La divisione della Sinistra
Ameli: «Pd aperto
a persone di buona volontà»

ASCOLI - Il capogruppo uscente del Partito Democratico giudica la campagna elettorale. «Progettualità solo da parte di Frenquellucci. Serve un protocollo d'intesa con i sindacati sul tema lavoro»
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di Franco De Marco

Perché la sinistra ascolana si presenta divisa, due candidati a sindaco, in queste elezioni comunali? Francesco Ameli, capogruppo uscente del Partito Democratico all’Arengo, e candidato consigliere, respinge  nettamente le responsabilità -nel dibattito aperto da Cronache Picene – addebitate al suo partito da Antonio Canzian ex Pd ora candidato consigliere nella lista “Ascolto e Partecipazione”.

«Io dico che il centrosinistra – afferma – è unito e ha una coalizione ampia formata da partiti e liste civiche che hanno individuato, con un percorso alla luce del sole ed aperto alle persone “di buona volontà” , in Pietro Frenquellucci il candidato sindaco comune. Mi limito a dire che proprio in una intervista del 26 marzo a “Cronache Picene”  uno degli esponenti di maggior rilievo del movimento “Ascolto & Partecipazione” aveva dichiarato che la disponibilità di Emidio Nardini a candidarsi  esisteva a condizione che non ci fosse “nessun compromesso o accordo col Pd, nessun ticket con il candidato che il centrosinistra si è scelto. Per cui o da soli o niente”. La chiarezza di queste parole non lascia spazio ad alcuna interpretazione».

Francesco Ameli

Come giudica la campagna elettorale?

«Di basso livello dove l’unico a parlare di temi è stato Pietro Frenquellucci. Dagli altri candidati sindaci poca progettualità per la città. Anche sul tema del lavoro si sono dette tante cose, spesso banali. Penso che, come già fatto in altre Amministrazioni di centrosinistra, sia necessaria la stipula di un protocollo d’intesa con i sindacati e le categorie, troppo spesso dimenticate dalla passata Amministrazione.  Recuperare un rapporto con loro penso sia una necessità. Inoltre penso alla concessione di contributi comunali a datori di lavoro privati a fini di assunzione a tempo indeterminato/determinato di nuovi lavoratori subordinati, residenti sul territorio comunale di Ascoli nel tentativo di prestare un sostegno non meramente simbolico a situazioni di disagio economico. Gli ascolani saranno contenti di vedere qualche posto di lavoro in più e qualche spesa inutile in meno».

Quale sarà il suo principale impegno nei prossimi 5 anni se sarà eletto?

«Penso che la prima cosa da fare sia quella ricreare in città un clima di serenità. In questi giorni assistiamo ad attacchi personali che nulla hanno a che fare con la politica. E si potrà fare ascoltando i cittadini, mettendoli al centro delle scelte. Una piccola rivoluzione per Ascoli affinchè possa diventare la città di tutti e non di pochi».

Che cosa propone, lei che tra l’altro è un componente del Coro Ventidio Basso, per il settore cultura?

«Oggi l’offerta culturale della città è eccessivamente delegata, disorganizzata, manca di progettualità e di una calendarizzazione coerente, basata su singoli eventi estemporanei spesso slegati con la tradizione cittadina. Dobbiamo spingere la città ad ospitare eventi che siano meno esibizioni fieristiche e più momenti di crescita per le persone e la comunità, senza dimenticare lo svago e gli appuntamenti tradizionali come il Carnevale o la Quintana. Voglio però ringraziare l’ultimo assessore comunale alla cultura, Piersandra Dragoni, perché ha colmato un vuoto da troppo tempo presente in città. E’ per questo che uno dei primi passi dovrà essere la costituzione della consulta delle associazioni culturali. Immaginiamo inoltre i teatri Ventidio Basso e Filarmonici come elementi pregiati di un quadro di collaborazione culturale più ampio: il Comune deve farsi promotore della collaborazione fra i teatri, l’Università, il Liceo artistico Licini e l’Istituto Musicale Spontini per non sprecare nessuna delle preziose risorse umane e artistiche presenti in ciascuna di queste realtà. Penso anche al Giardino Colucci che per spazio e dimensioni potrebbe, con i giusti adeguamenti, ospitare eventi medio-grandi come concerti e manifestazioni all’aperto. Questo spazio per troppo tempo non è stato sfruttato in maniera adeguata per le sue capacità».


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