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Andrea Ferretti, ecco che cosa rappresentavi per Ascoli e per tutti noi: il tuo ricordo rimarrà indelebile (Video e foto)

LA CITTA' si è fermata per salutare il decano del giornalismo ascolano e della Quintana, improvvisamente e prematuramente scomparso il 18 aprile scorso. Il rito funebre, celebrato al Duomo da don Luigi Nardi, ha visto la sentita partecipazione di tantissime persone, dai rappresentati dell'Amministrazione comunale alle associazioni, passando per i numerosi colleghi non solo del Piceno
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di Maria Nerina Galiè 

(Video e Foto di tutta la redazione di Cronache Picene)

E’ stato un omaggio più che un saluto. E di certo non l’ultimo saluto quello che tutta la città di Ascoli oggi, 20 aprile, ha rivolto ad Andrea Ferretti, il direttore delle nostre testate Cronache Picene e Cronache Fermane, giornalista da una vita come pure autorevole esponente della Quintana.

Andrea Ferretti se n’è andato all’improvviso, la notte del 18 aprile. Ed ancora è difficile credere che sia accaduto davvero, così come è inconfutabile quanto abbia rappresentato non solo per noi colleghi ma per l’intera città: il Duomo di Ascoli, dove si è svolto il funerale, era gremito di persone in lacrime, strette intorno alla moglie Anna Rita e all’amatissimo figlio Valerio.

Ad accogliere il feretro, sul sagrato della Cattedrale, c’era tutto il Sestiere di Porta Romana, di cui Adrea era storico capo dei tamburini che hanno rullato per accompagnarlo fino all’ingresso. E per tutta la funzione religiosa i suoi sestieranti, insieme con una rappresentanza del Gruppo Comunale, gli sono rimasti accanto, mentre tra i banchi si alternavano quintanari di tutti i Sestieri. All’uscita della bara, il saluto è stato solenne, come a lui sarebbe piaciuto nonostante non amasse le luci della ribalta.

(Continua a leggere dopo il video)

Invece per Andrea oggi non sono voluti mancare tanti rappresentanti della città, dall’Amministrazione comunale ai rappresentanti dell’Ascoli Calcio (altra sua grande passione espressa con la professione), di associazioni e gruppi di volontariato che ha seguito nella sua lunga carriera di giornalista. E la stampa, locale non solo, è stata pure presente in massa.

«Io ci credo, Andrea è vivo anche se ha concluso questo cammino sulla terra con noi. Siamo qui per testimoniare questo», ha detto don Luigi Nardi, il parroco del Duomo che ha celebrato la messa, durante l’omelia.

«Nonostante la prematura ed improvvisa scomparsa – ha continuato il sacerdote – Andrea ha vissuto una vita ricca e intensa, dal giornalismo, sulle orme del fratello Bruno (scomparso nel 2o2o, ndr), alla Quintana, come si può ben vedere qui, all’Ascoli Calcio (sulla bara una maglietta della squadra, con il suo nome, ndr). Possiamo tranquillamente dire che Andrea ha portato a compimento la sua carriera, realizzando così il progetto che Dio ha per ciascuno di noi».

Massimo Massetti

Per Massimo Massetti, presidente del Consiglio degli Anziani della Quintana, «sembra assurdo progettare il 70ennale della storica manifestazione e la benedizione della Madonna della Pace, senza Andrea Ferretti. Lui era la memoria storica. Il nostro compito ora è quello di continuare a ricordare, lui e tutto quello che ha ci dato».

Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha raccontato dei numerosi “battibecchi” via WhatsApp, «l’ultimo pochi giorni fa, come è normale che sia tra un amministratore ed un cronista, tra l’altro di caratteri simili. Mi rammarico di non aver fatto in tempo, stavolta, a “fare pace”, a chiedergli scusa.

Da giornalista era chiamato a portare avanti critiche costruttive per migliorare la città di cui, posso testimoniarlo, era davvero innamorato. Quando veniva da me il suo obiettivo era il miglioramento della Quintana, dell’Ascoli Calcio e della città stessa».

Nunzia Eleuteri

Poi è stata la volta di Nunzia Eleuteri, amministratrice di Cronache Picene e di Cronache Fermane, al completo al funerale, e che ha portato la vicinanza anche di Cronache Maceratesi e di Cronache Ancona, rappresentate queste – oggi ad Ascoli – da Alessandra Pierini.

E’ stata proprio Nunzia Eleuteri, insieme ai colleghi più stretti, non riuscendo a contattare Andrea per qualche ora, la mattina del 18 aprile, (cosa che in qualsiasi mestiere può apparire normale) ad aver dato l’allarme: «È stato lampante quanto drammatico capire che ti era successo qualcosa, perché da mezzanotte non pubblicavi articoli e non eri sulla chat.  Andrea, sei stato determinante per le nostre testate. Eri il nostro ufficio anagrafe. Conoscevi tutti. Eri orgoglioso del lavoro. Con i risultati raggiunti, numeri alla mano, stavi raccogliendo i frutti di una vita di lavoro e di passione. Dovevamo fare ancora tanto insieme e io ti prego di continuare ad aiutarci a rendere un servizio di informazione puntuale e competente all’intera provincia di Ascoli».

A nome del Sestiere di Porta Romana ha parlato infine Serafino D’Emidio, ribadendo quanto scritto nello striscione che campeggia davanti alla sede del Sestiere e che può essere abbracciato da tutti, pensando ad Andrea Ferretti: «Ora scrivi su una nuvola la più bella delle favole».

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Caro Andrea, ti scrivo

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