(foto Ascoli Calcio)

È ufficiale: l’Ascoli Calcio, insieme alle famiglie Passeri, Turla, Ubaldi e Galli, ha acquisito il centro sportivo Picchio Village. L’annuncio è arrivato nel pomeriggio di oggi nella sala stampa dello stadio “Del Duca”, alla presenza del presidente Bernardino Passeri, del sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti, dell’assessore allo Sport Domenico Stallone e degli imprenditori coinvolti nell’operazione. Il club ottiene così una casa di proprietà per la prima squadra e per il settore giovanile.

È stato il presidente Passeri ad aprire gli interventi, ricordando che l’acquisizione era un obiettivo fissato fin dall’inizio del progetto: «Questo è un giorno molto importante, quando siamo partiti col progetto Ascoli l’acquisizione del centro sportivo era uno degli obiettivi che ci eravamo prefissati. Sono arrivate prima la promozione, prima la curva, prima la grande sinergia col territorio e il popolo piceno. Oggi per noi è una pietra miliare perché riteniamo che ripartire dalle basi e dalle giovanili, dalla cantera, è fondamentale per l’Ascoli e per tutto il movimento del calcio italiano».

Il presidente Bernardino Passeri (foto Pietro Festuccia)

Il presidente ha poi ringraziato i nuovi soci, tornando sul clima in cui era arrivato in città: «Questi amici sono stati i primi a non farmi sentire solo: quando sono arrivato più di un anno fa c’era un clima teso e scetticismo verso di me perché avevo fatto parte della compagine precedente e perché ho sempre avuto rapporti con Massimo Pulcinelli. Sono contento di avere al mio fianco soci giovani e importanti del territorio, per di più nel mio stesso settore. Tutto quello che faremo anche per la riqualificazione dello stadio sarà con loro e con l’amministrazione, che fino ad oggi ci ha dato tutto il supporto».

Passeri ha quindi illustrato la struttura dell’operazione: «È stato acquistato il bene immobile, sette ettari di terreno, a prescindere dalla società che ne deteneva la proprietà e di cui anche l’Ascoli Calcio aveva una quota minoritaria. Quindi l’Ascoli esce dalla proprietà di quella società, ma entra nella nuova società che ha acquisito il bene immobile». Le quote sono di circa il 20% ciascuna e sono suddivise tra Ascoli Calcio, famiglia Passeri, Turla, Ubaldi e Galli, con una maggioranza relativa che fa capo al club e ai Passeri.

Sul piano degli interventi, il presidente ha spiegato: «Faremo la ristrutturazione dei campi in erba, poi quelli sintetici, oltre a completare la struttura. Possiamo avere una sezione prima squadra, un’altra per le giovanili e quella dedicata al pubblico. C’è l’idea di costruire strutture sanitarie e fisioterapiche per atleti ed esterni, foresteria, ma è tutto in fase embrionale». Non è mancato un riferimento alla storia del centro: «Il progetto iniziale era ambiziosissimo per l’epoca. Quello di oggi è ambizioso e cercheremo di incamerare tutto quello che possiamo delle zone limitrofe».

Il sindaco Fioravanti ha collegato la notizia al percorso che ha portato anche alla nuova Curva Sud: «Qualche mese fa, proprio qui, abbiamo annunciato l’apertura della nuova Curva Sud con un impegno significativo del Comune. Oggi annunciamo un’infrastruttura determinante per il ruolo dell’Ascoli Calcio e per il ruolo sociale che ha questa città, grazie all’impegno importante della famiglia Passeri, insieme a Turla, Ubaldi e Galli». Il primo cittadino ha ringraziato Francesco Bellini, «l’amicizia che ci legava e la gratitudine che ho avuto da sempre per lui, per la sua famiglia, per la moglie Marisa», aggiungendo che «in questi anni l’investimento su quel centro ha svolto anche un ruolo fondamentale per la crescita calcistica anche dei bambini». E ancora: «Investire sulle infrastrutture sportive significa investire sul futuro dell’Ascoli Calcio e della città. Rafforza il progetto e rafforza l’atteggiamento che questa famiglia sta assumendo e che piace agli ascolani: la concretezza di chi va avanti con i fatti. Fino a ieri nessuno sapeva nulla di tutto questo, oggi annunciamo l’acquisizione di quel centro sportivo. Questo stile è in linea con lo stile degli ascolani, gente umile, che lavora e che non sopporta i superbi».

