La divisione della Sinistra
Canzian: «Segnale volutamente
ignorato dal Pd»

ASCOLI - Il candidato consigliere di "Ascolto e Partecipazione" e la lettura della presentazione dei due aspiranti sindaco Pietro Frenquellucci e Emidio Nardini. «Ma si può tornare ad accendere l'entusiasmo». Replica ad Epifani
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di Franco De Marco

Uno dei principali temi politici di questa intensa, ed anche molto agitata (soprattutto nelle ultime battute), campagna elettorale è certamente la divisione tra le varie anime della sinistra (o centrosinistra) che, in una città storicamente ancorata su versante destro, non sono state capaci di presentarsi con un candidato sindaco condiviso ed avere così maggiori possibilità di giocarsi almeno il ballottaggio. Nel campo del centrosinistra si presentano così il giornalista Pietro Frenquellucci, sostenuto dalle liste Partito Democratico, Attivamente, Territorio è sviluppo e Uniti per Ascoli, e il cardiologo Emidio Nardini sostenuto dalla civica Ascolto e Partecipazione. Sicuramente il tema della sinistra divisa tornerà d’attualità dopo il voto anche perché nel 2020 ci sono le regionali. Di chi la colpa di tale spaccatura? Vecchi e nuovi veleni, sicuro, che però sarebbe ora di mettere da parte. Rimpallo di responsabilità. Che cosa si poteva fare e non è stato fatto?

Antonio Canzian

Antonio Canzian, candidato consigliere di “Ascolto e Partecipazione”, ex esponente di primo piano del Pd, dà la sua lettura. «Chi conosce  davvero bene  la situazione del centrosinistra ascolano sa bene – afferma – che da almeno dieci anni esso vive una fase di divisione, frammentazione e lacerazione, delle quali nessuno si è mai fatto carico seriamente. Se il suo consenso in città arriva a poco più di due cifre una ragione ci sarà o no? O è tutta colpa mia come alcuni ineffabili pasdaran del Pd sostengono (tanto per semplificare). Se un’associazione di cittadini (io non ho rinnovato la tessera del Pd nel 2015 e in questi quattro anni mi sono dedicato solo al mio lavoro), di fronte all’agonia del centrosinistra cittadino, ritiene di impegnarsi per rianimarlo; se a quaranta giorni dalle elezioni il Pd ed altri non hanno ancora un candidato da proporre (visto che quelli contattati o non erano condivisi, o hanno desistito); se in questa situazione ci permettiamo di “offrire” la candidatura di una persona fuori dalle beghe dei partiti, mai iscritto ad un partito, ma radicato nei valori fondanti della sinistra e nella vita sociale cittadina, un professionista serio e stimato al quale affidare il compito di ricostruire un centrosinistra largo, competitivo, alternativo davvero a questo centrodestra ascolano gretto, chiuso e clientelare, abbiamo fatto qualcosa di male, di inopportuno, di tremendamente ostile? O abbiamo invece “offerto” al Pd la possibilità di uscire dall’impasse e di dimostrare, non solo a noi, ma soprattutto ai cittadini la disponibilità a ricostruire un tessuto unitario di centrosinistra?».

Che cosa rimprovera nello specifico al Pd? Canzian fa riferimento anche alle parole di Guglielmo Epifani il quale, venuto ad Ascoli per sostenere la candidatura di Pietro Frenquellucci, ha anche sottolineato la spaccatura nella sinistra ascolana. «La verità – dice Canzian – è che le ragioni politiche del segnale lanciato da Ascolto & Partecipazione sono state volutamente  ignorate. – Non un sì, non un no, non un forse. Ci si concedeva solo di aggiungere il simbolo di “Ascolto e Partecipazione” a quello degli altri. Questa era la sola prospettiva possibile. Anche questo Epifani avrebbe dovuto sapere. Sapere, ad esempio, che io e Nardini siamo due dei pochi medici ascolani ancora iscritti alla Cgil; che molti elettori ascolani storicamente di centrosinistra, non vanno più a votare, o hanno votato M5 Stelle. Che sono anche questi gli elettori che noi vogliamo convincere. E che, lo dico con forza,  l’unità  non può essere un valore solo quando sono gli altri a doverla praticare. Non credo, ad esempio, che Epifani, persona colta e preparata, che ci accusa di aver diviso il centrosinistra cittadino, sia uscito dal Pd e fondato un nuovo partito per mantenere un posto in Parlamento o per ripicca, ma credo per ragioni politiche, dal suo punto di vista, serie e profonde».

Ci sarà una ripresa del dialogo dopo il voto? «Il centrosinistra ad Ascoli – conclude Canzian – può tornare ad accendere l’entusiasmo e la  speranza di un vero cambiamento se ricostruisce l’unità non semplicemente mettendo  insieme i simboli dei partiti, come nell’album delle figurine, ma fondandola su presupposti politici nuovi per i contenuti e le persone che li devono rappresentare, non con il grigiore attuale o, peggio, con la prospettiva di appoggiare un candidato del centrodestra al ballottaggio (ipotesi comunque pubblicamente smentita, ndr). Questo proprio no. Grazie. A Latina, città storicamente di destra, tre anni fa, è stato eletto sindaco Colletta con una lista civica che ha fatto della partecipazione dei cittadini l’elemento essenziale della sua proposta: ecco, noi vogliamo tentare questo miracolo anche ad Ascoli».

 

 

 


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