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Ascoli, la gioia di Sottil:
«Ci abbiamo sempre creduto,
sarei contento di restare»

SERIE B - Dopo la salvezza conquistata con un turno d'anticipo: «Grandissima impresa frutto di un grandissimo lavoro. A Cosenza è scoccata la scintilla. Ringrazio la mia famiglia, Polito, il patron e i tifosi. Orgoglioso di aver allenato questi ragazzi. Futuro? Ci confronteremo con il patron e il ds»

 

di Salvatore Mastropietro

Al termine di una cavalcata vincente, culminata oggi con il successo per 2-0 sul Cittadella, l’Ascoli può festeggiare un’altra memorabile salvezza. Il Picchio disputerà nella prossima stagione il settimo campionato consecutivo di Serie B, il venticinquesimo della propria storia. Il merito è per gran parte degli artefici di questa impresa a tratti insperata, a partire dal tecnico Andrea Sottil.

La gioia di Sottil dopo la vittoria con la Spal

Il tecnico piemontese nel post partita ha espresso tutta la propria gioia dalla sala stampa del “Del Duca”, dove è intervenuto dopo le parole del patron Pulcinelli e del ds Polito: «Penso che questa sia stata una grandissima impresa frutto di un grandissimo lavoro. Tutti quanti sono stati straordinari. Non era assolutamente facile partire da dove siamo partiti, ma quando ho accettato questo incarico c’è sempre stata la consapevolezza di poter raggiungere il traguardo. Vedevo nella squadra un potenziale ed inoltre avevo la garanzia del direttore Polito. Ci sono state dei momenti difficili, ma mai ho pensato di non potercela fare e penso che si sia visto».

Una partita, quella odierna, vissuta dallo squalificato Sottil dalla tribuna: «Quando si è in tribuna è molto snervante. I ragazzi sono stati bravi, hanno ascoltato il mio vice come sempre. Potevamo chiudere prima la partita in almeno quattro occasione. A questa squadra c’è solo da fare i complimenti, sono stati tutti magnifici».

Sottil e Polito in tribuna

Il tecnico piemontese ha poi fatto tutte le dediche del caso: «Va alla mia famiglia, a mia moglie e ai miei figli. Tutti i miei parenti stretti mi sono stati vicini, soprattutto quando non ho lavorato. L’altra dedica va alla mia mamma, che purtroppo ho perso. Poi ci sono dei ringraziamenti speciali. Innanzitutto a Ciro Polito che mi ha scelto. So che lui mi stima, io stimo lui, oggi abbiamo portato a compimento un grandissimo lavoro. Ringrazio anche il patron e il presidente. Infine tutto il mio staff, composto da grandi professionisti, compresi quelli che ho già trovato qui. In ultimo, ma non in ordine di importanza, i miei ragazzi, che dovranno essere ricordati per tanto tempo qui in Ascoli. Sono orgoglioso di averli allenati, mi hanno regalato la più bella vittoria da quando alleno. Tifosi? E’ un gran peccato non aver vissuto la salvezza con loro. Ascoli è una piazza storica e gloriosa, per me è un onore allenare qui. Sono molto orgoglioso per questa gente, a loro va una dedica speciale».

Sottil si è poi soffermato sulla squadra: «In questo momento sarebbe sbagliato fare un nome singolo. E’ chiaro che elementi come Dionisi ci abbiano dato tanto. E’ entrato qui in punta di piedi, si è messo in discussione, ha offerto delle prestazioni importantissime. Poi giocatori come capitan Brosco, Leali, Eramo che era fuori rosa, Pucino, Kragl. A Cosenza è scoccata la scintilla. Ci siamo confrontati molto duramente, dovevamo trovare un’identità ben precisa e una continuità mentale. I ragazzi sono stati in riunione per un’ora e mezza, da là non ci siamo più fermati. Le radici di quanto fanno risalgono a quando abbiamo tracciato una linea con il direttore, sia a livello di uomini sia a livello tattico. Abbiamo messo al centro giocatori come Sabiri e Polito ha rafforzato la squadra. Abbiamo unito mente, fisico, tattica e identità. Per fortuna abbiamo avuto ragione».

Una stagione migliorata, secondo alcuni, anche con la miglior gestione dei cambi nei secondi tempi: «Ad un certo punto ho deciso di puntare su un determinato undici. In determinati momenti c’è da dare continuità ed ho scelto quella strada, anche perché penso che Sabiri dia il suo meglio con Bajic e Dionisi davanti. Non penso che sia cambiato qualcosa nella gestione dei cambi, ma di certo l’aver raggiunto una chiara identità ed una buona preparazione fisica mi ha aiutato».

Chiosa finale sul futuro e sulla voglia di continuare ad essere l’allenatore dell’Ascoli: «La continuità c’è. Sarei molto contento di restare qui, devo confrontarmi col patron e col direttore per vedere quali sono le loro idee. Io ho idee molto chiare e secondo me si può fare molto bene, ma poi c’è da vedere cosa pensa la proprietà».

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