
A Monte Piselli ci si arrangia
di Luca Capponi
Colpo di coda dell’inverno, torna la neve e, inevitabilmente, per chi ama lo sci torna pure…la depressione. Sconforto che ovviamente è esclusiva prerogativa degli sciatori piceni, ascolani in primis. Che, dopo anni, a vedere gli impianti di Monte Piselli chiusi ci hanno fatto il callo, ça va sans dire. Solo che con tutta questa neve, la frustrazione se possibile aumenta fino ad inimmaginabili vette, per rimanere in tema.

Ultimo weekend di marzo
E così, come cantava Adriano Celentano, “Il tempo se ne va”. Come d’altronde si evince dalle immagini relative a questo ultimo weekend di marzo, dove ci si arrangia in ogni modo pur di godersi un po’ di svago tra le distese bianche.
Centinaia di appassionati sono saliti sul Colle San Giacomo e da lì verso la stazione dismessa, pur di sciare alla meno peggio. Prendendosi qualche rischio, di sicuro. Sperando, forse vanamente, che sia l’ultima volta. Tutto chiuso, come il tempo, servizi assenti e una fiducia che viene meno, ammesso che vi sia mai stata.
Nel frattempo il futuro di Monte Piselli e della sua (fu) stazione resta un enigma fatto di scontri politici, attese, annunci, rimpalli di responsabilità, soldi, lassismo decennale e, soprattutto, ricordi che non torneranno più. Quelli di quando qui, al confine tra Marche e Abruzzo, la montagna era una cosa viva, d’inverno e d’estate, e San Giacomo pulsava davvero.
Oggi, invece, lo scenario è quello che è, tra chi cerca di rianimare una apparente salma, con passione ed affetto, in maniera quasi visionaria, e chi, pallottoliere alla mano, pensa solo a contare i voti.

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