Comuni montani esclusi in protesta al Parlamento, Polini: «Chiesta la sospensione del Dpcm»

ROMA - I sindaci di Appignano e Castignano a Montecitorio nel giorno del ricorso al TAR per il discusso Dpcm che "li taglia" dalla nuova Legge sulla Montagna. Moreschini: «Chiediamo una revisione che reincluda tutti», Polini: «Hanno capito il problema. Il ricorso di Ascoli? Un autogol di Fioravanti»
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I sindaci dei Comuni montani a Montecitorio (foto Facebook Sara Moreschini)

 

Giornata di manifestazione quella di oggi, mercoledì 13 maggio, sotto Palazzo Montecitorio, per i sindaci e gli amministratori dei Comuni montani che sono stati esclusi dalla nuova Legge sulla Montagna attraverso il Dpcm (atto amministrativo emanato dal Presidente del Consiglio italiano) del 18 febbraio 2026, carta che ha ridefinito l’elenco dei comuni montani italiani escludendone 29 marchigiani, tra cui i Piceni Castignano e Appignano del Tronto.

 

Presenti a Roma, dunque, Sara Moreschini, sindaco di Appignano del Tronto, e Fabio Polini, sindaco di Castignano. Due Comuni dell’Unione Montana Tronto e Valfluvione “che quella riforma ha semplicemente cancellato dalla mappa della montagna italiana sulla base di parametri altimetrici e di pendenza che ignorano la realtà strutturale, demografica e sociale di queste comunità”, recita il comunicato del Pd Provinciale, a sostegno dell’iniziativa nella capitale.

 

“Si tratta di un atto di sorda insensibilità istituzionale – recita la nota firmata da Ameli – Escludere Appignano e Castignano non è un tecnicismo: significa privare queste comunità di deroghe scolastiche fondamentali per la sopravvivenza dei plessi nelle aree a bassa densità demografica, di incentivi per medici e pediatri in zone già duramente colpite dalla desertificazione sanitaria, di agevolazioni fiscali per le giovani imprese e per chi sceglie di investire nell’entroterra, di strumenti di accesso prioritario ai fondi nazionali ed europei. Sono le travi portanti della tenuta sociale delle aree interne, e questo Governo le ha sottratte con un tratto di penna”.

 

Così i sindaci si sono recati sotto Palazzo Montecitorio nel giorno della della prima udienza fissata dal TAR del Lazio sul ricorso unitario promosso dai Comuni esclusi contro il decreto attuativo: oltre 600 Comuni in tutta Italia, 29 nelle sole Marche.

 

Sara Moreschini

«L’esclusione di Appignano dai comuni montani, prevista dalla Legge Calderoli, rischia di penalizzare pesantemente la nostra comunità – ha spiegato MoreschiniLe conseguenze possibili sono dalla perdita delle deroghe per il numero di alunni nelle classi ai danni diretti ad agricoltura e piccole imprese, fino all’impossibilità di accedere a bandi fondamentali per il territorio. Per questo oggi insieme ai Sindaci dei comuni esclusi siamo davanti al parlamento. A gran voce chiediamo una revisione che reincluda tutti».

 

Fabio Polini

«Stamattina c’è stato l’incontro con gli avvocati al TAR e, in funzione di questo, questa mattina una delegazione composta da un sindaco per ogni Regione è stata accolta dai gruppi di maggioranza – fa sapere PoliniPer le Marche c’era Gambini, sindaco di Urbino, e con noi c’era anche l’avvocato Lucchetti che ha presenziato al TAR il nostro ricorso. Nel pomeriggio ci sarà un incontro con il gruppo di minoranza».

 

Il primo cittadino castignanese spiega poi la situazione più nel dettaglio: «Loro vorrebbero da noi una proposta, ma abbiamo risposto che non è competenza nostra fare questo. L’unica proposta che facciamo è quella di reinserire tutti i Comuni montani, nessuno escluso – le sue parole – Non possiamo fare norme che andrebbero a reinserire qualcuno sì e qualcuno no: l’evento di oggi è per tutti. Poi se ci sarà la necessità di allargare l’elenco, si faccia una valutazione capillare sui territori e si valuti.

 

La richiesta è quindi immediata: «Abbiamo chiesto la sospensione di questo Dpcm, ma li abbiamo visti un po’ in difficoltà considerando anche che siamo a fine mandato – conclude il sindaco – Ma coloro che erano lì hanno capito il problema dei Comuni, che sono stati penalizzati su territori e sui servizi, col rischio spopolamento che si amplifica.  Il nostro intento è quello di far cambiare questa legge, di far sì che tutti i Comuni esclusi rientrino dentro la Legge sulla montagna. Noi siamo convinti che la politica nazionale abbia capito le nostre difficoltà e siamo fiduciosi che questa norma venga modificata».

 

Una battuta, infine, sul ricorso effettuato “per solidarietà” dal Comune di Ascoli pur rimanendo nell’elenco del governo: «Quello di Fioravanti è stato un autogol – taglia corto Polini – Ha cercato di arrampicarsi sugli specchi, con gli uffici hanno cercato di andare incontro al sindaco. Che è presidente di Ance Marche e presente del Consiglio Nazionale di Anci, dove hanno votato a favore di questa norma. Aveva tute le carte in regola per fermare in origine questo provvedimento. Quando ricopri dei ruoli non li ricopri per autoreferenzialità, ma per dare un servizio ai cittadini», conclude Polini.

 

A.P.

 

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