Dopo quattordici anni l’Ascoli Calcio torna alle origini e sceglie ancora Norcia come sede del ritiro precampionato in vista della stagione 2026/27, quella che segnerà il ritorno del club bianconero in Serie B. Dal 13 al 27 luglio la città umbra si tingerà dei colori del Picchio, con squadra e staff tecnico impegnati nella preparazione del nuovo campionato.
Una scelta che va oltre il semplice aspetto sportivo e che assume un significato particolare a dieci anni dal terremoto che nel 2016 colpì duramente il Centro Italia. L’Ascoli ha voluto infatti confermare la propria vicinanza a una comunità simbolo di ricostruzione e ripartenza, tornando in un territorio con cui negli anni si è consolidato un rapporto fatto di accoglienza, amicizia e valori condivisi.
Il quartier generale bianconero sarà Casa Bianconi, con l’annesso ristorante Granaro del Monte, storico locale guidato dalla famiglia Bianconi dal 1850. Gli allenamenti si svolgeranno invece al Salicone Sporting Club, impianto che per anni ha ospitato i ritiri estivi del Picchio.
La presenza dell’Ascoli rappresenta anche un’importante occasione di promozione per Norcia: nel periodo del ritiro la squadra marchigiana sarà infatti l’unica formazione professionistica presente in città, offrendo ai tifosi la possibilità di seguire da vicino il lavoro del gruppo. L’esordio ufficiale della stagione arriverà domenica 9 agosto con la sfida di Coppa Italia contro il Potenza.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’amministrazione comunale. Il sindaco di Norcia Giuliano Boccanera ha sottolineato il valore del ritorno dell’Ascoli: «Siamo lieti che il club abbia scelto nuovamente Norcia. È un momento speciale, perché la promozione in Serie B testimonia anche il ritorno dei nostri territori a livelli di normalità dopo il sisma».
Parole condivise dal commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli, che ha definito il ritiro «una bellissima notizia non solo sul piano sportivo, ma anche per il valore simbolico». La presenza dell’Ascoli, secondo Castelli, rappresenta «un ponte tra territori accomunati dalla capacità di reagire e di tornare protagonisti». Norcia si prepara dunque ad accogliere il Picchio, rinnovando un legame storico che unisce due comunità vicine e accomunate dalla voglia di ripartire.
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