
Il ponte seminascosto dalla vegetazione
di Luca Capponi
A breve saranno tre anni, per quello che ormai sembra un destino segnato: l’oblio. Tre anni di chiusura del Ponte di Tasso, storico monumento di epoca medievale situato a metà strada tra Ascoli e la frazione di Castel Trosino, sulle acque del fiume Castellano, divenuto col tempo inaccessibile a causa di una serie di circostanze che vedono al centro soprattutto la sicurezza, di cui abbiamo parlato più volte (l’ultima qui).

Le immagini, scattate di recente, parlano chiaro. Vegetazione e sterpaglie, com’è logico e naturale visto il luogo boschivo, si stanno riappropriando della zona e soprattutto del manufatto, da più di una prospettiva quasi nascosto alla vista. Inutile sottolineare nuovamente quanto si tratti di una situazione a dir poco spiacevole, frutto anche di lassismo ed abbandono protrattisi nel tempo. Troppo a lungo, fino al probabile punto di non ritorno odierno.
Da aggiungere c’è poco (sotto ci sono alcuni degli articoli usciti negli ultimi anni), tranne la palpabile amarezza, mista alla preoccupazione, che lo scorrere del tempo sta portando con sé, in un fazzoletto di terra dove, a pochi chilometri di distanza, si è già registrata la perdita di un altro bene storico come l’Eremo di San Giorgio, quasi del tutto crollato dopo decenni di problemi legali, incuria e degrado.

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