di Filippo Ferretti
«Sicurezza e legalità nella ricostruzione 2016». Con questo imperativo categorico, oggi pomeriggio le autorità hanno incontrato i prefetti delle regioni del Cratere Sismico, con specifico riferimento ai profili di prevenzione delle infiltrazioni criminali e al monitoraggio dei processi legati alla rinascita e alla riedificazione.
In primo piano anche il tema della trasparenza nell’Appennino centrale, l’area colpita dallo sciame sismico avvenuto tra il 2016 e il 2017 che ospita oggi il più grande cantiere d’Europa. Il commissario straordinario Guido Castelli e il sindaco Marco Fioravanti hanno accolto per l’occasione il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il quale, dopo i saluti istituzionali, ha lasciato la città per urgenti impegni.
L’evento, tenutosi presso la Sala della Vittoria della Pinacoteca Civica di Ascoli, ha sottolineato il rafforzamento dei presidi di sicurezza per i lavoratori e l’aumento dei controlli contro la malavita organizzata. Durante il summit sono state approfondite le criticità emerse dai controlli nei cantieri e delineati gli scenari futuri della ricostruzione pubblica e privata. La riunione di coordinamento con i prefetti di Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche è culminata nella sottoscrizione di un Protocollo d’intesa volto a garantire operatività senza ombre.
Dopo l’apertura del sindaco Fioravanti e l’intervento del presidente Acquaroli, hanno preso la parola il direttore della struttura per la prevenzione antimafia, Paolo Canaparo, e il commissario Castelli. Quest’ultimo ha dichiarato: «Quella di oggi è stata una giornata dal forte valore istituzionale e simbolico per i territori del sisma, con la testimonianza nei confronti di una ricostruzione che non significa soltanto riparare edifici, ma restituire sicurezza, servizi, lavoro e prospettive alle comunità colpite».
Castelli ha poi ricordato come legalità e trasparenza siano condizioni imprescindibili in un territorio così vasto: «Per questo, il Protocollo sottoscritto oggi rafforza ulteriormente gli strumenti di controllo e prevenzione contro ogni rischio di infiltrazione criminale, attraverso una collaborazione sempre più stretta tra istituzioni, prefetture e struttura commissariale».
L’accordo punta all’integrazione delle banche dati e dei sistemi informativi, con particolare riferimento alla piattaforma digitale GE.DI.SI., utilizzata per il monitoraggio degli interventi. Tra gli obiettivi figurano il controllo dei flussi di manodopera, la verifica della regolarità delle imprese e il rafforzamento della sicurezza sul lavoro. L’intesa introduce inoltre l’interoperabilità per la gestione delle notifiche preliminari, il controllo automatizzato dell’iscrizione all’Anagrafe antimafia degli esecutori e l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra le parti.
«Il protocollo d’intesa siglato oggi ad Ascoli – ha rimarcato il presidente Acquaroli – rafforza l’impegno su legalità e sicurezza. Nel territorio che ospita il più grande cantiere di ricostruzione d’Europa è essenziale garantire trasparenza, corretto utilizzo delle risorse e tutela del lavoro. La collaborazione tra Struttura commissariale, Ministero dell’Interno e Regione Marche consolida i sistemi di controllo e il monitoraggio della manodopera, a tutela delle imprese sane e della sicurezza dei lavoratori. Ricostruire non significa soltanto riparare ciò che è stato distrutto, ma creare le condizioni perché i territori colpiti dal sisma tornino ad essere luoghi in cui vivere, lavorare e costruire futuro».
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