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Nardini presenta
“Ascolto e Partecipazione”:
«20 anni di centrodestra hanno ridotto
la città a una landa desolata»

ASCOLI - Il candidato sindaco della civica di centrosinistra traccia la sua linea programmatica: «Sigleremo un accordo, normato, attraverso il quale la giunta recepirà le istanze degli ascolani per trasformarle in vere e proprie delibere». Le critiche a Fioravanti e Celani
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Walter Sfratato e il candidato sindaco Emidio Nardini (foto Andrea Vagnoni)

di Adriano Cespi 

«Vent’anni di centrodestra hanno ridotto Ascoli ad una “landa desolata”. Dove le uniche cose forti, evidenti e chiare sono la disoccupazione in costante crescita e l’arretramento culturale e sociale in continuo aumento». Emidio Nardini, candidato sindaco di Ascolto e Partecipazione, una civica di centrosinistra, in occasione della conferenza stampa di presentazione della lista alla libreria Rinascita, abbandona per un attimo i suoi abituali toni pacati per attaccare, senza orpelli o sfumature dialettiche «i responsabili di questa cattiva amministrazione della cosa pubblica». «Politici che -puntualizza Nardini- tra dibattiti, interviste e comunicati, non fanno altro che accusarsi a vicenda su chi ha più colpe nell’aver lasciato la città in queste condizioni». E i nomi sono i soliti.

Canzian sostiene Nardini

Attacca Walter Sfratato, candidato consigliere: «Tra Celani, che ha amministrato il capoluogo dal 1999 al 2009; Castelli, che ha guidato l’Arengo dal 2009 ad oggi; e Fioravanti, consigliere di maggioranza dal 2009 al 2014 e presidente del Consiglio comunale, dal 2014, è in corso uno scaricabarile che ha del vergognoso. “Io sono per il rinnovamento”, usa spesso dire Fioravanti, dimenticando che per dieci anni ha avallato tutte le scelte di Castelli; “Io sono per il cambiamento”, ribatte Celani, che forse ha dimenticato di essere stato sindaco di Ascoli nei dieci anni precedenti. E gli ascolani attoniti nell’ascoltare così tante assurdità. E’ ora di dire basta. E se il sentimento che si respira in città è quello che ho percepito, forse è arrivato il momento giusto. Una signora, ad esempio, durante un incontro che abbiamo fatto qualche giorno fa col sindaco di Latina, Damiano Coletta, stessa esperienza politica di Emidio, si è avvicinata a noi e ci ha detto. Nardini non l’ho mai sentito parlar male degli avversari, al contrario di quello che fanno quotidianamente gli altri. Credo proprio che il mio voto andrà a lui».


LA PROPOSTA: «PATTO AMMINISTRATIVO COMUNE-COMITATI CITTADINI PER RILANCIARE ASCOLI»
Ma dopo la critica la proposta. Decisamente diversa da tutte le altre. «La nostra politica -spiega Nardini- è basata sul bene comune, ricetta che a Latina è stata recepita dai cittadini, che alle urne, nel 2016, premiarono l’amico Coletta, candidato di una lista simile alla nostra. Per noi, infatti, al primo posto c’è la gente. E, infatti, qualora dovessimo vincere le elezioni spetterà proprio al popolo farsi promotore di idee e progetti. Basta con le scelte verticistiche, studiate a tavolino in qualche salotto del potente di turno, e poi imposte alla città». Aggiunge Nardini: «Con noi nasceranno dei veri e propri “Patti di collaborazione”, una sorta di contratto stipulato tra Amministrazione comunale e Comitati portatori di interessi pubblici, che fungeranno da linee programmatiche per la giunta. I commercianti, ad esempio, potranno unirsi tra loro e proporre all’interno del “Patto”, che sarà normato a tutti gli effetti, la loro visione di centro storico. Importante, però, che questa proposta non cozzi con gli interessi dell’intera città. Stessa cosa per l’ambiente. E così via. A Bologna, vi ricordo, che di patti di questo tipo ce ne sono 500. Concretezza che arriva dal basso e non come quei libri dei sogni che stanno circolando qui da noi: uno per candidato sindaco, uno per lista. Tutti a promettere la luna senza spiegarci, però, con quali soldi intendono operare». «Noi, invece, faremo un’altra cosa, confronteremo le nostre proposte con quelle dei comitati -conclude il candidato sindaco-. Per arrivare, poi, ad una sintesi. Ma ad una condizione: che sia rispettato ed esaltato il bene comune. Cosa intendo per bene comune? L’acqua è un bene comune, ma anche la cultura è un bene comune, il turismo è un bene comune, le nostre ricchezze storiche ed architettoniche sono un bene comune. Insomma, Ascoli è un bene comune e come tale deve essere deve essere trattata. Con noi l’amministrato potrà assurgere al ruolo di amministratore, in una sorta di bilancio partecipato che deriva da quell’ideale di democrazia partecipata sul quale è nata la nostra associazione. L’importante, ribadisco, è che ogni proposta sia in linea col bene comune».

