L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli

Sono una ventina i malati Covid, provenienti dall’ospedale “Murri” di Fermo che si trova in stato di emergenza, ospitati tra gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto. L’Area Vasta 5 ha immediatamente accolto la richiesta di aiuto lanciata dal direttore dell’Area Vasta 4, Licio Livini, come ha fatto anche l’Area Vasta 3 di Macerata.

Nel reparto di “Medicina 2” del Murri, purtroppo, si è creato un grosso focolaio con 13 pazienti e 11 sanitari contagiati. Aumenti, nel corso delle ore, anche nei reparti di Chirurgia e Ortopedia.

Per la verità è da alcuni giorni che gli ospedali del Piceno stanno ospitando malati provenienti da Fermo e dislocolati, secondo la loro situazione medica, nei vari reparti tra Terapia Intensiva, Semintensiva e Malattie Infettive.

L’operazione, a quanto emerge, è sotto controllo. Nella speranza, naturalmente, che la provincia di Ascoli continui ad essere, nel panorama regionale, la meno colpita delle Marche per quanto riguarda l’accertamento dei nuovi positivi. Purtroppo, al di là del caso del “Murri” di Fermo, il coronavirus sta mettendo a dura prova il sistema sanitario marchigiano nella sua totalità.

L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

Difronte alla nuova emergenza, il senatore Francesco Verducci (Pd), vice presidente della commissione cultura, ha chiesto alla Regione di intervenire immediatamente.

«Primo problema: manca il personale. La Regione Marche – ha affermato – dia risposte immediate come già fatto dalla giunta dell’Emilia Romagna e permetta l’utilizzo sui territori dei giovani medici che stanno svolgendo in Ancona il corso di formazione per Medicina Generale e autorizzi i medici specializzandi a fare ore di tirocinio negli ospedali territoriali in difficoltà. Altro problema parallelo: rendere accessibili i reparti di Medicina Covid in ottica regionale».

«L’ospedale Covid di Civitanova Marche, per quanto riguarda le terapie intensive, e i reparti di medicina Covid e malattie infettive di Macerata, San Benedetto e Ascoli Piceno, vengano resi accessibili in modo da permettere all’ospedale di Fermo di uscire dall’emergenza. La situazione di criticità che oggi vivono gli ospedali di Fermo e Urbino – continua – può colpire altri ospedali. Per questo serve attivare la rete regionale. Non può esserci a Fermo nè in alcun altro ospedale delle Marche una situazione di blocco a danno dei pazienti e dei Pronto Soccorso, in particolare le persone che soffrono patologie oncologiche o hanno bisogno di interventi chirurgici».

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