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Covid, scuole e quarantena:
«Con le nuove regole, un esercito
non basterebbe a fare i tamponi»

CORONAVIRUS - Le criticità, soprattutto con il trend dei contagi in crescita, riscontrate da Claudio Angelini e Alessandra Ricciardi, direttore e responsabile del settore del Sisp dell'Area Vasta 5. In attesa di ulteriori chiarimenti, si applica ancora il vecchio sistema. Attualmente sono 10 le classi in dad nel Piceno
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di Maria Nerina Galiè

 

Scuole e nuove regole per la quarantena: ancora diverse cose da chiarire, il serio rischio che il sistema tamponi non regga. In più, la norma volta a ridurre la dad, può comportare interruzioni a singhiozzo delle attività in presenza. Nell’Area Vasta 5, come nelle altre delle Marche, pertanto, in attesa di una nota esplicativa, ancora si applica il “vecchio” sistema, che vede la classe in quarantena anche con un solo caso di positività.

Non nascondono le criticità Claudio Angelini e Alessandra Ricciardi, direttore e responsabile delle scuole del Servizio Igiene e Sanità pubblica dell’Area Vasta 5.

Al momento, nella provincia di Ascoli, ci sono 10 classi in quarantena. Di queste, 3 sono  della scuola dell’Infanzia, con 6 casi di positività e 9 quaratenati,  3 della primaria (una è quella di Roccafluvione, teatro del recente focolaio) con 20 positivi e 54 persone in quarantena tra alunni e personale scolastico, 3 delle medie con 2 positivi e 42 in quarantena (ma mancano i dati relativi ad una classe), 1 classe di scuola superiore con 3 positivi e 25 persone in quarantena.

«Abbiamo fatto una prova, con una classe di scuola superiore, ma abbiamo riscontrato diversi problemi. Segnalazioni dello stesso tipo sono arrivate all’Asur anche da altre Aree Vaste della regione. Ecco quindi che, in attesa dei chiarimenti, la nostra direzione di Area Vasta ha dato, come indicazione, di continuare a lavorare come fatto fino ad ora per contenere la diffusione dei contagi in ambito scolastico», sottolinea la dottoressa Ricciardi.

COSA CAMBIA PER ALUNNI E DOCENTI (Leggi qui la circolare operativa per le scuole) – Tra le principali novità c’è il fatto che una classe con  1 alunno positivo non va in quarantena. Ci va dopo 2 (il caso indice più uno) se i compagni di classe non sono vaccinati, quindi tutti, e per 10 giorni, nel caso dei bambini che non hanno compiuto 12 anni. Con tre casi (il caso indice più due): alunni, docenti e personale scolastico eventualmente coinvolti, vanno in quarantena dopo aver fatto il primo tampone, anche se negativo. L’isolamento dura 7 giorni per i vaccinati e 10 per i non vaccinati ed i negativizzati – cioè che hanno contratto il Covid – da più di 6 mesi. Il rientro deve essere accompagnato da un tampone negativo.

Se non scatta la quarantena vera e propria, gli alunni vengono messi sotto sorveglianza ma risultano “liberi” di uscire. «Anche se il Ministero raccomanda di non frequentare in questo arco temporale ambienti comunitari, come palestre o altro», ricordano i responsabili del Sisp.

Con un caso conclamato scatta il sistema di testing, con tamponi – il cui costo è a carico del Servizio Sanità – a “tempo zero” (T0), cioè da fare prima possibile e da ripetere a 5 giorni (T5). «Nelle more dell’esito dei tamponi non si va a scuola», sottolinea la Ricciardi. Quindi può capitare di dover stare a casa anche solo per un giorno, subito, poi dopo 5.

La quarantena può essere anche decisa dal dirigente scolastico “in via eccezionale ed urgente”, recita la circolare, oppure dal Dipartimento di prevenzione.

«I tamponi – è ancora la dottoressa a spiegare – non sono obbligatori, può quindi capitare che ci siano disdette della prenotazione che facciamo e, quindi, di non avere a disposizione dati sufficienti relativi alla classe presa in esame. In questo caso, il Sisp può decidere di chiudere una classe».

Il dottor Claudio Angelini

«Una delle criticità sono le parole del dottor Angeliniè rappresentata dal gran numero di tamponi che si dovranno fare.

I tamponi a “tempo zero”: emerge un positivo e, prima possibile (la circolare parla di 48 ore, ndr), bisogna rintracciare il gruppo classe e prenotare l’esame. Può accadere di sera. Quindi esame ed esito vanno a finire al giorno dopo, se va bene. Se poi viene conclamato più di un caso, in classi diverse, potremmo trovarci nella condizione di dover fare un numero incredibile di tamponi nello stesso giorno. Si bloccherebbero anche gli esami ordinari. Poi di nuovo dopo 5 giorni. Ci sono i tamponi rapidi, che però vanno confermati con il molecolare».

Infine l’affondo da parte del direttore del Sisp dell’Area Vasta 5: «Non so se riusciremo a reggere, noi ed il laboratorio analisi, soprattutto con il trend dei contagi in crescita. Non basterebbe un esercito.

Occorre inoltre una collaborazione stretta e competente con i referenti Covid delle scuole. Anche loro si potrebbero trovare in difficoltà

Fino ad ora, seppure la macchina del tracciamento dei contatti era complessa, era ben oleata e tutto andava bene».

 

 

 



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