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Quintana, è giunta l’ora tirare le somme:
ecco cosa dicono i caposestieri
dopo la “Giostra dei record”

ASCOLI - Dalla gioia di Porta Tufilla ai musi lunghi di Porta Maggiore. In mezzo gli altri quattro Sestieri che non vedono l'ora di rifarsi. Facciamo il punto con i sei responsabili Matteo Silvestri, Attilio Lattanzi, Mariangela Gasparrini, Marco Regnicoli, Carlo Bartoli e Luigi De Santis
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I sei caposestieri. Da sinistra in alto in senso orario: Bartoli (Piazzarola), Regnicoli (P.Maggiore), De Santis (P.Romana), Gasparrini (S.Emidio), Silvestri (P.Tufilla), Lattanzi (P.Solestà)

 

di Andrea Ferretti

 

Pazzi di gioia a Porta Tufilla. Come non esserlo dopo che il tuo cavaliere (Gubbini) in una manciata di minuti ha distrutto ogni record chiudendo la Quintana con un punteggio (2.084) da marziano?

Gubbini ai microfoni dopo la vittoria

Umore nero, proprio come dopo la Quintana di luglio, a Porta Maggiore dove è accaduto quello che nessuno si aspettava, ovvero un doppio passo indietro del cavaliere Zannori.

In mezzo ci sono quattro Sestieri che, per un motivo o l’altro, non vedono l’ora di tornare al Campo dei Giochi per riscattare una Giostra che ha fornito buoni segnali, ma anche deluso.

Penalità a parte, Porta Solestà e Innocenzi, non potevano fare di più contro un Gubbini del genere.

Poteva fare qualcosa di più Chicchini di Sant’Emidio, ma resta comunque il grande merito di aver esordito in una Giostra difficile come quella di Ascoli superando, per la prima volta nella storia rossoverde, quota 1.900 e poi sfiorando quota 2.000.

Melosso ha appena perso la lancia

Infine i due cavalieri più giovani, che hanno tempo e modo per rifarsi. Melosso di Porta Romana, 20 anni, deve mettersi alle spalle il momento della perdita della lancia, Lionetti della Piazzarola, 22 anni, deve lavorare sodo senza pensare alla sua prima tornata (solo quella) da capogiro.

Facciamo allora il punto della situazione con i sei “telegrammi” che ci hanno inviato i caposestieri Matteo Silvestri di Porta Tufilla, Attilio Lattanzi di Porta Solestà, Mariangela Gasparrini di Sant’Emidio, Marco Regnicoli di Porta Maggiore, Carlo Bartoli della Piazzarola, Luigi De Santis di Porta Romana.

 

La consegna del Palio al console Mazzocchi di Porta Tufilla

Matteo Silvestri (Porta Tufilla) – «E’ stata una vittoria incredibile, abbiamo battuto ogni record, quasi da non crederci. E’ stata una giornata molto intensa nella quale siamo stati ripagati del grande lavoro fatto da tutti. La Giostra ha consacrato la forza del binomio formato da Massimo (Gubbini, ndr) e Trentino (il cavallo che ha vinto, ndr) che aveva già sfiorato la vittoria nel 2019».

Attilio Lattanzi (Porta Solestà) – «Una Quintana davvero da record. Al di là del fatto di quello ottenuto da Gubbini che ha strameritato di vincere, pensiamo che il secondo e il terzo hanno chiuso quasi con punteggi vicinissimi ai duemila punti. Una Quintana di altissimo livello nell’anno della ripartenza. Noi siamo soddisfatti di Luca (Innocenzi, ndr), purtroppo la penalità alla prima tornata forse ha condizionato il resto della sua Giostra, ma ha comunque fatto una gara di altissimo livello».

Mariangela Gasparrini (Sant’Emidio) – «Una Quintana bella ed emozionante, anche riuscire ad organizzarla. Noi siamo finalmente tornati ad emozionarci e la prestazione di Pierluigi (Chicchini, ndr) è il preludio di nuove ed emozionanti sfide. Purtroppo il sesto miglior punteggio di sempre ci ha regalato solo il terzo posto. Ora lo sguardo è rivolto al futuro: ci siamo e andremo a dimostrare di potercela giocare con tutti».

Chicchini: 4° a luglio, 3° ad agosto

Marco Regnicoli (Porta Maggiore) – «Dopo le Quintane del 2019 quando Mattia (Zannori, ndr) aveva lottato per vincere il Palio, queste due Giostre del 2021 sono state molto deludenti, abbiamo fatto un preoccupante passo indietro. Ora dobbiamo riflettere sugli errori commessi e correggerli per guardare al futuro e tornare ad essere protagonisti con grande determinazione. La pressione è forte e, dopo un digiuno così lungo (ultima vittoria nel 1982, ndr), ti fa perdere la lucidità, ma le responsabilità vanno divise tra tutti: cavaliere, scuderia e Sestiere».

Carlo Bartoli (Piazzarola) – «Una Giostra bella e competitiva. Ottima la preparazione del campo. Di alto livello, seppure ridotto, anche il corteo. Sicuramente i nostri obiettivi di classifica erano diversi. C’è stato qualche errore di troppo, ma la potenzialità di Nicholas (Lionetti, ndr) e la strada per competere con i big è ormai tracciata. Ci sarà da lavorare, l’impegno non è mai mancato e non mancherà».

Luigi De Santis (Porta Romana) – «Una Quintana di alto livello. Vittoria meritata di Gubbini e finalmente finisce la storia che la pista favorisce il primo che giostra, anche se poi Lionetti aveva fatto la tornata record fino a che non ha corso Gubbini. Per Lorenzo (Melosso, ndr) è iniziata male e finita male, ma non è un problema: si riparte subito. La Giostra sta diventando ogni anno sempre più competitiva e ogni volta ci sono tre, quattro cavalieri che se la giocano».



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