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Palazzo Saladini Pilastri
in vendita, Italia Nostra:
«Lo acquisti il Comune»

ASCOLI - La sezione ascolana, presieduta da Gaetano Rinaldi, ripropone quanto già fatto - ma senza successo - per Palazzo Sgariglia. «Ed è indubbio che la scelta di destinare il palazzo alla funzione residenziale, se ha portato qualche utente in più nel centro storico  della città, non ha contribuito minimamente alla sua rivitalizzazione»
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Palazzo Saladini Pilastri, in corso Mazzini ad Ascoli, è in vendita. Per la sezione locale di Italia Nostra, il Comune non deve perdere

l’occasione di acquistarlo e renderlo un luogo per valorizzare il centro storico dal punto di vista culturale.

Ecco cosa si legge nella nota firmata dal presidente Gaetano Rinaldi:

Gaetano Rinaldi

«Sembra che si accenda qualche luce di speranza per le sorti del Palazzo Saladini Pilastri di Corso Mazzini, uno dei complessi immobiliari più prestigiosi di Ascoli, che comprende oltre al palazzo, una chiesa da tempo immemorabile chiusa al culto e non visitabile e un giardino di stupefacente bellezza, anche  questo non fruibile pur  per una veloce visita  sia da parte dei cittadini sia da parte di  qualche avventuroso turista  giunto per caso  nei suoi  pressi.

Come è noto, infatti, pare che il complesso sia stato messo in vendita dai legittimi proprietari. E’ evidente che per una costruzione così imponente e prestigiosa sarebbe augurabile che non si  ripeta quanto, a nostro parere  in maniera inopportuna , si è verificato per un altro prestigioso palazzo e cioè per l’imponente Palazzo Sgariglia di Corso Mazzini, donato alla città, dai mobili Marchesi.

A più riprese la nostra Sezione  propose che  il palazzo, previa la messa in sicurezza  e il recupero, venisse utilizzato quale sede di rappresentanza della Scuola di Architettura e  come sede per l’allestimento di  mostre.

Certo, è vero, la maledizione del Covid ha inferto un colpo mortale a queste forme di relazioni. Ma è ancora più certo che prima o poi questa calamità terminerà.  E Ascoli dovrà per forza essere pronta a riprendere il cammino interrotto se vuole ridare forza al  ruolo che le compete per farla uscire dalle condizioni di marginalità che  appaiono  sempre più evidenti.

Ed è indubbio che la scelta di destinare il palazzo alla funzione residenziale, se ha portato qualche utente in più nel centro storico  della città, non ha contribuito minimamente alla sua rivitalizzazione.

Non vorremmo, per questo motivo,  che anche per il prestigioso Palazzo Saladini Pilastri si ripeta la stessa storia.

Già nell’ elaborazione del proposte per la realizzazione del Parco Culturale ed Ambientale di Ascoli, Giardino di Pietra (Il Distretto Culturale, un processo modulare (2) Proposta 8 parchi (1)), la Sezione  ha indicato nella creazione di laboratori e strutture culturali.

Per questo  è augurabile che il Comune si faccia promotore di iniziative che favoriscano questa destinazione, sollecitando la collaborazione della sempre disponibile Fondazione, invitandola a riconsiderare la possibilità di acquistare il Palazzo rinnovando il tentativo,  che  viene riferito,  fu avviato tanto tempo fa  peraltro senza  un esito positivo. Se quella volta non se ne fece niente, ora veramente si presenta l’occasione per  dare un contributo  fondamentale al rilancio della città,  per avviare un processo di sviluppo di Ascoli e del territorio veramente importante e per  ridare un speranza di vita e di occupazione ai tanti giovani privi di lavoro.

E’ evidente che,  per render attuabile questo progetto sicuramente complesso, sarà necessario favorire la collaborazione e il coinvolgimento di tutti i soggetti che rappresentano la spina dorsale della cultura ed economia  del territorio:  dalla locale Scuola di Architettura e Design alle associazioni culturali e di tutela, dagli Ordini professionali alle organizzazioni sindacali, dagli operatori economici  al mondo della scuola.

Insomma una concorde e fattiva collaborazione per il bene della città e del territorio.

La sezione  si augura che non si  perda anche questa occasione e che,  a fronte delle sicure difficoltà che occorrerà superare , non si rinunzi a volare altro e che si segua il virtuoso esempio dei nostri antenati che hanno sempre pensato in grande e ci hanno lasciato una eredità  che dobbiamo dimostrare di meritare».

 


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