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Quintana, Sgarbi e i conflitti di interesse fanno discutere in Sala della Ragione

ASCOLI - Tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale odierno spiccano l’interrogazione dell’opposizione sui rapporti tra l’Arengo e il noto critico d’arte e gli emendamenti proposti in merito al nuovo regolamento della Quintana. Bocciata la proposta della minoranza di escludere i consiglieri comunali dai direttivi dei sei sestieri, Fioravanti nega rapporti formali con il sottosegretario di Stato alla Cultura, ribadendo come la presentazione di “Noi siamo l’ambiente” al Ventidio sia andata in scena a sue spese
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di Federico Ameli

 

A pochi giorni di distanza dall’ultima assemblea, il Consiglio comunale di Ascoli torna a riunirsi per affrontare alcuni dei temi caldi del dibattito politico cittadino.

Il consiglio comunale di martedì 28 novembre

 

Dopo i saluti iniziali del sindaco Marco Fioravanti al rettore di Unicam Graziano Leoni, con cui l’Arengo in queste settimane sta portando avanti diverse progettualità finalizzate allo sviluppo della città in chiave universitaria e urbanistica, nel primo pomeriggio di oggi, martedì 28 novembre, a inaugurare i lavori della Sala della Ragione è stata l’interrogazione presentata dai consiglieri di opposizione Tamburri, Procaccini, Ameli, Nardini e Speri in merito ai rapporti tra l’Amministrazione comunale e Vittorio Sgarbi, attuale sottosegretario di Stato alla Cultura.

 

Come fatto notare dal consigliere Massimo Tamburri, da qualche settimana a questa parte il critico d’arte è finito nella bufera per aver percepito dei compensi – secondo le prime stime quantificabili in circa 300.000 euro – per la partecipazione a mostre ed eventi, con modalità apparentemente incompatibili con quanto previsto dalla legge Frattini per chi riveste incarichi governativi.

Massimo Garavaglia, Vittorio Sgarbi e Marco Fioravanti

 

A questo proposito, i consiglieri di minoranza hanno chiesto al primo cittadino di chiarire l’entità di eventuali collaborazioni dirette o indirette con Sgarbi, le società o le fondazioni a lui riconducibili, chiedendo lumi anche sulle dinamiche economiche che hanno caratterizzato la recente presentazione al Ventidio Basso di “Noi siamo l’ambiente”, il nuovo libro del sindaco Fioravanti edito da Baldini+Castoldi, di cui Elisabetta Sgarbi è presidente e direttore editoriale.

 

«Se sono abituato a far politica nascondendo qualcosa, naturalmente sono portato a guardare l’altro dal buco della serratura – replica Fioravanti, riferendosi al modus operandi che dal suo punto di vista caratterizza l’opposizione – Come Amministrazione siamo abituati a gestire la cosa pubblica in modo trasparente, rispettando le regole e con grande rigorosità, grazie alla nostra impostazione culturale e politica e alla nostra educazione di famiglia.

La presentazione di “Noi siamo l’ambiente” al Ventidio Basso

 

Sono orgoglioso di aver pagato i servizi a teatro: sono scrupoloso e da sindaco avverto una responsabilità maggiore. Il teatro è stato concesso a titolo gratuito, come da prassi consolidata negli ultimi anni dall’Amministrazione, ma a differenza degli altri casi i costi di sala, il controllo degli accessi, le spese del servizio di vigilanza, di regia e di realizzazione dell’evento sono state poste a carico del concessionario, cioè il sottoscritto».

 

Riportando all’attenzione dei presenti la relazione appositamente redatta dalla dirigente comunale, il sindaco ha poi negato ogni rapporto formale con Sgarbi, eccezion fatta per la presenza all’inaugurazione della mostra “Dyalma Stultus”, evidenziando l’assenza di collaborazioni dirette con le società del critico d’arte.

 

Per quanto riguarda invece le iniziative promosse in città dalla Fondazione Elisabetta Sgarbi, Fioravanti ha passato in rassegna i contributi elargiti dal 2020 ad oggi per l’organizzazione de “La Milanesiana” e “Linus Festival”, che si aggirano attorno ai 100.000 euro complessivi.

 

«Si tratta di manifestazioni – precisa Fioravanti – che come riconosciuto anche dall’opposizione che oggi formula questa interrogazione hanno portato grande valore in città a livello di artisti, spettacoli e partecipazione».

