
In matematica uno più uno fa sempre due. Nel calcio invece due occasioni, due dubbi, due situazioni non fanno mai…niente. O quasi. Insomma si può sbagliare anche due volte e rimandare il tutto alle…chiacchiere da bar.
Contro l’Empoli, sabato 17 ottobre, l’Ascoli crea tanto ma…non distrugge l’avversario. Anzi ha dovuto rincorrere per riequilibrare il punteggio. Un errore, non certo di gioventù in difesa, ha messo la partita in salita.
L’Ascoli in campo forse “ricama” un po’ troppo e gli attaccanti, o meglio l’attaccante, è sempre …un lupo solitario. Brunori nei primi 23’ non tocca palla. Poi si inventa uno slalom alla Gustavo Thoeni e apparecchia per il gol del pari realizzato dalla “bestia” bianconera Rizzo.
Mister Tomei, sempre in piedi, urla e sbraita dalla panchina; il vice Agostinone fischia alla…Trapattoni. Un primo tempo bello da vedere con qualche brivido dietro ma senza emozioni in attacco. Ma è pur sempre una partita piacevole.
Nella ripresa la musica non cambia. L’Ascoli continua nel suo vertiginoso possesso palla ma l’Empoli con le sue marcature asfissianti, gioco duro e molto falloso, chiude tutti i varchi: non ti fa giocare.
L’arbitro permette tutto e di più: i cartellini l’ha dimenticati nello spogliato e quando ne tira fuori uno è ora di andare sotto la doccia.
Anche mister Tomei accellera e ne cambia 4 in un solo colpo. Un po’ troppi per l’economia del gioco. Al poker dell’Ascoli risponde la scala reale dell’Empoli.
Infatti quando poi si fa male Curado l’ultima sostituzione diventa obbligatoria e sfuma così la (eventuale) possibilità di inserire la seconda punta. Purtroppo nessuno prevede il futuro ed allora, tra mille recriminazione, prendiamoci questo punto e andiamo avanti.
























































