Brescia-Ascoli, Tomei e Corini alla prima da avversari: «Ogni dettaglio farà la differenza»

SERIE C - La vigilia della doppia finale raccontata dalle parole dei due tecnici: rispetto reciproco, idee chiare e un rimpianto condiviso per l'assenza dei tifosi ospiti. Tomei ritrova Nicoletti, Corini non si fida del fattore diffidati: «Sceglierò i più corretti»
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Mister Tomei (foto Ascoli Calcio)

di Salvatore Mastropietro

 

Martedì sera al “Rigamonti” (ore 21:15) si apre il sipario sulla finale dei playoff di Serie C. Ascoli e Brescia, due club di grande tradizione che si ritrovano dopo anni su un palcoscenico inedito per i rispettivi allenatori: Francesco Tomei e Eugenio Corini non si sono mai sfidati da avversari e lo faranno nell’occasione più importante della stagione.

 

In conferenza stampa Tomei ha tracciato il quadro nella giornata di ieri. Buone notizie sul fronte fisico: «Stanno tutti bene, recuperiamo anche Nicoletti e vedremo come gestire la situazione. Ha smaltito il problema muscolare». Anche Gori, uscito claudicante dal Massimino, non desta preoccupazioni: «È stata solo una botta, tutto a posto».

 

Sul Brescia, Tomei non lesina rispetto: «È una finale, quindi va da sé che le squadre che si affronteranno avranno dei valori. Il Brescia è una squadra molto forte, organizzata e che ha affrontato molto bene questi playoff. Hanno recuperato molti giocatori, quindi sono attrezzati per fare questa competizione e anche questo tipo di partita». Sul tipo di sfida atteso: «Penso che entrambe le squadre cercheranno di proporre gioco, quindi sarà una partita giocata. Le finali sono sempre particolari: c’è l’aspetto emotivo, quello del proprio stadio, tanti fattori e soprattutto quello mentale. È importante rimanere sempre nella partita, avere pazienza ed essere attenti ad ogni dettaglio perché sono 180 minuti, non una finale secca».

 

Parole di stima anche per Corini: «Non sta a me dare giudizi su un allenatore che allena da tanti anni in piazze importanti. Posso solo riconoscere che il Brescia è una squadra ben allenata, organizzata e forte. Faccio i complimenti a loro perché non era semplice fare playoff in questa maniera. Avremo il piacere di giocarci contro e mi auguro che vengano fuori due partite dove il pubblico si possa divertire, perché alla fine si fa tutto ciò per lo spettacolo».

 

(foto Pierluigi Giorgi)

Un pensiero sulla crescita di Guiebre, tra i più in forma in questa fase: «Raz sta attraversando un buon momento di forma ed è arrivato bene a questi playoff fisicamente e mentalmente. È cresciuto molto nell’interpretazione del ruolo e nei meccanismi della squadra, sa leggere gli spazi e i tempi di giocata. Deve continuare perché i margini di crescita sono ancora tanti». E sulla domanda che richiama le parole pronunciate il giorno della presentazione, quando aveva auspicato di festeggiare qualcosa sui balconi a fine anno: «All’inizio era un augurio perché siamo partiti da una ricostruzione di tutto. Fa piacere poter arrivare a giocare questa partita perché è stato molto complicato ricostruire tutto con giocatori nuovi. I ragazzi hanno meritato questa possibilità, se la sono guadagnata, e sono contento per loro. Tramite il lavoro e il divertimento in campo, fortunatamente anche i risultati ci hanno dato ragione».

 

Corini ai tempi del Lecce

Dall’altra parte del campo, Eugenio Corini ha presentato la sfida con la consapevolezza di chi conosce bene cosa significa vincere a Brescia e cosa significa farlo contro l’Ascoli. Era il 2018-19 quando le Rondinelle si promossero in Serie A proprio battendo i bianconeri nella partita decisiva: «A volte ci sono corsi e ricorsi, ma la storia si cambia e si modula. Sicuramente l’Ascoli in quella stagione ha rappresentato tanto, essendo stata la partita decisiva per la Serie A. In queste sfide ogni errore peserà tantissimo, ma va diluito nei 180 minuti: questa andata sarà un primo macrotempo da cui trarremo indicazioni per il ritorno, dove ci sarà ancora tanto da giocare».

 

Sul tema dei diffidati – ben otto nel Brescia, zero nell’Ascoli – Corini è netto: «Se fai un calcio aggressivo capita di fare qualche fallo. Nello schierare la formazione e nei cambi non terrò conto di chi è diffidato: sceglierò i giocatori più corretti per la partita prendendoci il rischio». Sul tipo di sfida atteso: «Entrambe le squadre provano a giocare ma hanno grande attenzione alla fase di non possesso. Tuttavia non darei per scontato che siano partite bloccate: dovremo essere bravi tatticamente a capire dove ci possono creare difficoltà e prepararci degli spazi per diventare pericolosi».

 

Chiusura condivisa tra i due tecnici sul tema del divieto di trasferta, che priverà entrambe le finali dei tifosi ospiti. Corini non usa mezze misure: «Sarebbe bello che la Lega Pro in futuro designasse uno stadio neutro per una finale secca in stile Coppa Italia. Il fatto che non ci siano i tifosi ospiti è qualcosa che non va nella direzione del calcio che mi piace; l’essenza del calcio sono i tifosi che spingono la squadra rispettando l’avversario. Questa decisione è una sconfitta per tutto il movimento calcistico».

 


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