Quando Samb-Ascoli entra a scuola (e non dovrebbe), le parole che fanno discutere: «Ridicoli bianco neri»

POLEMICHE per le frasi scritte dal dirigente scolastico di un istituto piceno nel post derby: «Esultare dinanzi ad una curva vuota! Tipico dell'ascolano». Caduta di stile grave da chi rappresenta il mondo della scuola e messaggio sballato per i giovani. Interpellato/a, riattacca il telefono
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di Luca Capponi

 

Si parla sempre di raffreddare gli animi, soprattutto negli ambienti sensibili. Missione ardua, si dirà, visto l’andazzo che di campanilismo sportivo ha ben poco e di becero tutto il resto. La cosa diventa ben peggiore quando si tratta di contesti educativi dove si lavora a stretto contatto con adolescenti e ragazzi.

Le parole della preside

 

Eppure, a forza di parlarne, se i risultati sono questi forse davvero le parole sono finite. Al centro del dibattere, manco a dirlo, c’è la rivalità tra Ascoli e San Benedetto, quest’anno rilanciata dal riproporsi del derby calcistico tra le rispettive squadre dopo 40 anni, che negli ultimi mesi ha visto accadere episodi di ogni tipo, da ambo le parti: dalle scritte inneggianti all’Olocausto fino a parteggiare per alluvioni e simili, dai casi di cronaca che parlano di risse e aggressioni, culminati, nei fatti, nella chiusura ai tifosi avversari sia all’andata al “Del Duca” che al ritorno di mercoledì sera al “Riviera delle Palme”, terminato con la vittoria del Picchio per 0-1.

 

Questa, però, è la prima volta che succede. Anche perché coinvolge una scuola pubblica della provincia picena ed un dirigente scolastico. A quest’ultima figura infatti sarebbero state attribuite le seguenti parole, frutto evidentemente di una delusione post partita, pubblicate sullo stato personale di WhatsApp: “Ridicoli bianco neri. Esultare dinanzi ad una curva vuota! Tipico dell’ascolano”.

La festa finale dei bianconeri

 

Apriti cielo. Lo screenshot ha fatto immediatamente il giro delle chat ed in meno di un secondo la condanna è divenuta unanime. Non tanto, ovviamente, per lo sfottò calcistico, ci mancherebbe. Ma pure a ragionare terra terra non ci si può non chiedere come possa una figura che riveste un ruolo di quel tipo, che dovrebbe essere una guida per centinaia di studenti, uscirsene così. In un contesto delicato come quello della scuola, dove i conflitti dovuti al pallone a volte possono acuirsi per un soffio, figurarsi a gettarci benzina sopra. E il discorso potrebbe proseguire seguendo mille altri ragionamenti.

 

Prima di trastullarci con queste riflessioni, però, abbiamo subito pensato ad un fake. E, da buoni giornalisti, abbiamo telefonato al(la) dirigente. Che al telefono ha dichiarato: «Non sono né dell’Ascoli né della Samb, non seguo il calcio, quindi vi hanno riferito male». 

 

Appena abbiamo provato a dire che avevamo davanti uno screen sospetto, però, la linea telefonica è misteriosamente caduta, anche se l’impressione è stata diversa. Allora, con pazienza certosina, abbiamo riprovato a chiamare, pensando anche di essere gentili nel dare la possibilità di spiegarsi al(la) dirigente. Solo che raggiungere la persona in questione non è stato più possibile ed i tentativi sono andati miseramente a vuoto.

 

Quindi, resteremo tutti preda del dubbio più atavico: preside, ma perché?

 

 


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