Monte Piselli, “Ascolto & Partecipazione” frena sulla cabinovia: «Prima un piano sostenibile, poi l’infrastruttura»

ASCOLI - Dubbi su costi, gestione e sostenibilità economica dell’impianto. Il comitato propone invece il rinnovo della seggiovia Tre Caciare e il recupero delle strutture esistenti
...

 

 

Il comitato civico Ascolto & Partecipazione torna a esprimere forti perplessità sul progetto della cabinovia a Monte Piselli, chiedendo maggiore chiarezza sulla sostenibilità economica e sulla strategia complessiva di sviluppo dell’area montana.

 

«A Monte Piselli si continua a insistere sulla soluzione della cabinovia – sostiene il comitato – per la quale manca ancora uno studio economico di sostenibilità e un piano organico di sviluppo». Secondo il gruppo civico, inoltre, non sarebbero stati ancora reperiti tutti i fondi necessari all’acquisto dell’impianto, mentre le risorse già disponibili «continuano a perdere potere d’acquisto anno dopo anno».

 

Nel mirino finiscono anche i costi di gestione e manutenzione dell’infrastruttura. «I soci del Cotuge sono consapevoli che una telecabina richiederebbe, tra gestione e manutenzione, diverse centinaia di migliaia di euro all’anno anche solo per raggiungere il pareggio di bilancio? – si chiedono gli esponenti di Ascolto & Partecipazione  – A maggior ragione considerando che si tratta di un impianto usato e vecchio di vent’anni».

 

Da qui una serie di interrogativi rivolti ai promotori del progetto: «In che modo intendono garantire una gestione economicamente sostenibile? Quale logica c’è nel progettare prima un’infrastruttura e solo successivamente interrogarsi su come utilizzarla? Non dovrebbe avvenire il contrario?»

 

Il comitato richiama inoltre il tema della destagionalizzazione della montagna, ritenuta necessaria ma da perseguire attraverso una fruizione lenta e sostenibile del territorio: «Se questa prospettiva si basa necessariamente su una frequentazione rispettosa dell’ambiente, in che modo una telecabina contribuirebbe concretamente al raggiungimento di tale obiettivo?»

 

Secondo Ascolto & Partecipazione, il rischio è che la necessità di sostenere economicamente un impianto considerato sovradimensionato finisca per alterare la vocazione naturale della montagna: «Se la necessità preponderante diventa quella di fare cassa per mantenere l’impianto il pericolo è trasformare la montagna in un contenitore di attività che nulla hanno a che vedere con la natura e l’identità di quei luoghi, pur di incentivare una qualche forma di frequentazione».

 

La proposta alternativa avanzata dal comitato punta invece sul recupero e il potenziamento delle infrastrutture esistenti: «Ribadiamo con forza che la scelta più sensata, finché il valore delle risorse disponibili rimane sufficiente, sia il rinnovo della seggiovia Tre Caciare e la ricostruzione del campetto di Monte Piselli e del rifugio Pizi, infrastrutture che hanno già dimostrato una ragionevole sostenibilità finanziaria e ambientale».

 

Infine, nel caso in cui dovessero restare risorse disponibili, il Comitato propone di valutare «un impianto leggero di arrocco», in sostituzione della strada San Giacomo–Tre Caciare, definita «tortuosa e pericolosa».


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X