Samb-Ascoli, tutto in una notte: la passione del Derby l’ultima magia di un campanilismo superato dai fatti

SERIE C - Le ultime informazioni prima dell'incontro che avrà inizio alle ore 21: uno sguardo anche alla demografia, storia, economia, turismo visti attraverso gli occhi del pallone
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di Pier Paolo Flammini

 

In un secolo, da due città completamente diverse pur se distanti appena 30 chilometri, a una unica città o quasi. Restano quei colori così complementari e contrastanti: da una parte il rosso e il blu, dall’altra il bianco e il nero. Samb-Ascoli non sarà mai una partita come tante altre anche se va ricordato che purtroppo una minoranza tende ad eccedere e trasformare una partita di calcio in quel che non è.

 

99 anni di sfide, a partire dal 1927, quando si giocò alla Trappoletta (attuale Piazza San Giovanni Battista) prima di trasferirsi al Littorio rinominato Fratelli Ballarin dopo la tragedia di Superga, e infine nel 1986 l’approdo al “Riviera delle Palme”, dove il derby ha atteso quasi quarant’anni prima di tornare: il 29 ottobre 2026 in Coppa Italia di Serie C (2-1), appena tre giorni dopo la gara di andata in campionato (1-0 per l’Ascoli). Adesso il ritorno.

 

Il derby della neve del 7 marzo 1971, finirà 2-0 con reti di Carnevali e Caposciutti, nella foto in primo piano il capitano della Samb Paolo Beni

Si giocherà con una temperatura attorno agli 11 gradi, cielo nuvoloso, scarsa probabilità di pioggia anche se in giornata la nebbia e le leggerissime precipitazioni potranno rendere il campo non pesante ma forse un po’ scivoloso. Cosa ben diversa dall’altro derby passato alla storia come “derby della neve”, giocato il 7 marzo 1971 e terminato 2-0 (gol di Carnevali e Caposciutti).

 

Per gli scommettitori favorita l’Ascoli: per la Snai vittoria ascolana pagata 1.95 la quota, pareggio 3.05, vittoria Samb 3.85.

 

Ma vediamo come sono cambiate le due città in questi 99 anni. Ascoli ha 45.250 abitanti, San Benedetto 47.023 (novembre 2025). Nel 1931 Ascoli ne aveva 36.720 (il massimo nel 1971, 55.217), San Benedetto nel 1931 contava 17.189 (il massimo in questi ultimi anni oltre i 47 mila residenti). Ascoli è città molto più estesa geograficamente: ben 160,5 chilometri quadrati di superficie, contro gli appena 24,5 di San Benedetto.

 

Per il portale Registroaziende.it a San Benedetto sono presenti complessivamente 7.968 aziende di cui 1.864 società di capitali, con un fatturato complessivo di quasi 2 miliardi di euro. Ad Ascoli invece presenti 5.799 aziende di cui 1.341 società di capitali, con un fatturato complessivo che supera 3,6 miliardi di euro. Per quanto riguarda il turismo, Ascoli nel 2024 ha sfiorato le 80 mila presenze, San Benedetto, nello stesso periodo, 825.385 presenze.

 

Insomma, due città con dinamiche storiche, politiche e sociali molto diverse che stanno raggiungendo proprio in questo ultimo decennio un equilibrio: a San Benedetto vivono ormai stabilmente migliaia di residenti ascolani. Le due città, una volta marinara l’una e borghese l’altra, sono pressoché integrate anche se resta una forte diversità politica: più unita, meno rissosa e coesa la politica e la comunità ascolana, divisa e incapace di dare continuità quella sambenedettese.

 

Se vuoi approfondire aspetti non solo calcistici ma anche culturali e sociologici riguardo San Benedetto e Ascoli, ricordiamo il nostro articolo precedente al derby dello scorso ottobre

Verso Ascoli-Samb/Più di due squadre di calcio, più di due città: in 30 chilometri un pezzo di storia italiana


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