rappresenti un distretto consolidato e distintivo su scala nazionale, valorizzando una risorsa unica che tanto ha contribuito a definire il carattere di Ascoli Piceno e dei Comuni delle aree interne Piceno».

 

«È importante – prosegue il direttore Massimo Sargolini – recuperare e ricucire l’eredità che la tradizione del travertino ha lasciato sui territori del Piceno. Dovremmo guardare al travertino come a un filo conduttore capace di restituire senso e continuità ai processi di trasformazione del paesaggio, delle comunità e dei luoghi che ne sono stati plasmati. Il Travertino Living Lab rappresenta per la Saad un’occasione emblematica: la possibilità di radicare la propria ricerca in un territorio preciso, di fare della prossimità con le comunità locali non un limite ma una risorsa, e di dimostrare come una scuola di architettura e design possa essere un interlocutore attivo nei processi di sviluppo e valorizzazione di un’area interna».


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