 

QUINTANA – Tra i punti all’ordine del giorno presentati dal presidente Alessandro Bono, a monopolizzare l’attenzione della massima assise cittadina è stata la cosiddetta “riforma del Terzo Settore” che, come già noto, riguarderà i sei sestieri cittadini che da qui alla fine dell’anno si costituiranno formalmente come associazioni.

Marco Fioravanti

 

«Oggi presentiamo il nuovo regolamento generale della Quintana, a seguito dell’introduzione del codice del Terzo Settore – spiega Fioravanti – Questo regolamento porta una grande innovazione, ma dobbiamo lavorare sulla condivisione con la città e i sestieri, garantendo la vita e la crescita associativa nel rispetto delle regole, con una responsabilizzazione maggiore del sestiere.

 

Abbiamo condiviso un percorso di partecipazione collettiva, che ha portato all’elaborazione di un documento trasversale che mette al primo punto il bene della Quintana e di Ascoli. In fondo, i sestieri sono gli unici veri centri di aggregazione a disposizione: dobbiamo spenderci economicamente e con energia per tenerne alta la qualità, per la memoria storica della Quintana ma soprattutto per i giovani».

 

In questo caso, il Consiglio è stato chiamato a esprimersi su cinque emendamenti. Il primo, a firma del sindaco, riguardava da vicino il mandato dei consoli, che con l’approvazione del Consiglio comunale resteranno in carica per 15 anni dopo il primo rinnovo dei rispettivi consigli direttivi per poi diventare ineleggibili, mentre i restanti 4 emendamenti, riassunti dall’opposizione in un unico documento, avevano a che fare con i legami tra gli stessi consiglieri comunali e i consigli dei sei sestieri cittadini.

 

In particolare, la proposta formulata dai vari Ameli, Frenquellucci, Procaccini, Tamburri, Nardini e Speri non contemplava l’eleggibilità di assessori e consiglieri comunali nel ruolo di capo sestiere – per il quale il veto ai membri della giunta era già previsto – e tra i componenti dei comitati di sestiere, dai quali sarebbero stati esclusi anche parenti o affini fino al terzo grado dei cavalieri giostranti. Una scelta finalizzata a tenere distante il mondo dalla politica da quello quintanaro, che inevitabilmente ha fatto discutere tra i seggi riservati ai consiglieri e ai dirigenti comunali.

Francesco Ameli

 

Nonostante le iniziali perplessità manifestate dalla comandante della Polizia municipale Patrizia Celani in merito a delle limitazioni più stringenti rispetto al 267, ossia il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, una volta incassato l’ok del segretario comunale Vincenzo Pecoraro in termini di regolarità tecnica l’assemblea si è finalmente espressa sul tema.

 

«Pur garantendo la possibilità di votare all’interno dei comitati, con questi emendamenti vogliamo limitare l’azione di governance all’interno degli stessi comitati da parte dei consiglieri – afferma Francesco Ameli, primo firmatario del documento –

 

Si tratta di una proposta di buon senso, volta a evitare troppi legami tra politica e Quintana anche in relazione agli appuntamenti elettorali in vista. È un’opportunità per far vedere che c’è davvero la volontà di cambiare e di non lasciare tutto come sta per far piacere a pochi o a qualche parente».

 

Netta la replica di Marco Fioravanti. «Ho ascoltato dei punti di vista sicuramente validi, ma c’è bisogno di contestualizzare la discussione – esordisce il sindaco – Non possiamo parlare di incompatibilità solo in determinati settori. Innanzitutto, non credo che un consigliere possa spostare potere o voti in un comitato di sestiere in quanto consigliere, quanto piuttosto in base al tempo che dedica gratuitamente al sestiere.

 

Inoltre, secondo questo principio, chi ha parenti che gestiscono una società di calcio con centinaia di iscritti, in grado di spostare molti voti, o ad esempio fa parte di un coro, non dovrebbe avere l’opportunità di restare consigliere.

 

Sono d’accordo sulla necessità di trasparenza, ma dobbiamo davvero essere onesti quando parliamo. In questo caso si tratta di persone che rinunciano al tempo della propria vita privata per dedicarlo al sestiere e che, per questo, vanno rispettate. Inoltre, in questo modo si chiederebbe a un consigliere di rinunciare a un mandato dato dai cittadini solo perché vuole contribuire alla vita del proprio sestiere».

 

Con soli 5 voti favorevoli, il Consiglio ha poi respinto formalmente i 4 emendamenti proposti dall’opposizione, approvando contestualmente le sole modifiche avanzate dal sindaco Fioravanti.


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