Ascolto e partecipazione – Nardini

I CANDIDATI CONSIGLIERI
Concluso l’intervento del candidato sindaco è la volta degli aspiranti consiglieri. Prende la voce Graziano Bachetti: «Sono un operaio che, come tantissimi ascolani, ha perso il posto di lavoro a causa della chiusura della fabbrica. Lavoravo alla Prysmian, di cui ero rappresentante sindacale, che da un giorno all’altro decise di chiudere lo stabilimento, pur facendo utili. Ebbene, dopo le tante promesse vane dei politici locali, abbiamo saputo che da tempo in qualche cassetto politico era chiuso un accordo Val Vibrata-Valle del Tronto che se fosse stato tirato fuori prima avrebbe salvato tanti posti di lavoro ed evitato tante chiusure di stabilimenti. Ecco vorrei rappresentare tutte quelle persone che, come me, sono ora disoccupate per colpa dell’incapacità politica di chi ci ha governato finora». Aggiunge Fabio Di Sante: «Ricordo ancora quando incontrando, dopo tanto tempo, il mio compagno di scuola Peppe (Pizi, ndr) parlammo di fare qualcosa per la città. Decidemmo, così, di creare questa associazione e di dargli il nome che porta. Partì tutto da lì, da quella chiacchierata tra vecchi amici. Nessuno pensò alle elezioni. Cosa che è venuta dopo quando, nel silenzio assoluto del centrosinistra sul nome da candidare alle elezioni del 26, lanciamo l’idea Nardini. Il resto lo conoscete tutti. Una cosa è certa, con Emidio alla guida del Comune gli ascolani non correranno più il rischio di essere relegati a semplici portatori di voti, ma diventeranno protagonisti stessi delle decisioni amministrative. Siamo stanchi di aver sopportato questi venti anni di scelte verticistiche, fatte da pochi a scapito dei tanti».

Sottolinea Carla Rossi, ex segretario comunale del Pd: «Qui nessuno è in lotta contro il suo passato. Ma per tentare di dare un futuro migliore alla nostra città. Da insegnante vi dico che i ragazzi sono rassegnati. Al punto che si sono dovuti fare una lista per cercare di farsi sentire. Colpa di noi adulti, certo. Ma, soprattutto, colpa di questi 20 anni di pessima amministrazione di centrodestra. E questi ora hanno l’arroganza di riproporsi attraverso Fioravanti, che ha pure il coraggio di parlare di cambiamento: ma vi rendete conto. O con Celani, per un improponibile ritorno. E, intanto, lo spopolamento di Ascoli prosegue inesorabile e i giovani, ma non solo, continuano ad emigrare all’estero in cerca di lavoro». Turismo e agricoltura-bio sono gli argomenti toccati da Stefano Odoardi: «Se vogliamo proporre al turista Ascoli, dobbiamo pensare ad un pacchetto culturale. Che, però, preveda una programmazione che tenga conto del centro storico, con un’area pedonale più estesa, da valorizzare; delle colture biologiche da promozionare; e del territorio, all’insegna del mare-monti, da veicolare. Tutto questo attraverso, anche, la riapertura della facoltà di Agraria». Puntualizza Massimiliano Catani, ex capogruppo di Rifondazione comunista durante l’amministrazione di centrosinistra a guida Roberto Allevi (1995-1999): «Questa amministrazione chiuderà il suo mandato con un bilancio in rosso di 50milioni di euro: insomma, debiti da ripianare. E chi li pagherà? Noi cittadini naturalmente. Ho sentito, poi, Fioravanti, il sostituto di Castelli, parlare di Saba, di convenzione da cambiare. Ma sei lì da 10 anni. Perché non lo hai fatto prima? Basta prese in giro». E Massimo Speri chiosa: «Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Ascoli».

La lista Ascolto e Partecipazione al completo


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