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La prima settimana
dopo il lockdown,
“Giandrè”: «Si lavora meglio»

RIAPERTURE - Lunedì 18 maggio è stato il primo nuovo giorno lavorativo post blocco causa Covid-19. Tanti commercianti sono tornati dietro al bancone per riorganizzare il locale e far ripartire le attività secondo i nuovi protocolli di sicurezza dopo i due mesi di chiusura. Ecco le testimonianze raccolte da Epifanio Pierantozzi 
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Andrea Amabili, titolare della parrucchieria “Giandrè”

Fino a febbraio un parrucchiere lavorava di domenica solo per andare a casa della sposa e darle il tocco finale all’acconciatura.
Invece – unico negozio non di alimentari o bar lungo tutta viale De Gasperi – ecco le porte spalancate della parrucchieria “Giandrè” di San Benedetto.
«E’ da un mese che abbiamo aperto la lista delle prenotazioni.
E dal venerdì precedente la riapertura abbiamo confermato gli orari.
C’è una tale richiesta che per ora, e fin quasi la fine di giugno, lavoreremo anche di domenica, dalle otto e un quarto di mattina fino alla sera alle 21». 
Mascherina regolamentare, chi racconta è il socio Andrea Amabili che spiega:
«Rispettiamo quasi tutte le regole, tanto che arriviamo a misurare la febbre a chi entra, ma è impossibile lavorare con i guanti.
Chi ha deciso le regole non ha mai fatto questo mestiere.
Forse chi ci ha rappresentati negli incontri con Governo è uno da ‘scrivania’.
Non si possono usare i guanti prima perché si caricano di elettricità e i capelli si ‘drizzano’, poi perché solo con le mani libere puoi fare certi tagli.
Il mio socio ed io non abbiamo ancora fatto il raffronto degli incassi, però abbiamo notato come, pur lavorando più tempo, non ci sono più i ritmi frenetici di prima.
Non abbiamo ancora deciso, ma anche dopo questi due primi mesi forse continueremo così. Si lavora meglio».


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