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Ascoli, Lupo:
«Sottil è la nostra garanzia»
Pulcinelli: «Stanchi di soffrire»

SERIE B - Dalla sede Bricofer di Roma si è tenuta la presentazione del nuovo ds bianconero alla presenza di tutto il management: «Bisogna restare con i piedi per terra, voglio gente motivata». Il patron: «Abbiamo scelto con calma una persona disponibile alla collaborazione. Nel mio cuore spero sempre nei playoff»
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di Salvatore Mastropietro

 

Giornata di presentazione in casa Ascoli per il nuovo direttore sportivo Fabio Lupo. È lui il successore di Ciro Polito a cui è affidato il compito di continuare e consolidare dal punto di vista tecnico e gestionale il percorso intrapreso negli ultimi mesi con mister Andrea Sottil, confermatissimo grazie alla fiducia di tutti i piani alti della società. La presentazione si è tenuta presso la sede romana del gruppo Bricofer alla presenza di tutto il management bianconero: il patron Massimo Pulcinelli, Roberta Pulcinelli, il presidente Carlo Neri, il vice presidente Vicario Andrea Di Maso, il vice presidente Francesco Caffaro, il direttore generale Piero Ducci, il consigliere di amministrazione Vittorio Cimin e il responsabile marketing Domenico Verdone.

Fabio Lupo

A prendere la parola inizialmente è stato il patron Massimo Pulcinelli per i benvenuti al direttore Lupo e la spiegazione della scelta: «Innanzitutto faccio gli auguri al nostro leader Dionisi ed i complimenti alle nostre squadre giovanili, Primavera e Under 17, per le rispettive vittorie ottenute oggi. Credo che Lupo sia l’uomo giusto perché è una persona educata e con tanta esperienza. Mi è sembrato molto disponibile a concetti di collaborazione, ha umiltà e determinazione, componenti fondamentali nel mondo del calcio. Ora siamo alle prime cene del “fidanzamento”, strada facendo dovremo dimostrare concretamente questa affinità. E’ il primo ds che abbiamo scelto con calma e gesso nella mia gestione. Conosce Ascoli e comprende che occorre gente che ha voglia di lottare e dare il 110%».

Poi è arrivato il benvenuto di Carlo Neri: «La nostra presenza qui oggi sta ad indicare la coesione di questa società. Sarà una Serie B lottata fino alla fine e molto dura. Con questa ragione saluto Lupo, una persona di cui conoscevamo già le caratteristiche: serietà, competenza, esperienza e voglia di dialogare con la società». A lui si è accodato Piero Ducci: «Questo non è più l’anno zero, possiamo ripartire in maniera positiva sulla prosecuzione di un progetto tecnico in cui il comandante sarà ancora Andrea Sottil. Cercheremo di integrare tutto questo patrimonio tecnico con nuove proposte. Conosco Fabio Lupo da tantissimo tempo, è un grande professionista. I nostri obiettivi societari dovranno essere più gratificanti rispetto all’ultimo campionato, stavolta c’è il tempo per programmare le cose in maniera più organizzata e riflessiva».

Dopo le presentazioni di rito, la parola è passata a Fabio Lupo: «Ringrazio sentitamente chi mi ha introdotto e chi ha voluto questo mio ritorno ad Ascoli, dove mi sono trovato benissimo anche se per poco tempo. Spero di essere all’altezza delle aspettative. Arrivo qui con un sogno e una consapevolezza: riportare l’Ascoli dove ci siamo lasciati quindici anni fa (la mia ultima partita fu all’Olimpico di Roma) e costruire il sogno giorno per giorno con la passione e l’abnegazione. Bisogna stare con i piedi per terra e costruire le cose gradualmente, ma nella vita è bello poter inseguire un sogno restando consapevoli di tutto ciò che serva. Dal punto di vista societario ci vuole programmazione e concentrazione, affrontiamo un campionato sempre difficile e affascinante per il suo grande equilibrio».

Lupo arriva dall’esperienza di Venezia della passata stagione, dove ha costruito la base della squadra che poi ha raggiunto la Serie A nell’ultimo campionato: «Mi sono mosso come generalmente mi muovo in qualsiasi club, in qualsiasi squadra ho voluto calciatori con forte motivazioni rispetto al club in cui arrivavano. Chi rimane e chi arriva deve essere orgoglioso di venire all’Ascoli. Questo non è un punto di passaggio, ma un punto fondamentale per il percorso di un calciatore».

Domanda al patron, giunto ormai alla quarta stagione alla guida dell’Ascoli: «Abbiamo imparato ad essere umili dopo due salvezze molto sofferte. Oggi c’è molta più consapevolezza, io ho commesso molti errori e spero di riuscire a non commetterne altri. Il budget sarà simile a quello dello scorso anno, ma con meno sprechi. Svolgeremo un’attività molto più mirata, cercando di avere sempre due giocatori per ruolo. Dal territorio sono arrivate cinque disponibilità da parte di cinque imprenditori tramite il sindaco Fioravanti, è una cosa che fa ben sperare».