Spazio poi agli imprenditori. Danilo Turla ha rivendicato la vicinanza al club: «Siamo stati sempre vicini all’Ascoli Calcio, in modo particolare alla famiglia Passeri, fin dal primo giorno. Investire sulla parte immobiliare rende più solida una struttura che punta molto sui giovani. Il Picchio Village è la casa della prima squadra, ma anche dei giovani e questo ci rende ancor più orgogliosi di far parte di questo progetto». Per lui e per Massimo Ubaldi, ha ricordato, è un ritorno: «Massimo questo centro l’ha costruito e io ho fatto un revamping quando la famiglia Bellini ha rilevato l’Ascoli Calcio, quindi conosciamo bene la struttura. Ai tempi di Bellini mi mandarono a vedere i centri anche di club di Serie A, ma non abbiamo nulla da invidiare. Faremo anche un miglioramento energetico della struttura».

Turla ha ringraziato Marisa Bellini, che ha seguito tutte le fasi dal Canada con i suoi professionisti e che sarà incontrata a novembre, al suo ritorno in Italia, oltre al direttore generale Capaldi e a Loredana di Lorenzo, la legale che ha seguito la fase contrattuale fino alla firma del preliminare davanti al notaio Filauri. Poi l’impegno sul nome: «Intitoleremo il centro a Francesco Bellini, la denominazione esatta la concorderemo con Marisa Bellini, col presidente Passeri e gli altri soci».

Massimo Ubaldi ha rivolto un ringraziamento particolare a Turla, «che ha perso più tempo di tutti in questa vicenda», e ha sottolineato l’importanza di una struttura propria: «Da qui in avanti credo che società di queste dimensioni non possano più fare a meno di avere una struttura importante a livello di campi di allenamento per la prima squadra e per il settore giovanile, è fondamentale avere una casa propria. Questa struttura l’avevamo pensata tanto in grande molti anni fa, vediamo dove è possibile riportarla». William Galli ha spiegato come è nato il suo coinvolgimento: «Come Sofer ci siamo accodati a tre amici che ci hanno prospettato questo progetto, ci è piaciuto, ci siamo calati subito in questa avventura. Da anni collaboriamo col club, il progetto è ambizioso, se sviluppato bene sarà anche un progetto interessante in prospettiva futura per i giovani, sfrutteremo tutte le potenzialità che ha il centro».

Nel confronto con i giornalisti sono emersi altri dettagli. Il preliminare è già stato firmato e registrato, mentre il rogito definitivo è atteso tra novembre e la fine dell’anno: in quell’occasione, con la presenza di Marisa Bellini, verranno illustrati anche i costi dell’investimento. La struttura rimasta incompiuta non presenta problemi statici e sarà ultimata, mentre la precedente società aveva già versato gli oneri per il cambio di destinazione d’uso. Il centro, esteso su un’area di sei-sette ettari, sarà articolato in tre zone: una per la prima squadra, una per il settore giovanile e una aperta al territorio, con centro medico-sanitario, fisioterapia e foresteria per i ragazzi del vivaio che arrivano da fuori. Prevista anche una tettoia per i genitori, con l’obiettivo di fare del centro un luogo di aggregazione e di dotarlo di nuove tecnologie e app per seguire l’attività dei giovani. Alla domanda sul coinvolgimento degli imprenditori nella futura riqualificazione dello stadio e dell’area circostante, la risposta è stata un «assolutamente sì».

In chiusura, un pensiero alla partita di domani contro l’Empoli. Fioravanti ha richiamato la lezione di Costantino Rozzi: «Dobbiamo mantenere i piedi ben piantati a terra e gli occhi rivolti alle stelle. Serve massima umiltà. La vittoria più bella è l’ambiente». Passeri ha concluso: «Domani arriva l’Empoli, che è una grande squadra, ma noi giocheremo come sempre per vincere, con la massima umiltà e il sostegno del nostro straordinario pubblico».

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