Nonostante il freddo, il Veglione all’aperto nel cuore di San Benedetto fa ancora il pieno di presenze. Nella notte tra il 31 dicembre ed il 1 gennaio, l’effetto visivo dal palco montato su viale Buozzi era significativo. Tante persone di tutte le età, strette stretto per salutare in allegria il 2025 ed accogliere in musica il 2026.
Un colpo d’occhio che, ancora una volta, conferma come gli eventi di piazza continuino a rappresentare un punto di riferimento per la città, soprattutto nelle notti simboliche dell’anno. Famiglie, gruppi di amici, coppie e tanti giovani hanno scelto di sfidare le temperature rigide pur di condividere insieme il momento del passaggio al nuovo anno, trasformando il centro cittadino in un grande spazio di socialità diffusa.
E di musica ce n’è stata a profusione. Dal pop live proposto da Bianca Atzei, fino alla disco ed alle classiche canzoni ballabili di Capodanno, proposte dallo staff di Radio Italia e dal team della Bottega di Bobo. Un programma pensato per intercettare gusti diversi e generazioni differenti, capace di tenere alta l’attenzione del pubblico per tutta la durata della serata.
Lunghe ore d’animazione per riscaldare un’atmosfera di per sé freddina, con la colonnina di mercurio che – intorno a mezzanotte – non superava i 2 gradi e mezzo. Il freddo, tuttavia, non ha scoraggiato i presenti, che hanno continuato a ballare e cantare fino a notte fonda, dimostrando come la voglia di partecipazione possa andare oltre le condizioni climatiche.
Nel cuore della notte, tutta l’isola pedonale era frequentata come a mezzogiorno. Bar, locali e attività aperte hanno beneficiato di un flusso costante di persone, a conferma dell’importanza di iniziative di questo tipo anche dal punto di vista economico e turistico. Un segnale incoraggiante per una città che punta sempre più sugli eventi per animare il centro e prolungare la permanenza dei visitatori.
Un 2026 partito col botto, anche letteralmente. Lungo la Riviera (compresa piazza Giorgini, a pochi metri dal robusto presidio di forze dell’ordine) non sono mancati i fuochi d’artificio, nonostante un’apposita ordinanza ne vietasse l’utilizzo. Episodi che si ripetono puntualmente ogni anno e che finiscono per alimentare polemiche e interrogativi.
Sempre più persone si chiedono a che serve emanare dei divieti se poi non si fanno rispettare. Un tema che va oltre la singola notte di Capodanno e che chiama in causa il delicato equilibrio tra sicurezza, prevenzione e controlli effettivi. Se da un lato la presenza delle forze dell’ordine ha contribuito a garantire un clima complessivamente sereno, dall’altro resta la sensazione di una normativa percepita come poco incisiva, soprattutto quando viene disattesa sotto gli occhi di tutti.
Nonostante ciò, il bilancio complessivo della serata resta positivo, senza particolari criticità segnalate e con una partecipazione che ha premiato la scelta dell’amministrazione di puntare ancora una volta su un grande evento all’aperto. Un inizio d’anno che lascia in eredità immagini di una città viva, capace di ritrovarsi e festeggiare insieme, ma che allo stesso tempo invita a una riflessione più ampia sull’organizzazione e sul rispetto delle regole nelle occasioni di grande affluenza.
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