di Marco Braccetti
Più manutenzione dei tombini. Cronache Picene offre questo tema a tutti i candidati che, in queste ore, si stanno proponendo come nuovi amministratori in vista delle elezioni di fine maggio. Il tema è riemerso prepotentemente nel corso dell’ultima ondata di maltempo. Fortunatamente non si sono verificate piogge abbondanti, ma la rete dei sottoservizi è andata ugualmente in difficoltà, anche nel cuore della Riviera.
L’esempio lampante è la centralissima Rotonda Giorgini, dove praticamente tutti i tombini risultavano ostruiti e, dunque, incapaci di smaltire correttamente l’acqua piovana. Un problema che si ripresenterà anche nei prossimi giorni, visto e considerato che l’ultimo bollettino meteo della Protezione civile indica un nuovo peggioramento a metà della prossima settimana.
Il punto, del resto, è semplice: si possono anche realizzare nuovi e costosi impianti anti-allagamento, ma se l’acqua viene bloccata da ostruzioni e detriti lungo le strade, ogni intervento strutturale rischia di diventare inefficace. Con l’avvicinarsi dell’estate – stagione sempre più spesso segnata da temporali brevi ma violenti – le incognite restano. A pagare il prezzo più alto, però, sono soprattutto i pedoni. In diversi punti del centro basta attraversare la strada per ritrovarsi a fare i conti con accumuli d’acqua difficili da evitare.
Marciapiedi invasi, attraversamenti pedonali impraticabili e il rischio costante di essere schizzati dalle auto in transito rendono complicati anche gli spostamenti più semplici. Una situazione che crea disagi quotidiani a residenti, anziani e famiglie con bambini, costretti spesso a percorsi improvvisati pur di evitare allagamenti.
Il quadro si complica ulteriormente durante la stagione estiva, quando la città si riempie di turisti. In quei mesi, anche un temporale improvviso – breve ma intenso – può trasformarsi in un problema diffuso proprio nelle zone più frequentate, dal centro alle aree vicine al lungomare. Per chi visita la città, trovarsi a camminare tra ristagni d’acqua, marciapiedi scivolosi e attraversamenti allagati significa vivere un’esperienza tutt’altro che positiva, con inevitabili ripercussioni anche sull’immagine turistica della Riviera.
E allora la domanda torna con forza: come reagirà la città alla prossima bomba d’acqua? In diversi quartieri, residenti e commercianti segnalano da tempo una manutenzione insufficiente dei tombini. Un problema noto, che alla fine del 2022 era approdato anche in Consiglio comunale, con gli allora consiglieri di minoranza Canducci e Marchegiani che chiedevano conto all’amministrazione Spazzafumo dei disagi e dei problemi.
Una criticità che si ripresenta ad ogni acquazzone. Nel frattempo, resta sulla carta il “Piano straordinario di disostruzione e lavatura dei tombini”, più volte annunciato in passato ma mai concretamente avviato. Un progetto ambizioso, dal valore stimato di circa 400mila euro, pensato per intervenire più volte sugli oltre 9mila tombini presenti in città e ridurre in modo significativo il rischio di allagamenti. Per ora, però, tutto fermo. E con il meteo sempre più imprevedibile, il tema torna a essere tutt’altro che secondario.
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