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Mucca in fuga poi abbattuta, insulti e minacce al sindaco: «Ordinanza necessaria»

MARCHE - Sfogo social di Simone Pugnaloni che, premettendo di condividere il dispiacere e la rabbia per la vicenda, spiega le circostanze che lo hanno portato a emanare l'atto
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Il sindaco Simone Pugnaloni

 

«Da giorni mi arrivano via social e su Messenger messaggi da parte di pseudo-animalisti con toni inaccettabili, infarciti di insulti e persino minacce personali. Messaggi di fronte ai quali non resterò inerme e avvierò le necessarie procedure legali. Rispetto e posso anche condividere il dispiacere e la rabbia per la vicenda legata alla mucca abbattuta nei giorni scorsi a San Paterniano, ma non posso esimermi dal precisare le circostanze che hanno portato all’ordinanza sindacale, perché è ovvio che queste reazioni scomposte sono figlie dell’ignoranza, della mancata conoscenza della realtà».

 

E’ amareggiato per il dibattito montato attorno al caso della mucca fuggita dalla stalla per campi e abbattuta lunedì scorso dopo 2 mesi di tentativi di catturarla, il sindaco di Osimo. Simone Pugnaloni affida il suo sfogo ai social dopo gli insulti ricevuti, alcuni sconfinati nella sfera personale, anche per spiegare perché non si è potuto esimere dal firmare l’ordinanza.

 

«La bovina non era un animale da compagnia. Era stata acquistata da un allevatore privato per la macellazione. Il suo destino era già segnato. – sottolinea Pugnaloni – Sarebbe comunque stata condotta al macello entro fine estate, secondo i piani del proprietario. Ad oggi risulta ancora consentita questa pratica, così come il consumo di carne. C’è chi ipotizza una fuga dell’animale alla ricerca della libertà: realisticamente, l’animale è scappato dalla stalla perché spaventato da una volpe o da un lupo che si erano avvicinati troppo alla sua recinzione, come ha riferito il suo proprietario».

 

Passa quindi a smontare l’ipotesi di non aver battuto altre strade per evitare la morte dell’animale. «Alcuni ci rimproverano di non aver tentato soluzioni alternative all’uccisione con proiettile. E’ falso – scrive il sindaco – Perché per due mesi, non 2 o 3 giorni, il proprietario ha provato a recuperare la bovina, le ha portato cibo e acqua quotidianamente e ha fatto intervenire più veterinari per provare la sedazione e riportarla nella stalla, ma ogni tentativo si è reso vano. In questo lungo arco temporale la bovina da 450 kg, vagando in una zona non recintata, oltre ad essere a rischio di aggressione da parte di lupi, che più volte sono stati notati in queste zone, ha causato danni alle coltivazioni agricole tra Osimo e San Paterniano. Inoltre si è avvicinata pericolosamente alle strade pubbliche, via San Paterniano e via Chiaravallese».

 

Di qui la firma dell’atto. «E’ per questo che, su invito della Asur Marche, Servizio Sanità Animale, e previa comunicazione alle forze dell’ordine, è stata necessaria l’ordinanza di abbattimento – sottolinea il primo cittadino di Osimo – perché la bovina rappresentava ormai un pericolo per la pubblica incolumità. L’abbattimento tramite proiettile come metodo di eutanasia è previsto dalla linee guida Avma.

 

Chi oggi protesta non ha bene in mente le responsabilità civili e penali che sono in capo ad un sindaco, il quale, se non avesse firmato l’ordinanza come proposto da Asur, avrebbe dovuto rispondere nell’eventualità di incidenti stradali causati dall’animale. Infine, la bovina ha un valore economico deciso dal proprietario: ogni sua cattura da parte di associazioni di recupero animale avrebbe dovuto fare i conti con questo dato inconfutabile».

Mucca in fuga, è stata abbattuta con un colpo di fucile

https://www.cronachepicene.it/2022/06/05/mucca-fugge-dalla-stalla-e-vaga-per-campi-scatta-lordinanza-per-abbatterla/346758/


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