Tra Candelora e San Biagio: febbraio di fede e tradizione in Riviera (Foto)

SAN BENEDETTO - L’inizio di febbraio si carica di significati religiosi e identitari. Dalla benedizione delle candele, passando per la Festa dei Funai, la città riscopre e trasmette alle nuove generazioni le proprie radici spirituali e marinare
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di Marco Braccetti

 

Inizio di febbraio carico di significati profondi per la città di San Benedetto, e non solo. Anche in Riviera, lunedì 2 febbraio, si è celebrata la Candelora: appuntamento importante del calendario liturgico cristiano. Mentre martedì 3 febbraio si celebra la ricorrenza di San Biagio. Non un giorno come gli altri per i sambenedettesi. Infatti, si tratta del patrono di funai, canapini e retare: antichi mestieri indissolubilmente legati alla storia marinara locale.

 

Ma procediamo con ordine, partendo dalla Candelora. Cronache Picene ha seguito il rito presso la parrocchia di San Filippo Neri, territorio a cavallo tra San Benedetto e Grottammare. Decine e decine di persone si sono ritrovate nei giardini dell’oratorio per la tradizionale benedizione delle candele, officiata dal giovane vice parroco don Giovanni Rossi.

 

Successivamente, fedeli di tutte le età si sono uniti per una breve processione aux flambeaux, conclusa all’interno della chiesa. È stato ricordato il senso profondo della giornata: dal punto di vista religioso, la Candelora rievoca la Presentazione di Gesù al Tempio e la Purificazione di Maria, quaranta giorni dopo la nascita di Cristo. Il rito centrale è la benedizione delle candele, simbolo di Cristo come “luce del mondo”, da cui deriva il nome stesso della festa.

 

Accanto al significato liturgico, la Candelora è fortemente radicata anche nelle tradizioni popolari. Nel Piceno, in particolare, è legata a proverbi meteorologici che cercano di prevedere la fine dell’inverno. Per il territorio rivierasco, come detto, è significativo anche il giorno di San Biagio, il 3 febbraio. La ricorrenza, istituzionalizzata nel 2007 dall’Amministrazione comunale, trae origine dalla festa organizzata il 3 febbraio 1911 da don Francesco Sciocchetti, allora parroco della chiesa di Santa Maria della Marina, in occasione dell’elevazione di un altare a San Biagio, protettore dei cardatori.

 

L’altare di San Biagio, all’interno della cattedrale della Marina

Altare tutt’ora visibile e venerato all’interno della basilica-cattedrale di piazza Nardone. Dal 2007 in poi, le celebrazioni di San Biagio hanno preso il nome di Festa dei Funai. Quest’anno si celebrano sabato 7 febbraio, con appuntamento a partire dalle ore 17 presso il Museo del Mare: piazza del Pescatore, zona Molo Nord.

 

L’iniziativa, a partecipazione gratuita, propone una riflessione corale su gesti e strumenti della vita marinara, attraverso performance, narrazioni e proiezioni.

 

«La Festa dei Funai – fanno sapere dal Comune – è un appuntamento con la tradizione della nostra San Benedetto, un momento dedicato alla custodia e al trasferimento alle nuove generazioni del valore delle tradizioni cittadine affinché ne rimanga traccia nella comunità. È importante celebrarla e, ancor più, rendere partecipi di questo momento le nuove generazioni, affinché prendano coscienza di ciò che è stata la storia di San Benedetto e dei sambenedettesi e siano consapevoli di quanta strada la nostra città ha percorso, dai suoi albori a oggi».

 

 

La Candelora 2026 a San Filippo Neri

La Candelora 2026 a San Filippo Neri

Don Rossi benedice le candele

 

La Candelora 2026 a San Filippo Neri


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