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Terrani a Piunti:
«Rifiutare i malati Covid è immorale,
non siamo nel Medioevo,
gli ospedali sono di tutti»

EMERGENZA CORONAVIRUS - La polemica sul trasferimento dei pazienti provenienti da Fermo. Il segretario del Pd tira le orecchie al sindaco di San Benedetto. «Anche le strutture del Piceno devono essere a disposizione di chi ne ha bisogno, nell’ambito delle regole di sicurezza»
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Matteo Terrani (Foto Vagnoni)

di Matteo Terrani

(segretario provinciale del Pd di Ascoli e sindaco di Folignano)

Ho letto con stupore e amarezza la posizione del sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti che, anziché costruire una forte unità di intenti per fronteggiare l’emergenza, alimenta divisioni e polemiche fuori luogo. Rifiutare i malati di Coronavirus di Fermo presso l’ospedale di San Benedetto non è solo una scelta egoista e immorale ma è infondata da qualsiasi punto di vista. Non siamo nell’America di Trump dove se non puoi permetterti l’assicurazione sanitaria vieni lasciato morire. Non siamo neanche nel medioevo dove ognuno ha il suo castello da difendere: siamo nel 2020 in Italia dove il diritto alla salute è universalmente riconosciuto, dove gli ospedali non appartengono ai sindaci delle città in cui sono situati ma a tutti coloro che devono curarsi.

L’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto (Foto Cicchini)

L’ospedale di San Benedetto viene pagato non dai cittadini della riviera ma da tutti i marchigiani, così come gli altri presidi. Nella normale organizzazione sanitaria picena, se un cittadino delle aree interne avesse un ictus verrebbe portato al “Madonna del Soccorso”, se un cittadino della costa avesse un infarto verrebbe portato al Mazzoni: i due ospedali non sono di proprietà delle città in cui si trovano ma sono a disposizione di tutti i cittadini.

Per questo in un momento così delicato dove tutto il mondo sta unendo le forze per affrontare il Covid-19 dovremmo essere più lungimiranti e non guardare al nostro piccolo orticello. Basterebbe leggere i dati e le delibere per capire come egoismi e preoccupazioni siano infondati. Dinanzi ai primi dati che vedevano le Marche tra le regioni più colpite dal Covid-19, le scelte strategiche operate sul distanziamento sociale e sull’organizzazione sanitaria, hanno prodotto immediati risultati di contenimento della pandemia.

Il sindaco Piunti (Foto Cicchini)

Se poi valutassimo i risultati dell’Area Vasta 5, questi non sono solo migliori di tutte le Marche, ma anche delle province a noi confinanti. Non sono valutazioni personali ma oggettive rilevazioni riscontrabili dai numeri forniti giornalmente dal Gores.

Nell’Area Vasta 5 vi è il più alto numero di tamponi fatti e il minor numero di contagiati, tanto che nell’ultima settimana la curva è tendenzialmente vicina allo zero.  Tutto ciò ha comportato un minor numero di ricoveri e parallelamente la capacità di seguire con puntualità i pazienti a livello domiciliare con le Usca e addirittura l’Agenzia italiana del farmaco ha autorizzato una nuova sperimentazione clinica per valutare l’efficacia dell’idrossiclorochina, con uno studio clinico indipendente, promosso dall’Asur-AV5 di Ascoli. Una strategia che grazie all’impegno di tutti gli operatori sanitari ha portato nella giornata di oggi ad avere 4 ricoverati in terapia intensiva, 4 in semi intensiva e solo 2 ospedalizzazioni ordinarie.

Tutto ciò è stato possibile per le scelte giuste fatte dal governo regionale. Scelte che ad esempio hanno portato il punto nascita regionale per i positivi solo a Civitanova Marche dove hanno partorito mamme picene in barba agli egoismi medievali.

In un sistema nazionale e regionale che si basa sull’universalità della prestazione e sulla solidarietà, gli atteggiamenti egoistici sono davvero fuori luogo, ne è testimonianza l’ulteriore scelta della regione di individuare la Fiera di Civitanova come struttura da adibire rapidamente all’assistenza di pazienti covid (con posti di intensiva e subintensiva) che consentirà in un tempo più rapido di far tornare alla normalità tutti gli altri presidi ospedalieri della regione, compreso quello di San Benedetto.

Ecco perché le fake news che qualche avvelenatore di pozzi mette in giro circa la permanenza dell’ospedale Covid a San Benedetto sono gravissime e creano solo confusione e tensione nelle nostre comunità già stressate dall’isolamento domiciliare e dai restringimenti governativi. C’è una delibera di giunta regionale che parla chiaro! Finita l’emergenza, tutti i nosocomi impegnati sul fronte covid, torneranno a svolgere le funzioni precedentemente assunte, con tecnologie acquisite che rimarranno patrimonio delle strutture che se ne avvalgono.

Durante questo periodo di emergenza, così come i cittadini piceni sono stati ricoverati in altre province, anche le strutture del Piceno devono essere a disposizione di chi ne ha bisogno, nell’ambito delle regole di sicurezza fin qui adottate a tutela degli operatori sanitari. Voglio ringraziare ancora una volta tutto il personale sanitario impegnato quotidianamente nella lotta al virus e saluto con favore lo stanziamento regionale di oltre 20 milioni di euro per assegnare un riconoscimento economico a tutti gli operatori che da settimane sono sul campo di battaglia con spirito di sacrificio e abnegazione per curare e assistere i malati.

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