La Samb tra rivoluzione e conferme: nell’attesa l’importanza del “passo lungo come la gamba”

SERIE C - Potrebbero essere all'incirca dieci i calciatori che rimarranno anche l'anno prossimo. Attesa per la definizione del budget che renda pienamente operativi Mussi e Boscaglia
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Sembra non accadere nulla, in casa Samb, così come in molte altre società di terza serie: il campionato concluso da poco, prima di quelli di Serie D e di B oltre che del massimo campionato, mentre anche in Serie C moltissime squadre sono impegnate tra play off e play out. Quello che si sa è che dopo i contratti biennali a mister Boscaglia e il direttore sportivo Mussi, la formazione rossoblù, forte di ben 26 elementi contrattualizzati, subirà una profonda mutazione.

Molto potrebbe dipendere dai nuovi ingressi in società, se ci saranno. Difficilmente la base societaria si allargherà a imprenditori del posto: servirebbe un piano molto dettagliato per creare un equilibrio tra più teste, il che è spesso impossibile. Chi vorrà aiutare continuerà a sponsorizzare il club. Diverso invece l’orizzonte straniero, definizione che potrebbe servire anche a individuare compagnie italiane che hanno comunque capitali esteri: in questo caso non è escluso un ingresso di minoranza.

Quando sarà definito il budget si procederà poi al calciomercato vero e proprio: dei 26 calciatori ne potrebbero restare pochi, ma in questo caso dovrà essere bravo a piazzarli il direttore sportivo, tra cessioni definitive e prestiti. Ipotizziamo che la Samb ne voglia tenere tra gli 8 e i 10. Sicuramente si cercheranno un paio di attaccanti con Eusepi che potrebbe, in questo caso, diventare carta di riserva anziché titolare inamovibile (spesso senza alternative) dello scorso campionato. Ipotizziamo le riconferme per Candellori, Zini, almeno uno tra i due portieri Cultraro e Orsini, Touré, forse Parigini, Piccoli, e da verificare Pezzola, Dalmazzi, i giovani Chelli e Zoboletti come rincalzi difensivi. Da valutare Konate, che ha un contratto fino al 2028.

E’ probabile che dopo le delusioni e sofferenze della stagione passata un presidente ambizioso come Vittorio Massi chieda a Mussi un riscatto, per dimostrare che l’annata trascorsa sia stata una scottatura dovuta all’esordio nel professionismo. Come dimostra l’Arezzo, o la Ternana, il monte stipendi per chi vuole vincere il campionato sale anche a 8 milioni di euro, senza garanzie di successo. Il problema non è sempre l’ammontare della spesa, ma anche il fatto che venga fatta intelligentemente: a gennaio, ad esempio, servivano una prima punta e un centrocampista mentre la Samb si è affidata a fantasisti, esterni d’attacco e difensori.

La regola aurea resterà una sola: non compiere il passo più lungo della gamba, non rischiare di precipitare nel solito avvitamento delle formazioni di Serie C che acquistano sogni e si svegliano tra incubi finanziari. Su questo l’avvedutezza della famiglia Massi è una garanzia.



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