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Demolizione Ballarin, deluso Simonato e pure Marcozzi: «Spazzafumo ha perso il coraggio che aveva»

SAN BENEDETTO - Prosegue l'opera avviata martedì 27 febbraio. Abbiamo chiesto un parere a due cittadini che avevano contribuito a realizzare due progetti, tra loro alternativi, circa la riqualificazione dell'area. Entrambi, per motivi diversi, delusi da quello che si sta facendo
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La Curva Sud dello stadio Ballarin negli anni 80

 

di Pier Paolo Flammini

 

Avviati dalla Curva Nord i lavori di demolizione dell’ex stadio Ballarin (clicca qui per foto, video e i dettagli, mentre stamattina è stata chiusa al traffico via Colombo nell’intersezione con via Dandolo ed è stata portata via la piccola struttura dello street food Erasmo), a San Benedetto è il momento dei pareri, delle considerazioni, che sicuramente perdureranno per tutto il periodo della demolizione e, chissà, anche nel momento della realizzazione del parco urbano.

 

Ballarin, rimozione chiosco Da Erasmo

Pur con i punti interrogativi (da cui il nostro titolo di ieri) relativi al progetto di riqualificazione mostrato dall’architetto Guido Canali nel novembre 2022 all’Auditorium Tebaldini, e poi via via stralciato poiché i fondi a disposizione non consentono di realizzare tutto quanto immaginato dall’architetto emiliano, e dunque l’Amministrazione Comunale ha deciso comunque di intervenire (sarebbero stati persino a rischio i fondi ottenuti da Pnrr e Fondazione Carisap), ma non di concludere, al momento, in attesa di nuovi finanziamenti e chissà, valutazioni.

 

Demolizione curva nord ex stadio Fratelli Ballarin, 27 febbraio 2024

Tra i tanti che in queste ore stanno esprimendo la loro opinione abbiamo sentito due cittadini sambenedettesi che nel corso degli ultimi anni si sono esposti pubblicamente, capeggiando dei comitati che hanno proposto, gratuitamente, dei progetti di riqualificazione. Parliamo ad esempio di Maurizio Simonato, la “Faina”, uno dei giocatori simbolo dei “Bergamasco boys” che nel 1974 ottennero la seconda storica promozione in Serie B, che attraverso l’ingegner Cristiano Silvestri promuoveva una riqualificazione mantenendo il campo da gioco, che poteva ospitare incontri fino alla Serie D, utilizzabile anche per eventi e comunque per partite giovanili.

 

C’è da sottolineare, comunque, che le diverse posizioni riguardano aspetti legati alla riqualificazione dell’impianto: era chiaro a tutti che la situazione attuale era quella di un rudere posizionato in un’area strategica su cui dover intervenire.

 

«Vedere il Ballarin demolito fa male per mille motivi – afferma Simonato – Qualche anno fa presentammo un progetto, che ancora adesso ritengo stupendo e utile: poteva essere un centro di aggregazione, adoperato in varie forme, mentre temo che quello che si sta facendo porterà quella zona all’abbandono: senza entrare nello specifico, vediamo tanti parchi recintati e chiusi e sappiamo il motivo. Purtroppo le cose non sono andate come avevamo proposto, me ne farò una ragione, amen».

 

Ballarin, progetto di riqualificazione del comitato

«La nostra idea – continua – era di realizzare un campo da calcio e magari metterci 8 porte per farci giocare i bambini, e questo da ottobre ad aprile mentre nei mesi estivi la curva recuperata poteva funzionare per assistere a concerti ed eventi. Sono convinto che sarebbe stato pieno tutte le sere d’estate. Ma ad esempio oggi la Samb Femminile è costretta a giocare a Ripatransone, a Montefiore per mancanza di un campo, il Ballarin poteva diventare la casa della Samb Femminile. Ma avevamo pensato a tante cose, a spostare tutta la viabilità ad est, a mettere un piccolo bar dove c’è la Curva nord, in modo da garantire il controllo dell’area con qualcuno che aveva l’incarico di aprire e chiudere i cancelli».

 

Tra i ricordi più belli da calciatore, oltre al gol a Zoff in Samb-Juve di Coppa Italia nel giorno del proprio compleanno, Simonato ricorda «l’urlo della Curva Sud, quando si segnava ti trascinava in una maniera incredibile. E poi il mio arrivo a San Benedetto, in una partita amichevole contro la Juniores, prima di Ferragosto, nel 1972, salii le scale e vidi lo stadio pieno perché tutti volevano conoscere i nuovi giocatori, mi sembrò di arrivare in un posto fuori dal mondo tanta era la passione di quella gente».

 

Ballarin, progetto di riqualificazione Parco sul Mare

Non entusiasta neanche Fabrizio Marcozzi, portavoce del Comitato “Salviamo il Ballarin, la storia e il diritto allo sport”. Non tanto per la demolizione ma, a suo dire, per alcuni passi indietro compiuti dall’Amministrazione Spazzafumo: «Il sindaco ha avuto coraggio quando ha firmato la nostra proposta, in campagna elettorale, per realizzare un parco urbano – dice Marcozzi – Quando Canali presentò il suo progetto vedemmo che si andava nella direzione da noi auspicata, ma c’è un aspetto importante da considerare: la nostra idea era di realizzare un parco accessibile a tutti che fosse unito alla spiaggia, e dunque con lo spostamento della viabilità tutta ad ovest. Canali disse che quel passaggio poteva essere affrontato successivamente, con una piccola variante al Piano Regolatore».

 

«Adesso invece ci sono alcuni elementi critici – continua – La viabilità non solo viene rimandata, ma con la realizzazione di una piccola volumetria si blocca definitivamente la possibilità di spostarla ad ovest. Ce ne siamo lamentati sia col consigliere Micozzi che col sindaco, perché a questo punto non si può realizzare alcun “Parco sul Mare”. Spazzafumo ha avuto coraggio nel firmare il nostro progetto e poi ha avuto coraggio nel proseguire nella demolizione, da molti osteggiata. Ma non ha avuto poi il coraggio di arrivare fino in fondo, proseguire nell’impegno da lui firmato. Questo ci ha deluso. E firmato, bisogna dirlo, anche da esponenti dell’opposizione come Bottiglieri e Canducci che, anche loro, sembrano averlo scordato».

 

Infine Marcozzi “batte dove il dente duole“: «Siamo rimasti al progetto presentato da Canali all’Auditorium, ma poi non abbiamo visto altro. Nessuno credo sappia bene fin dove si interverrà, cosa verrà realizzato. Se ci saranno i laghetti pensati da Canali, ad esempio. Credo che il progetto esecutivo di chi si è aggiudicato il bando debba essere reso noto, anzi, andava reso noto ancor prima dell’aggiudicazione».

 


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