
Il ds Patti (foto Ascoli Calcio)
Un anno fa iniziava un’avventura con mille interrogativi, oggi con la consapevolezza di chi sa cosa vuole e dove vuole andare. Matteo Patti ha aperto la conferenza stampa di presentazione della stagione tecnica 2026-2027 con parole che racchiudono bene lo spirito con cui l’Ascoli si appresta ad affrontare il 28° campionato di Serie B della propria storia: «Siamo qui per mettere un punto, o forse meglio una virgola, alla stagione precedente che ci ha portato un entusiasmo enorme. Dobbiamo partire dalle nostre basi, da quello che abbiamo creato, ma bisogna mettere un punto per non rischiare di inficiare il lavoro fatto, dato che ci apprestiamo a vivere una categoria diversa con un livello superiore. Esattamente un anno fa eravamo quasi al buio, non sapevamo cosa avremmo fatto e con un pizzico di incoscienza è iniziata la nostra cavalcata trionfale. Oggi dobbiamo continuare a essere incoscienti, mantenendo quella leggerezza necessaria per affrontare un campionato che sarà veramente duro».

Mister Tomei (foto Ascoli Calcio)
Sul tema del doppio rinnovo contrattuale – annunciato già il 10 giugno insieme a quello di Tomei – Patti ha chiarito che non si è trattato di un’improvvisazione: «È stato un segnale forte. Con la proprietà e la famiglia Passeri non c’è mai stato alcun dubbio, né da parte loro né da parte mia e del mister. Era una cosa decisa da tempo, ma per onestà e per restare concentrati sul cammino playoff avevamo deciso di non pubblicare le intenzioni per mantenere l’equilibrio nel gruppo. Poi è stata solo una formalità di firme».
Capitolo rosa. Il regolamento della Serie B impone 18 calciatori over – dal 2002 in su – in lista, e l’Ascoli ne conta già 24 o 25: inevitabile quindi lavorare sulle uscite. «Parlare di uscite è un termine brutto perché sono ragazzi che ci hanno dato tanto, ma andranno fatte scelte ponderate per commettere meno errori possibili. Tutto sarà fatto solamente in funzione di provare a migliorarci per stare all’interno di una categoria superiore». La base di lavoro resta l’ossatura che ha conquistato la promozione: «Non smantelleremo la nostra base di 13-14 ragazzi con più minutaggio; partiremo da lì, mettendo dentro diversi giovani e qualche calciatore che abbia già masticato la categoria. In totale direi circa 6 o 7 innesti, più o meno uno per reparto».
Sul caso Rizzo Pinna, l’MVP dei playoff che non è stato riscattato dal Cosenza, Patti ha voluto fare chiarezza: «Siamo legatissimi ad Andrea professionalmente e umanamente, ci ha dato tanto soprattutto nella finale. Non è corretto dire che non si sia riusciti a fare uno sforzo, perché il Presidente non ha mai messo limiti. Il punto è che mai nessuno potrà mettere l’Ascoli sotto i voleri altrui. L’Ascoli sarà sempre al di sopra finché ci sarò io e finché ci sarà la famiglia Passeri. Se qualcuno pensa di poter prendere in giro l’Ascoli, non è così».
Aggiornamento invece positivo su Giacomo De Pieri, l’esterno classe 2006 dell’Inter su cui il Picchio è in vantaggio: «È un ragazzo ambito, siamo molto convinti e spero che a breve si concluda con l’Inter».
Sul profilo ideale dei giovani da 22 a 26 anni già presenti in rosa – Corradini, Alagna, Silipo, Oviszach, Pagliai – il ds è ottimista ma esigente: «Questi ragazzi hanno nelle corde la forza di poter diventare certezze anche in categoria superiore, ma il loro atteggiamento deve essere di estrema concentrazione. Molti ragazzi di questa età vengono venduti da società di B ad altre squadre; noi ne abbiamo tanti che possono imporsi, a patto che non cambi minimamente l’atteggiamento quotidiano dell’anno scorso».

D’Uffizi in azione (foto Pierluigi Giorgi)
Sul fronte delle richieste per i big – D’Uffizi, Gori, Damiani – Patti glissa con eleganza: «Le richieste e le voci ci sono, ed è normale perché ora Ascoli è una piazza appetibile grazie ai calciatori che l’hanno fatta diventare tale. Noi siamo sereni: come l’anno scorso, mettiamo l’Ascoli al di sopra di tutto. Se loro saranno felici di restare qui, saranno assolutamente ben accetti». In particolare su D’Uffizi, indicato da più parti come possibile partente: «Assolutamente no, Simone non ha palesato minimamente nulla, anzi ha passato tutta l’estate ad Ascoli».
In porta la situazione è in evoluzione: «Raffaelli, che l’anno scorso è voluto andar via quasi a tutti i costi, credo non continuerà il percorso con noi. Stiamo valutando cosa fare». Sui giovani come Gorica, Lo Scalzo e Caucci rientrati dai prestiti: «Penso che alla fine verranno in ritiro per essere valutati dal mister».
Chiusura sul tema delle ambizioni: senza proclami, ma con quella sana dose di realismo che ha caratterizzato tutta la gestione bianconera nell’ultimo anno. «L’entusiasmo è un’energia positiva che va alimentata, ma oggi l’Ascoli è una squadra che sta ristrutturando tutto. Io preferirei avere quel pizzico di sana paura di non morire nell’affrontare la nuova categoria. La paura vera è quella che ti porta a fare una vita sana e a evitare pericoli; vogliamo un percorso sano, poi quello che succederà non lo sa nessuno».














