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Capodacqua e la rinascita: la centrale idroelettrica è tornata a produrre

ARQUATA DEL TRONTO - Danneggiata dal terremoto, ecco un segno di speranza per la piccola frazione distrutta dal sisma e abbandonata dai suoi abitanti. Il commissario alla Ricostruzione Guido Castelli: «E' una giorno significativo in cui ricostruzione e rigenerazione economica si fondono nel segno della rinascita e dello sviluppo». Il sindaco Michele Franchi: «Ringraziamo Enel Green Power per aver avviato celermente il progetto e aver voluto investire sul nostro territorio»
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Una promessa mantenuta che segna la rinascita e la proiezione verso il futuro di un territorio dilaniato dal terremoto dell’agosto 2016. Si riaccende la speranza, sprigionando una nuova energia, a Capodacqua di Arquata del Tronto, con la messa in esercizio della storica centrale idroelettrica e la produzione di energia rinnovabile di Enel Green Power. Dopo cinque anni di stop e altri due (dal 2021) di lavori, ritorna a nuova vita completamente ristrutturata nel segno della sostenibilità ambientale, innovazione ed economia circolare.

L’impianto ultracentenario, con una potenza installata di 300kW, che da pochi giorni ha ricominciato a produrre energia, è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 400 famiglie. La centrale è parte integrante del territorio ed è la seconda volta che viene ricostruita. La prima volta fu a causa dei bombardamenti dei tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale. Poi il sisma.

La centrale, che fa parte del bacino idrografico del fiume Tronto insieme ad altri cinque impianti, nelle Marche e nel Lazio, targati “Enel Green Power Italia” (Scandarello, Venamartello, Capodiponte, Castellano, Ascoli Porta Romana), è un esempio di economia circolare e bioedilizia.

 

Per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sua resistenza sismica, la struttura portante è stata infatti ricostruita in legno. Con i suoi scarti, utilizzando come isolante la colla di riso, i pavimenti sono realizzati da piastrelle ricavate dalle macerie del terremoto, attraverso un progetto di collaborazione fra l’Università di Camerino e due aziende del territorio.

Sfruttando un salto idraulico di circa settanta metri e una portata di 500 litri al secondo, l’impianto produce energia rinnovabile in grado di evitare circa 800 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. La centrale sarà inoltre dotata di pannelli solari.

 

Oltre alla ricostruzione della centrale, ad Arquata sono stati realizzati, in fase di realizzazione e programmati ulteriori interventi che coinvolgono altre società del Gruppo Enel, come l’installazione (a costo zero) di 256 corpi illuminanti a led – i primi 5 sono stati accesi nella piazzetta di Capodacqua – e interventi di illuminazione artistica che andranno a valorizzare la centrale; la ricostruzione, potenziamento e digitalizzazione di parte della rete di distribuzione locale, lo sviluppo della rete di infrastrutture di ricarica per auto elettriche.

Capodacqua devastata dal terremoto

«Questa è una giornata veramente significativa per la comunità di Capodacqua e per tutta Arquata del Tronto – le parole del commissario alla Ricostruzione Guido Castelli – un giorno nel quale ricostruzione e rigenerazione economica si fondono nel segno della rinascita e dello sviluppo. La storica centrale idroelettrica di Enel Green Power, che ringrazio per il lodevole lavoro e sforzo profuso, potrà servire 400 famiglie. Un messaggio chiaro alle comunità che hanno tanto sofferto: passo dopo passo torneremo alla normalità, restate nei vostri amati territori».

 

Gli fa eco il sindaco di Arquata Michele Franchi: «Accogliamo con speranza ed entusiasmo la rinascita della centrale idroelettrica di Capodacqua, e ringraziamo Enel Green Power per aver avviato celermente il progetto e per aver voluto investire sul nostro territorio. Questo è un importante segnale per la ricostruzione della nostra terra, la cui rinascita passa anche dagli investimenti economici ed ecosostenibili».

Luca Solfaroli Camillocci, responsabile Enel Green Power Italia: «Per dare un segnale concreto di vicinanza al territorio per noi era importante rimettere in funzione questo impianto. Sostenibilità significa anche essere presenti, ascoltare e intercettare le aspettative delle persone e i loro bisogni. Lavorando sulla ricostruzione abbiamo scoperto che esiste un legame fortissimo tra la centrale e il territorio e ci auguriamo che la ripartenza del nostro impianto possa essere di incoraggiamento per le persone di Capodacqua, proprio come il loro entusiasmo ci ha supportato nella progettazione e nelle fasi di cantiere».


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