
(foto Pierluigi Giorgi)
di Salvatore Mastropietro
VITALE 7 – Tra i pali viene chiamato in causa soltanto con un paio di innocui tiri centrali. Per il resto è protagonista con i piedi: al netto di un paio di sbavature che fanno rizzare un po’ i peli dei quasi 11.000 del “Del Duca”, il suo contributo è fondamentale
ALAGNA 7,5 – Una delle più belle sorprese della stagione bianconera. Anche nell’ultima gara dell’annata, risulta instancabile sulla fascia destra e gestisce il pallone con una grande pulizia a livello tecnico
CURADO 8 – Dopo Murano del Potenza e Forte del Catania, anche Crespi diventa vittima del capitano bianconero. Coraggioso nell’uno contro uno e anche nel portare palla. Leader: con i fatti e con gli esempi, non a parole
NICOLETTI 7 – Il suo impiego al posto di Rizzo costringe Corini a cambiare i piani della pressione in avanti dei bresciani. Nonostante il giallo sul groppone, non si scompone e resta lucido nei duelli e a livello tecnico

L’azione del gol di Silipo (foto Pierluigi Giorgi)
RIZZO 7 (dal 24’st) – Tanta decisione dei contrasti e nelle chiusure negli oltre 20 minuti finali in cui viene chiamato in causa. Conferma l’affidabilità già mostrata all’andata e nella doppia sfida col Catania
GUIEBRE 7 – Preciso in tutte le chiusure in area di rigore. Non cala mai fisicamente, aumentando i giri nel finale: non bastano tre avversari per spostarlo di un centimetro quando si “cugna”
DAMIANI 7 – Mantiene la posizione con ordine, schermando di fatto tutti i tentativi di imbucata verso Crespi, Lamesta e Marras. Un paio di imprecisioni nella prima mezz’ora, poi sale di tono e nella ripresa si conferma il solito perno fondamentale di questo Ascoli
CORRADINI 7,5 – Non si ferma mai in entrambe le fasi, facendo impazzire come di consueto il proprio contachilometri. Va vicino al meritato gol nella ripresa e chiude comprensibilmente in preda ai crampi
GALUPPINI 6,5 (dal 30’st) – Ingresso ordinato nel finale, gestisce bene la palla nello stretto
SILIPO 8 – Da comprimario nell’Ascoli di Carrera-Di Carlo-Cudini a protagonista assoluto della doppia finalissima: la dimostrazione che lavoro, idee e coraggio fanno tutta la differenza del mondo. Il suo gol è un vero e proprio gioiellino, degno sigillo di una grande annata

Il tiro di Rizzo Pinna che ha propiziato l’1-0 (foto Pierluigi Giorgi)
RIZZO PINNA 7,5 – Eletto miglior calciatore dei playoff, un premio supportato dai due gol che aprono andata e ritorno della finalissima. Al di là delle reti, però, c’è l’elemento tecnico che balza agli occhi dei più attenti è principalmente uno: il controllo orientato (all’occorrenza, non solo di destro o sinistro, ma anche di petto)
MILANESE 7 (dal 16’st) – Fa prendere quasi un colpo sbagliando uno dei primi palloni toccati spalle alle porta quasi alla maniera del “Massimino”. Poi garantisce ordine e pulizia tecnica, mettendo il sigillo con il 3-0 finale. Chi poteva segnarlo se non lui, l’uomo di gol pesanti come quelli nei derby casalinghi con Samb e Vis pesaro?
D’UFFIZI 7 – Nel dribbling non ha particolare modo di accendersi, ma dà un ottimo contributo in termini di sacrificio. Da sottolineare la maturità con cui gestisce il pallone, accelerando e decelerando a seconda delle situazioni
OVISZACH 6,5 (dal 30’st) – Entra con buon piglio e con la giusta sfrontatezza del caso, che gli permette anche di provare il dribbling a centrocampo in mezzo a tre avversari
GORI 7,5 – Il gol di Rizzo Pinna nasce dalla sua pressione e non è un caso: preziosissimo il suo lavoro nelle corse in avanti e nella pulizia dei palloni spalle alla porta. Il pubblico del “Del Duca” lo riconosce e gli tributa una meritatissima standing ovation
CHAKIR 7 (dal 16’st) – Diversi palloni alti conquistati e palloni difesi con caparbietà, come quello su Silvestri che apre la strada al tris di Milanese
TOMEI 9 – Nel passaggio della conferenza post partita «non sembravamo alla vigilia di una finale dei playoff ma a una gita di terza media» c’è racchiuso tutto dello spirito con cui il suo Ascoli ha approcciato la partita più importante della stagione. Ha giustamente dato merito ai suoi ragazzi per l’impresa raggiunta, ma nulla sarebbe stato possibile senza le sue idee, la sua incisività, la sua leadership necessaria per trasmettere alla squadra un’identità a cui non si è derogato in nessuna circostanza
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