Trasformare gli scarti della pesca in uno strumento per ripulire il porto di San Benedetto. È l’obiettivo del progetto europeo “S.H.I.E.L.D.S.”, candidato dal Comune sambenedettese nell’ambito del programma comunitario “Tasc Restore Med”, dedicato alla transizione verso un’economia blu sostenibile nel Mediterraneo.
La proposta, approvata dal commissario straordinario Rita Stentella con i poteri della giunta (qui il testo integrale) punta a ottenere un finanziamento complessivo da circa 1,15 milioni di euro per sperimentare innovative soluzioni di decontaminazione ambientale a basso impatto nell’area portuale cittadina. L’idea alla base del progetto è tanto semplice quanto innovativa: utilizzare i gusci delle ostriche recuperati dagli scarti della pesca a strascico per migliorare la qualità delle acque del porto, sfruttando la capacità del carbonato di calcio di attrarre inquinanti e metalli pesanti.
Attualmente i gusci rappresentano una parte consistente dei residui prodotti dalle attività di pesca e vengono rigettati in mare. Con “S.H.I.E.L.D.S.”, invece, potrebbero diventare una risorsa ambientale strategica.
Il progetto prevede il reperimento dei gusci in collaborazione con la marineria sambenedettese, la realizzazione di strutture modulari da installare in diversi punti del porto — tra banchina pescherecci e porto turistico — e una successiva fase di monitoraggio scientifico per verificare la capacità delle strutture di catturare sostanze inquinanti. Al termine della sperimentazione è prevista anche la rimozione e lo smaltimento dei dispositivi installati.
Accanto al Comune parteciperanno come partner tecnici Blu Marine Service Soc Coop e C.I.A. Lab Srl. Coinvolti anche diversi portatori d’interesse del territorio: dalla marineria cittadina all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, passando per Capitaneria di Porto, Circolo Nautico Sambenedettese e Lega Navale Italiana. Il piano operativo sarà articolato in tre fasi: “Fine-tuning”, “Deployment” e “Scale-up”, con l’obiettivo di perfezionare il sistema, installarlo nell’area portuale e valutarne un possibile ampliamento.
Il progetto comporta un impegno economico stimato in circa 1 milione e 150mila euro, di cui oltre 230mila riferiti al Comune. Tuttavia, nel documento viene specificato che, in caso di approvazione da parte della Commissione Europea, il finanziamento coprirebbe il 100% delle spese previste senza alcun impatto diretto sulle casse comunali.
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