Monte Piselli, avanti sulla nuova cabinovia Colle San Giacomo-vetta: convocata la Conferenza speciale per le autorizzazioni

INFRASTRUTTURE - Si terrà il 27 luglio. Già stanziati 12 milioni di euro, mentre Provincia e Struttura commissariale lavorano per reperire le risorse mancanti e coinvolgere eventuali partner privati
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Dopo anni di incertezze e di sostanziale stasi, il progetto per la realizzazione della nuova cabinovia tra Colle San Giacomo e Monte Piselli compie un passo decisivo. È stata infatti convocata per il 27 luglio la Conferenza speciale chiamata a esaminare e rilasciare le autorizzazioni necessarie alla realizzazione dell’impianto di risalita.

 

L’intervento, fortemente sostenuto dal senatore Guido Castelli, nasce con l’obiettivo di restituire piena prospettiva turistica e funzionale al comprensorio montano, garantendo la possibilità di raggiungere la vetta del Monte Piselli dodici mesi l’anno, anche indipendentemente dalla presenza della neve. Una scelta strategica che si inserisce nella stessa visione già perseguita per realtà appenniniche come Ussita e Bolognola: superare la dipendenza esclusiva dalla stagione sciistica e costruire un modello di fruizione della montagna più ampio, stabile e sostenibile.

 

Per la nuova cabinovia sono già stati stanziati complessivamente 12 milioni di euro. Gli approfondimenti tecnici ed economici finora condotti hanno tuttavia evidenziato la necessità di reperire ulteriori 1,5 milioni di euro per completare la provvista finanziaria indispensabile alla piena realizzazione dell’impianto.

 

In attesa di individuare le risorse mancanti, la Provincia di Ascoli Piceno, soggetto attuatore dell’intervento, di concerto con la Struttura commissariale sisma, ha scelto di procedere lungo due direttrici parallele.

 

Monte Piselli

La prima riguarda l’avvio di una procedura finalizzata a individuare un soggetto specializzato che possa valutare la sostenibilità economico-finanziaria di un eventuale coinvolgimento privato. L’ipotesi allo studio è quella di un’integrazione della somma mancante da parte di un operatore privato, a fronte della gestione dell’impianto e dei rifugi Tre Caciare e Valter Pizi, entrambi da ristrutturare e valorizzare all’interno di una più ampia strategia di rilancio del comprensorio.

 

La seconda direttrice, invece, riguarda il percorso autorizzativo. Grazie alla costante collaborazione tra Struttura commissariale e Provincia di Ascoli Piceno, il procedimento è stato incardinato presso il Dipartimento competente per le procedure semplificate, con l’obiettivo di ottenere in tempi rapidi i permessi e le autorizzazioni necessari alla realizzazione dell’opera.

 

Proprio in questo quadro si inserisce la convocazione della Conferenza speciale per il 27 luglio, comunicata dal direttore del Dipartimento competente. Si tratta di un passaggio rilevante, perché consente di portare il progetto dentro una sede istituzionale dedicata alla definizione accelerata degli atti autorizzativi.

 

«Dopo anni di attesa — si sottolinea — viene finalmente impresso un cambio di passo a un procedimento strategico per il futuro del Monte Piselli e dell’intero territorio ascolano. L’obiettivo è duplice: completare il percorso autorizzativo e assicurare la piena copertura finanziaria dell’intervento, attraverso un possibile partenariato pubblico-privato oppure mediante l’integrazione delle risorse ancora mancanti».

 

Il senatore Castelli, che si è già adoperato per l’ottenimento dei 12 milioni di euro finora disponibili, sta proseguendo il proprio impegno per individuare le soluzioni più efficaci per il completamento della provvista finanziaria. La nuova cabinovia rappresenta infatti non soltanto un’infrastruttura turistica, ma un investimento sulla competitività dell’Appennino, sulla destagionalizzazione dell’offerta e sulla capacità delle aree interne di costruire nuove occasioni di sviluppo.

 

La prospettiva è quella di un Monte Piselli accessibile, attrattivo e fruibile durante tutto l’anno: non più legato esclusivamente alla neve, ma capace di offrire sport, escursionismo, natura, ospitalità e servizi in ogni stagione. Un progetto che, se portato a compimento, potrà segnare una svolta per il rilancio della montagna ascolana e per l’intero sistema turistico dell’Appennino centrale.


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