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Andrea, questa non ce la dovevi fare: «Caro direttore, ci mancherai»

ASCOLI - Tutto il Piceno sgomento dopo la perdita improvvisa del giornalista Andrea Ferretti, storico direttore di Cronache Picene e Cronache Fermane. Centinaia i messaggi di cordoglio arrivati da lettori, colleghi, amministratori. Il ricordo della sua amata Quintana e dell'Ascoli Calcio, che sabato depositerà un mazzo di fiori in tribuna stampa prima del match col Modena: «Professionista esemplare, enciclopedia vivente: lascia un vuoto incolmabile»
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di Luca Capponi 

 

Andrea, mannaggia a te. Questa non ce la dovevi fare. Andartene così, all’improvviso, a 62 anni. Da solo. Ci hai lasciati tutti di sasso. Con un amaro in bocca che sarà difficile da digerire. Da ieri in città, e non solo in città, non si parla d’altro. C’è sgomento, e come potrebbe essere altrimenti. Ascoli ed il territorio piceno li hai sempre raccontati con passione e profonda partecipazione. Ed ora il vuoto che lasci lo avvertono tutti.

Andrea durante il varo di Cronache Picene, nel novembre del 2017. Alla sua destra il fratello Bruno

 

Soprattutto nei mondi che amavi di più. Nel giornalismo, dove eri uno dei pochi maestri rimasti, fedele testimone dell’eredità di tuo fratello Bruno (scomparso nel 2020): i messaggi di cordoglio giunti nella nostra redazione da parte di lettori e colleghi (che ringraziamo, col cuore in mano) non si contano, segno di una stima che andava oltre le stupide “rivalità”. D’altronde, quando potevi, aiutavi tutti: una foto, un consiglio, una dritta. Cronache Picene prima, che avevi contribuito a fondare nel 2017, e Cronache Fermane poi, erano le creature che più ti rendevano fiero. E per cui ti battevi sempre, da direttore orgoglioso. Tanto che a volte provavamo a raffreddarti un po’, quando il tuo temperamento fumantino aveva la meglio, spesso con ragione. Eppure la tua carriera giornalistica, iniziata da giovanissimo, nel corso di oltre 40 anni esperienze te ne aveva viste fare, eccome, tra tv e carta stampata: Corriere dello Sport, Gazzetta di Ascoli, Messaggero, Resto del Carlino e molti altri.

 

Poi l’Ascoli Calcio. Altra tua adorata passione, condivisa con Bruno e con tuo zio, il mitico Carlo Mazzone. Quanti aneddoti, quante storie, quante trasferte. Eri un libro vivente. Raccontavi l’Ascoli da sempre. E proprio l’Ascoli, sui canali social, ti ha ricordato così.

24 luglio 2020, prima della deposizione dei fiori per il fratello Bruno nella tribuna stampa dello stadio “Del Duca”

 

L’Ascoli lo scambiò proprio con il Modena per avere Bellotto, che qua non ci voleva venire e allora Rozzi partì con la macchina e lo andò a prendere a casa. Proprio così ci scriveva ieri Andrea Ferretti in privato, riferendosi alla morte dell’ex bianconero Mario Vivani. Oggi, come un fulmine a ciel sereno, arriva la tristissima notizia dell’improvvisa scomparsa proprio di Andrea, decano del giornalismo ascolano, direttore responsabile dei portali web Cronache Picene e Cronache Fermane, oltre che collaboratore del Corriere dello Sport. Se ne va una persona perbene, gentile, cordiale e, soprattutto, sempre grata, aveva l’Ascoli Calcio nel cuore. Dopo la scomparsa – quattro anni fa – del fratello Bruno, altro giornalista storico a cui è intitolata la tribuna stampa dello stadio “Del Duca”, era stato Andrea ad ereditare il testimone di depositario di tanti aneddoti caratteristici – ai più sconosciuti – della storia dell’Ascoli Calcio. E quello Vivani-Bellotto ne è solo un esempio”.

 

Sabato, prima di Ascoli-Modena, il club bianconero depositerà un mazzo di fiori al posto numero 5 della tribuna stampa, che occupavi ogni volta che l’Ascoli scendeva in campo.

