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L’impegno di Acquaroli:
«Moltiplicheremo i punti vaccinali»
Da Fratelli d’Italia no a patente immunità

SALUTE - Il presidente della Regione è intervenuto ad un webinar organizzato dal deputato Mauro Rotelli. Presente anche l'onorevole Marcello Gemmato, responsabile del Dipartimento Sanità del partito
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di Andrea Braconi

Il vaccino come elemento dirimente per la ripartenza. «Oltre che salvare tante vite, sviluppare una campagna di vaccinazione efficace significa salvare tante imprese e famiglie». Ne è sempre più convinto il presidente Francesco Acquaroli, intervenuto ad un webinar organizzato dal suo amico e collega di partito Mauro Rotelli, deputato di Fratelli d’Italia eletto nel Lazio. All’incontro ha preso parte anche l’onorevole Marcello Gemmato, responsabile del Dipartimento Sanità del partito guidato da Giorgia Meloni.

«Da un paio di settimane nelle Marche si sta verificando una recrudescenza, soprattutto per la presenza della variante inglese -rimarca Acquaroli -. Dopo Ancona si sta estendendo anche nella provincia di Macerata e stiamo cercando di agire per bloccare questo contagio diffuso. Vogliamo riportare la curva epidemiologica ad un livello accettabile».

Dentro un’emergenza sempre più pressante, la Regione Marche sta cercando tutte le vie possibili per raggiungere un obiettivo: moltiplicare i punti vaccinali, garantendo piena sicurezza.

«In Giunta abbiamo approvato un provvedimento per un accordo con i medici di medicina generale -spiega il governatore-. Inoltre, abbiamo avviato un confronto molto serrato con associazioni categoria, sigle sindacali, imprese e stiamo lavorando per un protocollo che preveda la vaccinazione anche nei luoghi di lavoro. Per fare questo servirà sicuramente un coordinamento per la logistica».

Per il presidente «costa sicuramente meno vaccinare piuttosto che fermarsi» e partendo da questo assunto ha scelto di innescare un confronto con il mondo imprenditoriale, raccogliendo una disponibilità trasversale.

«Questa è una fase che ci deve vedere uniti, facciamo squadra per fermare il prima possibile gli effetti di questa curva -puntualizza Acquaroli-. È una fase molto complicata, occorrono buon senso e molta attenzione. L’effetto della variante inglese è anche molto più veloce rispetto a ciò che conosciamo e occorre puntare sui comportamenti giusti, nel rispetto delle norme e del buon senso, per farci evitare ulteriori misure di mitigazione».

Ma i vaccini, ha tenuto a precisare, non stanno purtroppo arrivando. «Aspettiamo le forniture Pfizer per gli ultra 80enni e per le cosiddette categorie fragili. Nel frattempo da qualche giorno abbiamo iniziato la somministrazione di AstraZeneca e sono soddisfatto del lavoro di tutto il nostro servizio salute. Serve una filiera istituzionale che garantisca la fornitura di vaccini, serve un’attenta distribuzione ed una capillare diffusione in più luoghi possibili per far sì che in primavera riusciremo a creare l’immunità di gregge per tornare alla normalità e far respirare le attività economiche. E sarà importante anche per dare un sospiro di sollievo a strutture e operatori sanitari, anch’essi molto stanchi».

Per l’onorevole Gemmato da giugno a settembre l’Italia era riuscita a prendere vantaggio rispetto al virus.

«In quel momento dovevamo agire, invece ci siamo illusi – e parlo di Arcuri, Speranza e Conte – che fosse passato. Invece, questo fenomeno di recrudescenza nelle Marche sarà diffuso in tutto il territorio nazionale e avremo una terza fase pesante».

Fratelli d’Italia, che ha scelto di non dare la fiducia al Governo Draghi, ha però manifestato a più riprese l’intenzione di dare vita ad una opposizione costruttiva e funzionale per il Paese. «Draghi -sottolinea  Gemmato- ha fatto bene a stoppare l’esportazione di vaccini AstraZeneca verso l’Australia. Inoltre, avendo industrie anche private che possono produrre vaccini, qui avremmo potuto fare come è accaduto in Germania”.

Quanto alla libertà o meno di vaccinarsi, Fratelli d’Italia resta convinta assertrice dell’opportunità delle vaccinazioni, di una forte campagna di sensibilizzazione ma senza alcun obbligo.

«Le attività individuali vanno preservate, non può esistere un patente che stabilisca chi possa uscire di casa e chi no».




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