Lupo si troverà a collaborare con mister Sottil, ma avrà un gran da fare in sede di mercato: «Il rapporto con Sottil è già compromesso dal fatto che gli sto rompendo le scatole anche in vacanza due volte al giorno… Ripartiremo da un collaudato 4-3-1-2 e da una grande determinazione ed intensità nei giocatori. Ora piano piano valuteremo i profili dei calciatori che sostituiranno quelli che sono andati via. Altri come Sabiri probabilmente andranno via, qualcosa è maturato nelle settimane precedenti ma di concreto non ho ricevuto nulla. Sappiamo che è difficile mantenere giocatori simili, ma non significa doverlo svendere. Nessuno è incedibile in caso di offerte stratosferiche, ma abbiamo diversi elementi da cui vogliamo riportare. Nel passato campionato ho sempre detto che l’Ascoli aveva un organico superiore alla posizione di classifica che occupava, la bravura di Sottil è stata quella di dare un’identità tattica ben precisa. Quest’anno la Serie B ha fatto capire proprio l’importanza dell’identità all’interno di una squadra, su questo noi andremo a lavorare».

Sulla questione Sabiri si è espresso anche il patron Pulcinelli: «Sabiri ha fatto sapere di voler fare il salto professionale nella massima serie. Stanno valutando diverse opportunità e ci faranno sapere, ma sarà senz’altro un’operazione importante. Stiamo interloquendo con un paio di club di Serie A, ma di concreto non c’è nulla. Leali, Saric e Dionisi fanno parte del nostro progetto e sono i nostri punti fermi».

Sulle ipotesi di cessione della società ha risposto Pulcinelli: «Penso tutti i giorni all’eventualità di cessione, ma quando arrivo alla resa dei conti trovo sempre mille motivazioni per continuare. Non è nel mio stile uscire di scena da perdente e dunque non lo farò. Siamo qui per fare un campionato importante, senza se e senza ma. Settore giovanile? Lo affronteremo nei prossimi giorni, purtroppo per via del Covid non siamo stati in grado di fare più di quello che abbiamo fatto. L’anno scorso abbiamo vinto il campionato, il settore giovanile non deve essere visto dal punto di vista dei risultati, ma della capacità di produrre giocatori in grado di giocare tra i professionisti».

Sulla questione stadio ed il rifacimento della curva Sud sempre Pulcinelli: «Siamo degli affittuari del Del Duca, bisogna chiedere al Comune. Sappiamo che c’è la volontà di ricostruire velocemente una curva provvisoria. Il discorso del rifacimento di uno stadio lo abbiamo messo in stand-by, ma ci stiamo ancora ragionando. Se i ricavi riusciranno a sostenere gli investimenti è un discorso che andrà avanti, ma al Del Duca c’è anche un problema di spazi».

Torna a prendere la parola Lupo: «L’obiettivo stagionale è quello di scendere sempre in campo per vincere. In questo campionato se guardi troppo in là poi è facile scivolare. Sotto questo profilo bisogna fare il salto di qualità a livello di mentalità. Facciamo battere forte il cuore e poi il resto si vedrà. Montalto, Galano, Vacca e Felicioli? Nel mio caso chi pensa che basti fare 2+2 e considerare nomi con cui ho lavorato in passato è sulla strada sbagliata. Faremo un discorso più ampio, andando a ragionare anche sull’eventuale patrimonializzazione dei calciatori nell’immediato o nel futuro. La nostra fortuna in questo momento è Andrea Sottil. Diritti di riscatto? Non ne abbiamo esercitato nessuno, ma eventualmente riparleremo di questi calciatori con i rispettivi club. Brosco e Pucino? I discorsi sono chiusi, colgo l’occasione per ringraziare Brosco e Pucino per tutto il bene che hanno fatto qui negli ultimi anni. Brosco ha detto no con garbo ed educazione, ce ne dispiace ma rispettiamo la sua scelta. Per Pucino invece la scelta è più societaria che del calciatore. Caligara? Ho parlato con il Cagliari, che crede molto in lui. Fabrizio è molto legato all’Ascoli e a me, ma in questo momento è una pista complicata».

Messaggio di chiusura affidato al patron Pulcinelli: «Vogliamo soffrire meno. Nel cuor mio spero sempre nei playoff. Per il resto affronteremo una gara alla volta e lavoreremo per vincerle tutte, è questo il nostro vero obiettivo. La salvezza tranquilla è un obiettivo limitante, nel calcio non si può mai essere tranquilli».

 

 




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