Andrea nell’immagine pubblicata sui social dal Sestiere di Porta Romana

 

Ecco la Quintana. E pure qua ti sbizzarrivi non poco. Tempi, record, cavalieri, dame: sapevi tutto. Sapevi e scrivevi. E ti davi anima e corpo per il tuo Sestiere di Porta Romana. Che ti ha ricordato così: “Un vuoto incolmabile quello che lascia il nostro storico quintanaro e capo tamburino, da sempre legato fin da bambino ai colori rossoazzurri e al lavoro nel corso degli anni con un instancabile impegno per onorare al meglio i colori dell’Unicorno. Andrea è stato da sempre all’opera ricoprendo i ruoli di responsabile di corteo e di segretario all’interno del nostro comitato. Numerose le pubblicazioni, le ricerche effettuate sulla rievocazione, i convegni che lo hanno visto relatore del Centro Studi sui Giochi Storici e i libri dedicati alla Quintana di Ascoli Piceno, tra cui i suoi famosi almanacchi che si sono via via susseguiti. Ha vestito anche i panni di vice presidente del primo Consiglio degli Anziani. In questo momento di immenso dolore ci stringiamo attorno alla moglie Anna Rita, al figlio Valerio, al nipote Marco attuale responsabile di corteo e alla famiglia tutta”.

 

Anche l’Ente Quintana ha dedicato un post alla tua scomparsa: “È stato uno tra i più noti giornalisti ascolani e oggi la Quintana piange uno dei suoi figli più appassionati. Il suo amore per la nostra rievocazione storica, nasce da bambino e si rafforza con il ruolo di tamburino di Porta Romana, ruolo che tra l’altro non ha mai lasciato, pur diventando uno dei responsabili del Sestiere. Da oltre 25 anni, Andrea aveva iniziato la sua opera di testimonianza come scrittore e ricercatore della Quintana moderna, partecipando spesso ai convegni del Centro Studi sui Giochi Storici come relatore. Nel 2015 è stato nominato vice Presidente del primo Consiglio degli Anziani ma quando ha dovuto scegliere tra la vice presidenza e vestire i panni di Porta Romana, Andrea non ha avuto dubbi ed è tornato immediatamente ad indossare i colori rossoazzurri, comunicando che non avrebbe mai potuto rinunciare a sfilare con i suoi ragazzi. È stato lui nel 2001 a scrivere il primo almanacco della Quintana di Ascoli, diventando un’enciclopedia vivente su statistiche, classifiche, aneddoti, partecipazioni, trasferte molto altro, un vero e proprio punto di riferimento per gli altri giornalisti e soprattutto per tutti coloro che volevano approfondire l’argomento, togliersi un dubbio, avere conferme. Andrea Ferretti lascia un vuoto immenso in città e e nella comunità della Quintana di Ascoli a cui mancherà sempre il suo sguardo fiero ed orgoglioso di appartenere, nella certezza di portare una grande tradizione”.

Durante i funerali dello zio Carlo Mazzone

 

Messaggi sono arrivati, poi, da Confindustria, dall’onorevole Augusto Curti, dal prefetto di Ascoli Sante Copponi, dai sindaci Alessio Piersimoni (Cupra), Antonio Spazzafumo (San Benedetto), Fabio Polini (Castignano), Matteo Terrani (Folignano), dall’assessore alle politiche sociali Massimiliano Brugni (Ascoli) e dal presidente della Provincia Sergio Loggi.

E ancora dallo Iom di Ascoli, da Raffaele D’Angelo dell’Agenzia delle Dogane, dalla Congregazione dei Testimoni di Geova delle Marche e dall’imprenditore Battista Faraotti di Fainplast, da sempre vicino alla nostra testata.

Poi, il Partito Democratico, con una nota firmata dal segretario provinciale Francesco Ameli, e Forza Italia col coordinatore provinciale Valerio Pignotti.

 

Andrea, mannaggia a te. Hai visto che hai combinato?

 

Lavoravamo insieme dai tempi del Messaggero. Dall’avvento di Cronache Picene, però, ci sentivamo ogni giorno, ormai da sette anni, e posso dire di conoscerti abbastanza bene. Per questo immagino che da lassù un po’ te la starai ridendo, snocciolando le tue pungenti battute. Starai già raccontando decine di storie e aneddoti a chi ti sta intorno, compreso Bruno che li sa già tutti a memoria ma ascolta con la sua solita straordinaria pazienza. E magari ti starai pure arrabbiando perché in queste ore il giornale si è fermato per renderti onore.

 

Sulla prima cosa che hai fatto arrivando lì, però, non ho il minimo dubbio: scrivere.

 

Grazie di tutto, Andrea.

È morto Andrea Ferretti, Cronache Picene e Cronache Fermane in lutto


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