L’assenza di Samuele Damiani ad Arezzo ha aperto le porte a Matteo Ricci. Una soluzione d’emergenza, arrivata praticamente a pochi minuti dal fischio d’inizio, che ha restituito a Francesco Tomei una risposta incoraggiante.

Matteo Ricci, centrocampista bianconero
Il centrocampista bianconero ha giocato tutta la partita, dimostrandosi un’alternativa concreta in mezzo al campo.
Ma l’Ascoli può stare tranquillo? Serve calma anche nella valutazione del fastidio accusato dal numero 4, che potrebbe tenerlo ai box contro il Palermo per non rischiare.
In tal senso i numeri della prestazione di Ricci offrono diversi spunti interessanti. Il primo riguarda la qualità nella gestione del pallone: 82 passaggi riusciti su 89 tentati, pari al 92% di precisione. Che sale al 97% nella propria metà campo (28 completati su 29), e si mantiene molto alta anche nella metà campo avversaria: 54 su 60, il 90%.
Un giocatore dunque coinvolto nella costruzione e capace di garantire pulizia tecnica anche quando la squadra deve cercare soluzioni per superare le linee avversarie. Interessante il dato sui lanci lunghi: cinque riusciti su sei, a testimonianza di una buona capacità di variare la manovra.
Non è stato soltanto un lavoro di gestione. Ricci ha affrontato otto duelli a terra, vincendone quattro, ha conquistato tre falli e ha completato un dribbling su uno tentato.

Damiani
Sul piano difensivo il bilancio è stato più contenuto: un intercetto e una chiusura difensiva. Numeri che suggeriscono un centrocampista più orientato alla gestione e alla costruzione che all’interdizione pura.
Insomma ha dimostrato di poter offrire qualità, ordine e personalità nella gestione del possesso, caratteristiche preziose nel calcio propositivo di Tomei. Non è però ancora possibile stabilire se possa garantire lo stesso rendimento di Damiani sul lungo periodo: una partita, per quanto positiva, non basta per sciogliere ogni dubbio.
























































